LIFESTYLE, Tavola Apparecchiata - di Matteo Baudone

A TAVOLA APPARECCHIATA – Frutta d’Autunno: l’uva

Più che un frutto, un gruppo di frutti, visto che gli acini sono diversi. Da lei la bevanda più apprezzata a tavola: il vino

Questo frutto è il frutto della pianta della vite, un rampicante che con il passare dei secoli, visto che si tratta di una pianta conosciuta dalla più remota antichità, è stata addomesticata e ne si conoscono le più disparate varietà. Come dicono le varie enciclopedie online, tra cui la Treccani e Wikipedia, l’uva non è un vero e proprio frutto, ma una infruttescenza, cioè un grappolo di frutti, da cui grappolo è la parola legata figurativamente a questo frutto. E in quanto tale viene definito frutto perchè “frutto” della vita biologica della vite, ma un frutto vero e proprio non è.

La sua stagione è l’autunno. Per essere esatti le prime settimane di settembre. Perché matura in estate, parlando naturalmente delle colture stagionali. E poi viene raccolta e trattata per fare la bevanda più famosa al mondo: il vino.

L’uva si distingue principalmente tra la bianca e la rossa. Da cui i rispettivi vini bianco e rosso. Esistono naturalmente altre tipologie di colore e quindi anche di specie biologiche, ma le coltivazioni principali vanno a produrre questi due tipi di uva. Di conseguenza, ci sono uve bianche di diverse specie e rosse altrettanto. Ma qui si scende in mondi di enologia e viticoltura per cui ci vorrebbero libri e libri di trattazione. Vi basti sapere che bianco e rosso sono i due colori più comuni dell’uva, partendo da quella con cui si fa il vino a quella da tavola più adatta per pasteggiare.

Il vino, in una definizione molto sintetica, è il prodotto della macerazione degli acini dell’uva con la trasformazione degli zuccheri contenuti nella polpa in alcool grazie ai lieviti che sono presenti sopra la buccia degli acini, cioè quella polverina bianca che si può vedere anche ad occhio nudo. Il vino quindi, a rigor di principio, è un prodotto spontaneo, perché basta spappolare un grappolo d’uva dopo aver separato gli acini dal graspo, la parte del ramo verde dove si sviluppano gli acini, e poi la macerazione fa tutto il resto da sola. Senza interventi esterni se non un adeguato ambiente e una adeguata temperatura.

Una delle principali caratteristiche che rende una uva particolare, oltre alla capacità di coltivazione chiamata viticoltura, è il terreno dove viene coltivata la vite. Da cui assorbe i nutrienti necessari a dare sapore alla polpa degli acini e poi di conseguenza al vino che più o meno andrà a produrre.

A livello di cucina gli usi dell’uva non sono tantissimi, ma ve li metto lo stesso: https://www.youtube.com/results?search_query=ricette+uva La focaccia con l’uva e la marmellata sono i due principali utilizzi, tralasciando ricette particolari come il risotto e un derivato cioè l’uvetta sultanina. Si potrebbe parlare molto dell’uvetta sultanina, ma servirebbe un altro articolo. Perché si tratta di un mondo a parte da trattare, in quanto ingrediente e non in quanto frutto vero e proprio. Il resto delle ricette segnalate sopra utilizza l’uva in quanto tale e non come ingrediente derivato dall’essiccazione. Se volete vedere ricette con l’uvetta sultanina ecco qui il link: https://www.youtube.com/results?search_query=ricette+uvetta+sultanina

(Foto: https://pixabay.com/it/photos/uva-frutta-vite-grapevine-2656259/)