di PIER FRANCO QUAGLIENI – Così l’Italia muore, chi ama la Patria, non può più tacere perché tacere sarebbe un tradimento grave
Il caro amico di Trump “Giuseppi” ci ha preso in giro per mesi, dicendoci che i sacrifici imposti in autunno avrebbero consentito un Natale sereno agli italiani; finite le feste, impone altre restrizioni non si sa più bene neppure fino a quando. Nemmeno Pasqua sembra salva e magari neppure più l’estate.
Non vuole ammettere di aver fallito con la scuola e i trasporti, per non parlare della sanità. Siamo il popolo europeo con più restrizioni e più morti. Un dato agghiacciante. E’ possibile che il Presidente della Repubblica permetta una pantomima così tragica e illimitata? Quel poco di Stato sopravvissuto sta depauperandosi sempre di più. E poi un commissario che ha fallito per i banchi di scuola non può essere confermato ai vaccini. Troppe cose non quadrano. Io insisto per un intervento della magistratura nei confronti dei politici e dei pubblici dirigenti e funzionari rivelatisi non idonei al ruolo ricoperto.
Con l’attuale Governo non usciremo mai dal pantano della pandemia affrontata male e in ritardo. Qualcuno dovrà alla fine pagare il conto. Così avviene nelle democrazie. Machiavelli diceva che è lecito ai grandi statisti dire “grandi menzogne” al popolo se gli obiettivi sono altrettanto grandi. Qui si tratta invece di piccole falsità e di piccoli imbonitori di paese: i confini tra scienza e ciarlataneria, tra politica e bassa demagogia non ci sono più. E’ un’unica miscela che sta distruggendo l’Italia.
Così l’Italia muore. Chi ama la Patria, non può più tacere perché tacere sarebbe un tradimento grave verso la Nazione senza scusanti.
Pier Franco Quaglieni è stato giovanissimo con Arrigo Olivetti e Mario Soldati tra i fondatori del Centro Pannunzio di Torino, del quale è tutt’ora direttore. Giornalista, docente e saggista, è stato vicepresidente della International Federation of Free Culture di Londra e del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, presidente della Federazione Italiana Docenti. insignito del Cavalierato di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
