Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli VIOLENZA SULLE DONNE. La Questura di Pistoia e Anna Maria

VIOLENZA SULLE DONNE. La Questura di Pistoia e Anna Maria

Pistoia: “Questo non è amore… Questa è violenza contro le donne”, l’incontro della Polizia di Stato con gli studenti nel giorno di San Valentino

Non è la prima volta che la Questura di Pistoia si distingue per l’attenzione rivolta all’educazione sociale. Educazione sì, questa parola dimenticata che implica diritti e doveri: perfino dove dovrebbe essere il fondamento nelle scuole di ogni ordine e grado; tragicamente consegnata alla televisione e Facebook. Vedere uomini e donne in divisa che dialogano insieme ai ragazzi e alle ragazze esprime più di ogni parola il volto di una polizia moderna, emblema di quello che dovrebbe essere uno Stato moderno. Lo Stato in divisa, venerdì nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia, stava lì per parlare con gli studenti della violenza contro le donne. Uno Stato si riconosce non solo delle leggi, ma anche dall’esempio di chi lo rappresenta. Il dialogo si è svolto per volontà di Questura e Comune, sulla scia del progetto nazionale della Polizia di Stato contro la violenza di genere. Erano presenti i ragazzi del liceo scientifico Amedeo d’Aosta, del liceo Forteguerri, dell’istituto De Franceschi Pacinotti e Mantellate. “Questo non è amore… questa è violenza contro le donne”: titolo quanto mai azzeccato per il giorno di San Valentino. Dice il questore di Pistoia, Giovanni Battista Scali: “Occorre una nuova cultura di genere, solo attraverso una piena conoscenza dei propri diritti le donne potranno difendersi da ogni tipo di violenza e non permettere mai a nessuno di limitare la propria libertà”. Ma il passo che vorrei condividere è questo: “A cominciare dal ragazzo che voglia condizionare l’abbigliamento o limitare le uscite con amici, fino al violento di turno che approfittando del loro amore e di un atteggiamento troppo passivo e spaventato arriva a convincerle che ciò che accade è addirittura per colpa loro”. Parole semplici che ogni insegnante dovrebbe ripetere in classe ai propri studenti dopo l’appello. Ho lasciato per ultima intenzionalmente l’assessore Anna Maria Celesti: venerdì, ha ricordato i principi di uguaglianza della nostra Costituzione denunciando la permanenza nella nostra società di discriminazioni foriere di violenza, ma un punto è parso a me dominante: il compito che spetta anche ad ogni Comune di contribuire a diffondere la cultura della parità di genere. Anna Maria Celesti, piaccia o meno ai ciechi indemoniati dalle appartenenze politiche, ha dimostrato con i fatti, in questi anni, di essere il riferimento più autorevole in Toscana del ruolo istituzionale a favore degli ultimi e delle ultime.

(foto: Ufficio stampa Questura di Pistoia)

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