di ALDO BELLI – Se questo è il film, niente oscar per la Regista della Lega e l’Aiuto-Regista di F.d.I., tra comparse e ambizioni personali.
Lo stato del centro-destra lucchese è palpabile nel vuoto che permane alle soglie del voto amministrativo, mentre il candidato sindaco del PD (Francesco Raspini) corre in solitario fin da dicembre. Che la Regista di Massarosa non fosse Lina Wertmuller lo sapevamo, ma con il tempo che passa assomiglia sempre più a quei fortunati pescatori che fanno incetta di pesce (11.918 preferenze alle ultime elezioni) senza sapere poi cosa farne.
Può essere che anche Lucca risenta del clima nazionale, certo è che la possibilità della Lega di aderire alla candidatura di Giorgio Del Ghingaro (sindaco PD di Viareggio) apre le porte del reparto di psichiatria dell’Ospedale San Luca: fosse solo per la perdita di memoria del tuffo di Del Ghingaro in mezzo alle sardine per protestare contro Matteo Salvini reo di essere giunto a Viareggio ad inaugurare la sede del Lega. Per Forza Italia, invece, è diverso: il senatore Mallegni sostiene Giorgio Del Ghingaro anche se si candidasse presidente della Bocciofila della Pineta di Ponente. L’Aiuto-Regista di Fratelli d’Italia gioca più alto: importante è portare a casa più posti al sole possibile (e sa bene che con GDG i posti sono merce rara).
Alle ultime elezioni (regionali 2020) la Lega ottenne a Lucca il 24,32% dei voti, Fratelli d’Italia il 17%, Forza Italia-UDC il 4,52%. I numeri per vincere ci sono. Ma resto convinto che le coalizioni alle elezioni comunali siano contro-natura nella democrazia italiana: le coalizioni si fanno al ballottaggio dopo che i cittadini hanno scelto con il voto i due candidati che considerano, a destra e a sinistra, più rappresentativi. L’idea che i sindaci nascano intorno al tavolo di un ristorante o nei salotti non mi piace; tantomeno, come nel caso di Lucca, da una regia che mette sul piatto della bilancia nella scelta dei candidati da spartire con Lucca altri comuni, come Camaiore o Bagni di Lucca.
L’idea che divisi si perde è una generalizzazione inventata dalla sinistra ulivista, l’incontro non a caso di due chiese, con la visione centralistica del potere nel quale i cittadini stanno separati dall’altare. Lucca, prima ancora di una nuova coalizione, ha bisogno di un sindaco che ridia fiato alle più sane aspirazioni della comunità lucchese, dialogante con i cittadini, trasparente nella gestione amministrativa.
Nella Lega lucchese, viceversa, è prevalso in questi mesi il litigio straccione dei personalismi, fino ad abbracciare perfino l’idea dell’uomo delle sardine se può essere personalmente utile a qualche comparsa, mentre in Fratelli d’Italia l’obiettivo principale è quello del misurino dei propri candidati. Se questa è la Lega alternativa della Regista di Massarosa, è difficile capire perché un elettore lucchese dovrebbe votare centro-destra al posto dell’erede di Tambellini.
Al di là del caso psichiatrico (risolto dal prevedibile no di Salvini al sostegno del sindaco PD di Viareggio), le cose sarebbero adesso diverse se in questi mesi il centro-destra (sotto la regia della capogruppo leghista in Regione Elisa Montemagni e del suo aiuto-regista di Fratelli d’Italia) avesse speso il proprio tempo a cercare il candidato sindaco per i lucchesi, anziché perdersi nel Monopoli.
Ma questo è ciò che passa il convento. Con registi del genere, il Partito Democratico e il senatore Marcucci a Lucca governeranno ancora cinquant’anni.
