Giorgio Del Ghingaro sindaco di Viareggio

VIAREGGIO – Lacrime amare del PD per il perduto amore

di MATILDE TORRE – Il PD nel panico accusa il sindaco per la guerra in Ucraina, per Giorgio è un divorzio annunciato. E la bella Simona tace.

E pensare che la bella Simona fu disposta persino a rompere la propria famiglia pur di contrarre il matrimonio con Giorgio Del Ghingaro. Il PD cittadino fu spaccato e addirittura commissariato dai quattro amici al bar, gli oppositori derisi. A niente è servita la tata Federica, licenziata in pratica con la stessa considerazione di un usciere, inviata da Firenze per contenere il temperamento focoso del sindaco di Viareggio. Come non sapessero che chi conosce Giorgio lo evita.

D’altronde, l’amore di Giorgio verso se stesso rende ogni altro suo sentimento impossibile se non nel riflesso del proprio specchio, anche la minima ombra non è tollerata, figuriamoci una relazione duratura nel tempo che non ripeta ogni giorno il suo splendore. La bella Simona non può dire che erano stati in molti a dissuaderla, ma come suol dirsi: l’amore è cieco.

Giorgio del Ghingaro, in fondo, non ha mai obbligato nessuno a fargli da paggetto, al limite può avere avvelenato i pozzi cittadini per costringere a bere solo la sua acqua o morire di sete. E’ un amante fedele a se stesso sì, ma anche al tripudio dei consensi elettorali che ha ricevuto, perché, volenti o nolenti, questo è il sindaco che è piaciuto tanto ai viareggini. L’altra parte di questo che sembrava amore ed invece era un calesse, è il Partito Democratico.

Il trauma provocato da Giorgio è stato tale che il PD viareggino e toscano, non sapendo darsi ragione e tutto ancora inebriato dal pranzo nunziale di due anni fa, lunedì alle 20.47 non sapendo che pesci prendere, mostrava lo stato di shock aggrappandosi alla guerra in Ucraina: “l’apertura di una crisi amministrativa senza motivi fondati e senza giustificazioni si configura come rischioso e fuori luogo, mentre il mondo è concentrato e preoccupato per una guerra che si combatte alle porte dell’Europa”. Probabilmente qualche intellettuale di regime pensava a “Parigi val bene una messa”, confondendolo con “La Maineri val bene l’Ucraina”. O cosa c’entra il culo con le quarant’ore? E’ un antico modo di dire popolare per indicare quando un dialogo non torna, è un po’ volgare ma rende l’idea.

L’assemblea del Partito Democratico di ieri, invece, ripresi dai sali e da qualche litro di valium, ha approvato un lungo documento, la cui sintesi è “il nostro passaggio all’opposizione sarà responsabile, non comporterà quindi né un automatico voto contrario a qualsiasi atto presentato dalla maggioranza, né una sua decadenza”. La speranza è l’ultima a morire, inclusa quella di essere riaccolti tra le braccia dell’amato Giorgio.

Ogni matrimonio che si rompe cela sempre delle motivazioni. Del Ghingaro ha risolto distaccato dalle umane terrene inquietudini: “E’ venuto meno il rapporto fiduciario”. Ma, quale autorevole rappresentante del Partito delle Volpi, non ha mai citato il PD, riferendosi esclusivamente alla persona della vicesindaco Federica Maineri. Come dire: ti lasciò, ma lascio una porta aperta. Un po’ come le dichiarazioni del PD di ieri: andiamo all’opposizione, anche se non sappiamo perché, però responsabile.

Quello tra il PD e Giorgio Del Ghingaro fu un matrimonio di convenienza, e in quanto tale se qualcosa si è rotto significa che le convenienze sulla bilancia hanno perso il loro equilibrio. Per GDG si tratta di un “rapporto fiduciario” scaduto: sarà una motivazione troppo asciutta, ma almeno c’è. Sull’altro fronte, invece, non sappiamo se l’amministratore delegato del PD S.p.A., la bella Simona, fosse presente all’assemblea di ieri. Anche lei caduta dal pero? è impossibile crederlo. Come ogni amore abbandonato, lei sa perché Giorgio ha deciso di lasciarla. Due anni fa mise il suo sorriso per imporre alla città l’unione con GDG, abbia adesso altrettanto coraggio nel rendere pubblica la verità.