ATTUALITA', SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

America’s Cup, Day 5: i kiwi si avvicinano alla Coppa

di TOMMASO GARDELLA – Primo match point rimandato grazie al vento. È brutta detta così, ma è la realtà, senza nulla togliere a Luna Rossa che ancora una volta vede scivolarsi via l’ennesima regata.

Dopo una partenza molto tattica, alla ricerca del vento per produrre la potenza necessaria a sviluppare velocità, usciamo dalla linea di partenza appaiati, una a fianco a l’altra, condizione che le due imbarcazioni, a parte una paio di separazioni, hanno mantenuto fino all’ultimo incrocio primo di virare per la layline, incanalatrice della quinta e ultima boa.
L’incrocio arriva come conseguenza dello split che i neozelandesi hanno deciso di effettuare all’uscita della quarta boa, attaccando quindi il campo regata da destra. È una scelta – praticamente – obbligata, perché a sinistra ci siamo noi e forti di aver trovato una buona pressione decidiamo giustamente di sfruttarla e proseguire per la nostra rotta. Dopo la virata al boundaries di sinistra, approcciamo il centro del campo poco davanti ai neozelandesi, ai quali strambiamo in faccia per coprire la parte che finora ci ha avvantaggiati.

È la scelta sbagliata.
Dall’onboard radio, infatti, si sente la voce di James Spithill dire “we have to go back”, perché appena virato il vento è completamente saltato dalla parte sinistra, alla parte destra del campo. Tesi successivamente confermata dalla scelta prima di New Zealand, che a questo punto si trova in vantaggio di 300 metri all’ultima poppa, e dopo anche da Luna Rossa, che altro non può fare adesso che guardare i kiwi allungare e vincere la nona regata del confronto.

È un vero peccato, perché anche questa volta Checco e Spithill avevano regatato da campioni quali sono, vanificando ogni tentativo dei kiwi di provare a sorpassarci e, anzi, obbligandoli sempre, nei vari match race che hanno contraddistinto questa battaglia, a dover fare più metri di noi, come si potrà notare dai dati della regata più bella e combattuta che abbiamo visto fin qui, World Series e Prada Cup comprese.

Luna Rossa ha in mano il suo destino, Te Rehutai va forte ma anche questa notte ha confermato di non avere quella forza necessaria a sorpassare l’avversario senza essere costretta a diversificare la rotta, cercando separazione e quindi qualcosa di diverso – che non sempre è meglio, anzi – che non sia seguire la scia avversaria. Ed è un qualcosa sul quale dobbiamo necessariamente fare leva vincendo tutte le partenze e non concedendogli mai nulla durante il resto della regata.

Difficile, ma nessuno ha detto sarebbe stato facile e dopotutto, ammettiamolo, ci piace anche così.