8 MARZO – A tutte le donne, anima dell’universo

di PATRIZIA BARONI – Due poesie di Alda Merini.

Può apparire ridondante in certe occasioni cercare le parole giuste che suonino appropriate per raccogliere tutto quello che si vorrebbe dire. Il rischio è di apparire eccessivi, ridondanti appunto, esagerati nell’elevazione poetica di ciò che invece appartiene alla concretezza della vita quotidiana. La Festa della Donna, tuttavia, è un giorno di festa. Vollero chiamarla in questo modo, nonostante fosse stata scelta quella data per ricordare le lotte e il sangue versato dalle donne per conquistare i loro diritti civili, perché anche in questa storia c’è traccia non solo del dolore, ma anche della gioia di esistere. Anima del mondo, in quanto donne. Ovunque ci troviamo. Ho scelto due poesie di Alda Merini.

Il grembiule

Mia madre invece aveva un vecchio grembiule
per la festa e il lavoro,
a lui si consolava vivendo.
In quel grembiule noi trovammo ristoro
fu dato agli straccivendoli
dopo la morte, ma un barbone
riconoscendone la maternità
ne fece un molle cuscino
per le sue esequie vive.

(da “La gazza ladra”

Anima, solamente la parola

Anima, solamente la parola
tace e si affranca il sentimento
il segreto che turpe mi appassiona
sulla scoperta che non feci mai
del cadavere vecchio di una donna
che aveva mille mani, dissepolta
dalla calunnia, quell’andare stordito
sopra i barconi della vedovanza.
Ricordami il pensiero della vita
tu che ti sei calato nelle pietre
credendole il mio fango musicale.

(da “Superba è la notte”)

(foto: pixelia – licenza pixabay – https://pixabay.com/it/photos/fiore-giallo-mimosa-primavera-661561/ )