Cantine di Custoza,Verona
VERONA - di Giovanni Villani

VINO – Valpantena e Custoza, fallita la fusione

di GIOVANNI VILLANI – Una cattiva notizia in un territorio già sotto pressione dove altri gruppi veronesi e vicentini si stanno organizzando

Era nata sotto i migliori auspici dei propri cda, la fusione tra le cantine sociali di Valpantena e di Custoza a Verona. Invece i soci di quest’ultima hanno fatto naufragare il progetto che avrebbe fatto nascere una mewco sotto la nuova ragione sociale, Cantine di Verona. L’esito del voto per delega al notaio Valentina Papoff è stato una chiara dichiarazione di pieno disaccordo di Custoza perché dei 179 aventi diritto al voto si sono presentati solo in 157, di cui 89 favorevoli, un numero non sufficiente per raggiungere il quorum di 105 schede: cioè i due terzi necessari per licenziare il piano.

Molti soci di cantina di Custoza non hanno evidentemente recepito l’urgenza o la necessità di questa fusione. O si sono fatti l’idea che la loro cooperativa stesse per essere svenduta, convinti invece dell’importanza della sua storia, della sua reputazione raggiunta sul mercato, della qualità indiscussa del proprio prodotto e del radicamento col territorio. I soci dissidenti pare abbiano invocato un tempo maggiore per misurare meglio l’operazione. Un rinvio di sei mesi per superare l’emergenza e correggere alcuni “punti penalizzanti” dell’operazione. Ritenevano utile ricevere, altresì, una perizia di stima di Valpantena, la cantina incorporante, per avere a disposizione i suoi dati economici, un piano industriale e commerciale della futura società, senza per questo disconoscere che Custoza debba fare in futuro importanti investimenti, ricapitalizzazioni, collaborazioni commerciali, mantenendo tuttavia sempre in vita una propria autonomia gestionale.  

Un vero peccato – è stata la risposta di Valpantena – perché la proposta da noi formulata non è stata compresa appieno. Il presidente Luigi Turco, nel parlare con la stampa locale, si è detto addolorato per la rinuncia alla fusione che “avrebbe dato buoni frutti anche sul piano commerciale”. A lui, come al presidente di Custoza, Giovanni Fagiuoli, era parso di aver costruito una buona proposta per dar vita ad una nuova realtà in grado di essere dotata di un conferimento di circa 300 mila quintali di uva, con un fatturato di 65 milioni ed un centinaio di dipendenti. “Prima di Natale – ha confermato Turco – toccherà esprimersi anche ai soci di Valpantena. Vedremo se esiste un interesse per il progetto e se ci sono ancora margini per convincere i contrari di Custoza. Se da Valpantena arriverà invece il via libera al piano, si potrebbe ipotizzare a breve un’ulteriore consultazione nell’ovest veronese. È importante evitare che gli insoddisfatti dell’esito del voto decidano di uscire dalla cooperativa, il che sottrarrebbe ettari e risorse a Custoza. Occorre evitarne la frammentazione, le criticità economiche e di governance. Il contesto è delicato perché il territorio è già sotto pressione: altri gruppi veronesi e vicentini si stanno già accaparrando soci conferenti in zona”.

(foto: cantinedicustioza.it)