Giulio Profeta, segretario Giovani Dem Livorno
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ELEZIONI: Giulio Profeta, segretario giovani Dem Livorno

di TOMMASO LUCCHESI – Giovane avvocato, Profeta si dice contento dei risultati e analizza la situazione del partito e della politica italiana

Giulio Profeta, livornese dal 1992 e attualmente avvocato praticante a Roma, ci parla della visione dei Giovani Democratici riguardo al voto del 20 e 21 settembre e dell’attuale quadro politico locale e nazionale.

Lo incontriamo allo Chalet di Largo Ciampi a Livorno insieme al vicesegretario Simone Bacci e, anche con lui, approfondiamo il sentimento dei livornesi e dei toscani che ha portato alla riconferma della Sinistra in Regione.

Giulio, siete soddisfatti di questa elezione?

Siamo molto contenti di come Livorno e la Toscana abbiano dimostrato attaccamento e dato così tanto credito al partito. C’è stata una risposta decisa alla Destra con un distacco di 8/9 punti grazie a una riaffermazione di un’identità ben precisa e a temi importanti. Livorno è e continua a rimanere un punto di riferimento del radicamento di determinati valori ormai connaturati.

Come interpreti i risultati di questa tornata?

A livello regionale e comunale le elezioni hanno premiato la continuità praticamente ovunque marcando un fenomeno di attaccamento al governatore uscente come nei casi plebiscitari di Zaia e De Luca. Si è però confermato anche un processo di indebolimento graduale nelle regioni centrali rosse dovuto probabilmente ad anni di mancata cura della memoria identitaria da parte della Sinistra e all’onda lunga del populismo che ha cavalcato l’epoca dell’antipolitica e della “novità”.

Quale è stata la mossa vincente di Giani?

Sicuramente puntare su argomenti cari alla nostra comunità e la capacità di risvegliare un sentimento di mobilitazione culturale contro una schiera di idee non appartenenti alla nostra Regione. L’antifascismo è stato uno di questi ma non lo ritengo la leva principale della campagna di Giani come è avvenuto in Emilia Romagna. Vedo nel contatto col territorio e con i bisogni delle persone la carta che ha permesso alla Sinistra di battere una Lega che ha comunque fatto una campagna sui temi e meno sulle uscite propagandistiche. Da non sottovalutare l’apertura di Giani alle liste civiche.

Come vedi lo sviluppo del PD nei mesi a venire?

Il Pd è un soggetto in trasformazione. In un contesto come quello attuale in continua dialettica è difficile assodare dei punti di caduta. Le prossime attività saranno rimarcare l’affiliazione a certi valori e identificare tutte le forze del partito in maniera più univoca. La Destra attualmente ha un’identità marcata malgrado le tante divisioni al suo interno: l’impressione che da è quella di unione e sicuramente su questo la Sinistra dovrà lavorare.

Secondo te quanto la pandemia ha cambiato la politica?

C’è stato un cambio di rotta nell’agenda politica di tutti i partiti e una priorità diversa rispetto al recente passato. Ora sono la sicurezza sanitaria e la crisi economica post Covid a impensierire le persone e molti temi caldi dell’ultima tornata elettorale nazionale sono scesi in secondo piano. Anche la Destra ha dovuto ripiegare su nuove problematiche con cambi di forza all’interno dello stesso schieramento. Il rafforzamento del rapporto con l’Europa ha avuto inoltre un’accelerata positiva in cui il Pd ha svolto un ruolo importante ma senza veicolare quell’idea di subordinazione passiva che aveva caratterizzato apparentemente certi atteggiamenti del passato.

Come giudichi l’operato di Conte in piena emergenza?

Una gestione ottima, convincente e attiva. Malgrado il governo presenti delle difficoltà, come sul fronte scolastico, si è dimostrato pronto ad un evento di tale portata. Un esecutivo nato quasi per caso che, come si dice, è giunto nel momento giusto. E’ indubbio che la pandemia abbia trasformato una maggioranza zoppicante in un governo forte.

Come vedi la parabola discendente del Movimento 5 Stelle?

Partiamo dal fatto che non approvammo a braccia aperte l’esperienza “giallorossa” perchè sentivamo la mossa del Pd come puramente dirigenziale senza un reale dibattito interno con la base. Col tempo però abbiamo notato un graduale riallineamento del Movimento con le idee di Sinistra che evidentemente condividono i suoi elettori. E’ chiaro che il 5 stelle nasce in un contesto di rifiuto della politica e la naturale risposta popolare fu il travaso da realtà partitiche moderate e ritenute sterili a un tipo di coinvolgimento politico piuttosto diverso, senza però una reale linea di condotta comune e delineata. Il nostro obiettivo non è tanto quindi un’alleanza strutturale quanto il far tornare “a casa” gli elettori riassorbendo l’esperimento grillino. Il Partito Democratico vince dove si allarga il campo.

Simone Bacci, Giulio Profeta e Luigi Marri, tre dirigenti e militanti dei Gd livornesi

Tornando a Giani, cosa ne pensi del gesto simbolico di iniziare il suo mandato a Montenero?

A livello comunicativo e popolare è stata una grande mossa: Livorno è un faro della Sinistra e giustamente Giani ha voluto ringraziare la nostra comunità. D’altro canto, sentite anche le parole lusinghiere del nuovo presidente di Regione su Livorno, ci aspettiamo un riconoscimento anche fattivo della nostra città con un livornese assessore che possa rappresentarci in Giunta.

Parlando proprio di Livorno, come consideri per ora il mandato di Salvetti come sindaco?

Salvetti ha dovuto gestire la situazione non semplice della pandemia volendo comunque mantenere inalterato il programma di politiche propositive in atto dal 2019 per la città: dal piano infrastrutturale a quello culturale, passando per la rivalorizzazione di molte zone attive della città. Il confronto legittimo con la precedente esperienza del pentastellato Nogarin evidenzia un abisso netto: nel 2014 quando il Movimento 5 Stelle salì in Comune a Livorno, la gente intendeva dare una “lezione” alla vecchia politica della crisi con un qualcosa che scardinasse l’ordine e il sistema. Salvetti è riuscito a ricollegare base e vertice divenendo il vaccino ideale dopo quell’infelice periodo.

Quali saranno le prossime attività dei Giovani Democratici?

Punteremo ad un ampliamento costante del nostro gruppo e il supporto popolare al partito. Il nostro impegno sarà profuso ai temi e a un sano e proficuo contatto con tutti i volti lavorativi e sociali della nostra città.

(foto: Immagini gentilmente concesse da Giulio Profeta dal suo profilo Facebook).