di FORTESTOMACO – Le vicissitudini della storica villa donata al “Popolo di Viareggio”.
Negli ultimi anni del secolo scorso fu firmato l’atto di donazione al Comune di Viareggio della storica Villa Borbone . La firma fu preceduta da un lavoro costruttivo e intenso di contatti e di rapporti amichevoli tra la famiglia Barsanti e alcuni esponenti di primo piano del PSI tra cui ricordiamo in particolare Paolo Barsacchi e Carlo Alberto Ferrari.
L’Atto notarile stabiliva la donazione della villa con l’annesso parco “al POPOLO DI VIAREGGIO e per esso al COMUNE DI VIAREGGIO” e la vincolava all’utilizzo della struttura per attività culturali ed artistiche e a manifestazioni espositive e di spettacolo. L’articolo 3 dell’atto di donazione stabiliva che “La donazione si intende fatta alle seguenti condizioni, essenziali per la parte donante. Il Comune di Viareggio dovrà destinare l’immobile oggetto della presente donazione ad usi che rendano godibile l’’immobile alla cittadinanza di Viareggio e agli ospiti della città con particolare riferimento ad attività culturali, artistiche, ricreative, a luogo di convegni nazionali ed internazionali e comunque ad attività ed usi consoni alla importanza, anche storica, della tenuta Arciducale Asburgo Lorena”. Appena conclusi i lavori di ristrutturazione e riorganizzazione la Villa si aprì finalmente alla città ospitando eventi culturali e manifestazioni artistiche importanti.
Fu un periodo breve, sostanzialmente senza una precisa programmazione poliennale e senza una adeguata struttura organizzativa di supporto. Poi, come spesso succede nella nostra città, scese l’oblio.
Nel 2020, subito dopo eletta la nuova amministrazione Del Ghingaro, con una delibera di Giunta il 23 dicembre precisamente, fu deciso di forzare quanto disposto nell’atto di donazione introducendo de facto tra l’oggetto della subordinazione anche attività di studio e formazione. Con altra delibera dello stesso giorno di quel dicembre che fu, si stabilì di concedere la Villa Borbone in uso gratuito ad una scuola privata. Voilà ecco a voi la sede della Fondazione Isly, Istituto Tecnico Superiore che offre corsi dedicati alla formazione di figure professionali nel settore della nautica da diporto!
Qualcuno oggi fa post per sostenere candidature nuove, che parlano al futuro per un nuovo sindaco di Viareggio ma, purtroppo, non ha avuto uno spicciolo di tempo per rileggersi la delibera e le firme di coloro che l’approvarono. Se lo avesse fatto sicuramente avrebbe evitato di puntare il ditino solo contro altri: infatti come ci ricorda il Vangelo chi è senza peccato scagli la prima pietra (ma di questo riparleremo).
Si sa, a Viareggio e soprattutto in campagna elettorale, tutto fa brodo! Quella delibera fu una forzatura nei confronti dei donatori, delle chiare e precise volontà degli eredi e degli amministratori che siglarono l’intesa a cui seguì la donazione. Si trattava e si tratta comunque, si badi bene, di una donazione modale ovvero vincolata ad una funzione stabilita. Gli eredi potrebbero infatti riprendersi il bene in qualsiasi momento visto il valore effettivo della villa e visto il ciullar nel manico dei politici attuali. Di fatto, dopo quella delibera, nei successivi 6 anni non si è svolta nessuna delle attività previste dall’atto di donazione e oggi la Villa neppure è aperta al pubblico quotidianamente, nemmeno nei periodi di intenso flusso turistico come l’estate. Uno schiaffo ai Barsanti e agli attuali eredi ma anche uno schiaffo alla città così privata di un luogo ideale e funzionale a quell’insieme di attività culturali ed artistiche a cui la donazione l’aveva destinata.
Mentre si pensa ai teatri, a megastrutture per la convegnistica o a tendoni in pineta di Ponente, un bene storico di grande valore viene utilizzato solo o quasi esclusivamente per uno scopo artatamente aggiunto agli accordi di donazione: scopo pure importante in senso generale, ma non confacente alla pattuizione originaria e sicuramente fuori dal suo ambito di riferimento; un po’ come eleggere la sede di una scuola di perfezionamento paracadutisti nei cunicoli di una miniera o una scuola di alta cucina per Master Chef nel Pozzo di San Patrizio!
La Villa Borbone avrebbe dovuto avere una funzione e un ruolo ed invece è stata sottomessa a funzioni specifiche e di parte. Uno schiaffo anche a Viani, a Pea e ai numerosissimi e talentuosi artisti – pittori e scultori viareggini e versiliesi del passato – che hanno fatto il lustro delle nostre zone. Il loro lascito è un vero e proprio tesoro che dovrebbe essere valorizzato e fatto conoscere in quel luogo assolutamente deputato della Villa sia per l’importanza storica intrinseca che per l’ambiente del parco in cui è inserita. OOH MEI QUANTI NEI!!… ci verrebbe da dire!
Davanti a voi invece il ridicolo del ridicolo, lo scandalo più grosso e paradossale che si poteva creare artatamente, la più grande presa per il culo assieme a quella delle vele, le Oceaniche, donate alla città dall’artista Giulio Turcato e sparite nel fondo di qualche cantina o immondezzaio, o i pilastri del belvedere di Torre del Lago che purtroppo, una volta rimossi per realizzare la nuova Miami Beach intorno alla Villa del sor Giacomo si sono rotti… per disgrazia , naturalmente e ci mancherebbe altro… Destino cinico e baro!
Gli autori sono sempre gli stessi ed hanno nome e cognome: non è solo un problema che riguarda Capitan Uncino che, peraltro, a breve sbarcherà dalla nave ma anche della ciurma acclamante che gli stava accanto che, o è stata buttata a mare con le mani legate e con la benda sugli occhi o che all’ultimo minuto, in zona Cesarini, s’è ammutinata per cercare riparo tra i nuovi Corsari.
I candidati di questa campagna elettorale cosa dicono a tal proposito? Hanno una proposta? C’è un’idea? Qualcuno ha l’onestà di recitare il mea culpa? C’è l’impegno a rivedere la situazione e ritornare ai santi vecchi? I viareggini aspettano che qualcuno dica una cosa, non di sinistra si badi bene, perché è troppo difficile e forse nei tempi moderni inattuale ma, perdio, almeno sensata sì! Anche se comprendiamo molto bene che è preferibile il dire e non dire, il promettere di qua e di là, a destra e a manca e, come successo nel passato, a favorire l’ente ics o ipsilon della cerchia dei potenti o dare rassicurazioni ai grandi Maestri: cosa certamente più facile e che, soprattutto con l’attuale inflazione galoppante della politica, non costa davvero niente!
Paolo Barsacchi, intanto, si rigira nella tomba: con il suo tipico modo di parlare, tra una bestemmia e un accidente colorito, s’incazza come una belva! E pensare che a pochi chilometri, per iniziativa altrettanto meritoria di un altro Sindaco che sapeva fare il Sindaco, da anni funziona la Versiliana, luogo di cultura e di spettacolo all’interno di un rigoglioso parco. Di là’ hanno saputo tener dritta la barra nonostante le diverse amministrazioni che si sono succedute. Da noi, a Viareggio, invece, la notte continua ad essere buia fonda e purtroppo senza la luna e senza le stelle che ne mitigano l’oscurità.
Se a sera, all’imbrunire, vi capita di passar da quelle parti del Viale dei Tigli, oltre ai cinghiali Attenti al Lupo, o meglio ai Lupi! Tra i quattrocento e più candidati ci sono abbastanza licantropi per mordervi le chiappe!
