di ANDREA APPETITO – L’eterna attesa di un messia per salvare l’Italia ritarda all’infinito la possibilità di incontrare il futuro.
Al centro del discorso politico dell’estrema destra c’è la morte; al centro del discorso politico dei banchieri c’è il denaro; al centro del discorso politico del pd c’è l’amministrazione delle istituzioni; al centro del discorso politico di Renzi c’è il suo piccolo io; al centro del discorso politico del m5s probabilmente non c’è nulla.
Dopo che il peggior reality (La Politica), chiuso nella sua bolla, è entrato in un fase di stallo noiosa e ripetitiva ecco che è apparso il Deus ex machina, colui che verrà a salvarci. E le speranze degli spettatori si sono riaccese, ma fuori della bolla è pronto all’assalto del palazzo un esercito di zombie teleguidato. La carta del terrore rende trionfale la discesa nella bolla del Salvatore.
Questo messianismo è (sempre stato) deleterio perché ritarda all’infinito, fino all’impotenza e alla tristezza, qualsiasi possibilità di bucare la bolla. Nel frattempo ci sono tracce di umani che si sono già incamminati nella notte che circonda la bolla, si riconoscono perché vanno in direzione contraria. Non si voltano indietro, non hanno un nome, non sperano nell’arrivo di nessuno e aprono spiragli di luce scavando pazientemente piccole brecce nella notte. E’ già da un po’ che sono sulle loro tracce, hanno un buon odore, probabilmente perché sono vivi.
(foto: pexels – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/stazione-ferroviaria-adulto-citt%C3%A0-1868256/ )
Andrea Appetitoè nato a Roma nel 1971 e insegna Filosofia e Storia in un liceo dei Castelli Romani. Scrittore con il romanzo “Tomàs” (2017), al quale segue “Vietato calpestare le rovine” (2019). Tra le sue opere “Cluster bomb” (2002), la partecipazione all’antologia di racconti su Roma “Allupa allupa” (2006), il testo teatrale “L’eredità” tradotto in portoghese e messo in scena a Rio de Janeiro (2006); ha realizzato con Christian Carmosino alcuni cortometraggi e il film-documentario “L’ora d’amore” (in concorso al III Festival Internazionale del Film di Roma, 2008), con Gianluca Solla ha scritto il breve saggio “Senza nome” (tradotto in spagnolo e pubblicato nell’edizione collettiva “Il impasse de lo politico, 2011); con Cosimo Calamini e Carmosino è autore della sceneggiatura “Emma e Maria” (finalista del Premio Solinas, 2014); è presente nell’antologia “Sorridi: siamo a Roma” (2016).
