CAMAIORE – Una nonna per amica: cura e amore

Il progetto ideato dai coniugi Mattugini è rivolto, in accordo con le famiglie e gli assistenti sociali di Camaiore e ai ragazzi

Durante gli incontri nei fumosi caffè di St Germaine en Laye tra Simone de beauvoir e Jean Paul Sartre, a cavallo del loro innamoramento nel periodo entre-deux-guerre, l’embrione della filosofia esistenzialista prendeva corpo svestendo i panni della scandalosa fenomenologia husserliana per ammantarsi del concetto di cura. La cura per questi filosofi ricacciati dai circoli universitari perché troppo attaccati al reale consisteva nel fare in modo che l’uomo concretizzasse al massimo delle proprie possibilità il suo esistere, la potenzialità del suo io. Per fare ciò, il soggetto esistenzialista poneva tutto il suo essere al servizio dell’altro, prendendosi addosso la cruciale responsabilità del mondo. Era un cammino difficile, perennemente in salita, agostiniano nell’assunzione quotidiana del fardello dei problemi sociali, della violenza domestica, della corsa agli armamenti. In definitiva, il verbo francese soigner, curare, deriva foneticamente dal basso occitano senhal, figura retorica dei trovatori aquitani che la usavano come segnale, simbolo nascosto dell’angelo custode, donna angelicata che dall’alto guida il cammino del cavaliere verso il cielo.

Quello che sta facendo da qualche anno a questa parte l’associazione Una nonna per amica a Lido di Camaiore, portata avanti da angeli custodi con un senso di abnegazione e di passione che fa commuovere, rappresenta un pezzetto maturo e consapevole di quella cura esistenziale verso il prossimo che tanto ha influenzato l’associazionismo solidale post bellico e che negli anni del relativismo informatico pare essersi perso con gli insegnamenti dei nostri nonni.

Tutto è cominciato con la presa di coscienza della necessità di un aiuto effettivo alle famiglie bisognose da parte di Nilo e Simonetta Mattugini, una coppia dal cuore grande e dalla profonda esperienza sociale sul territorio corroborata da anni di attività di oratorio, cura familiare e doposcuola dentro e fuori del comune di Camaiore.

In che cosa consiste però questo impegno effettivo? Nel saper donare tempo ed esperienza ai bambini di madri e padri che non riescono a portare avanti, per mancanza di tempo e a causa di disagiate condizioni socio-economiche, l’educazione dei figli. Simonetta si era accorta, dalla crisi finanziaria mondiale del 2008, che molte lavoratrici in età già avanzata di ogni settore erano entrate in difficoltà in un momento in cui nessun’altra azienda avrebbe più potuto assumerle perché troppo anziane per poter essere riformate per un nuovo lavoro. Perciò, negli Stati Uniti e in Germania, queste donne si sono associate in gruppi per poter prestare un solido know how materno e pedagogico a ragazzi e ragazze che non potevano, a volte in virtù di lavori estenuanti e poco remunerativi affrontati dai genitori, essere cresciuti circondati dai giusti valori per una sana maturazione.

In Italia questo concetto non esisteva, e l’idea brillante dei coniugi Mattugini è stata quella di adattare il sistema alla nostra terra, piegandolo con intelligenza alle esigenze completamente diverse della società italiana. Con l’aiuto degli assistenti sociali del Comune di Camaiore e l’appoggio fondamentale, lungimirante, dell’assessore alle politiche sociali Anna Graziani, il progetto è partito subito con il piede giusto, tanto da attirare l’attenzione dell’universo dei mass media, da sempre recalcitrante a porgere il faro su temi sociali così umani e delicati.

Grazie alla collaborazione dell’istituto comprensivo Gaber di Lido di Camaiore, che concede dei luoghi confortevoli per gli incontri delle ‘nonne’ con i ragazzi e per le riunioni con gli psicologi e gli assistenti sociali, Una nonna per amica è cresciuto negli anni solidificandosi come una realtà irrinunciabile ed anzi ogni giorno bisognosa di nuove persone che possano dare un aiuto fattuale in termini di tempo da dedicare ad una giusta causa.

Il progetto è rivolto a tutte le donne over 50 che desiderano dedicare del tempo a ragazzi in carico al servizio sociale, contribuendo alla realizzazione di progetti educativi messi in campo dagli assistenti in accordo con la famiglia di origine del minore. Basta poca per dare un contributo: aiutare nei compiti, accompagnare il bambino a fare sport o commissioni, il tutto per scaricare la famiglia di piccole e grandi responsabilità. Il target di età è volutamente rivolto a donne con più di cinquant’anni in modo da scoraggiare meccanismi di competizione psicologica con il genitore biologico.

Alla fine del 2018, in concomitanza prodigiosa con la premiazione del figlio della coppia, il dottor Nicola Mattugini, biologo in forza all’Università di Monaco di Baviera, davanti alla porta di casa Nilo e Simonetta vengono a sapere di esser stati scelti dal presidente della Repubblica Mattarella per venire premiati in sua presenza insieme ad altre trentadue ‘associazioni eroiche’ che nel silenzio assordante della macchina individualistica globale si sono rimboccate con umiltà le maniche per fare del bene, del bene vero, nei confronti di chi ha bisogno.

“Tante piccole buone azioni durature possono innescare la rivoluzione culturale anche nei giovani” ha detto Nilo “solo così possiamo pensare il nostro progetto, rivolto essenzialmente alla loro educazione. Il lavoro delle assistenti sociali, dell’assessore Graziani e della psicologa assegnata dal Comune a dare manforte è stato intenso e a tratti entusiasmante. Non dobbiamo però fermarci qui.”

“Ricevere la medaglia dal presidente Mattarella è stata un’emozione fortissima” ha affermato Simonetta “ma questo non ci ha montato, siamo rimasti con i piedi per terra perché nel settore sociale la domanda supera l’offerta.”

“Dopo la bella notizia del riconoscimento conferito dal Presidente Mattarella a Simonetta Stefanini e Nilo Mattugini, ci auguriamo che “Una nonna per amica” possa crescere ulteriormente. Auspichiamo nuove adesioni al progetto per poter intercettare le tante richieste di sostegno che ci arrivano. “queste le parole dell’assessore Graziani, che ha preso a cuore fin da subito la bellezza del progetto.

E in effetti i mesi dopo il lockdown dovuto al famigerato Covid-19 non sono stati facili, con alcune nonne che hanno dovuto fare dietrofront per aiutare economicamente le proprie famiglie e altre che non se la sono sentita di ricominciare visto il pericolo sanitario incombente soprattutto verso le persone anziane. Così è oggi più che mai vivo il richiamo verso il variegato mondo della solidarietà, che deve chiamare a raccolta tutte le forze che è in grado di mettere in campo per far fronte ad una crisi disgregativa i cui effetti si cominceranno a sentire appena la morsa del virus si allenterà.

Non ci resta che applaudire a un progetto del genere e auspicare che si ingrandisca e faccia proseliti. Perché, come affermava il mago di Messkirch Martin Heidegger in una celebre affermazione, “il prendersi cura dell’altro, accudire l’ammalato, alleviare il sofferente, è l’unica e veritiera forma ontologica dell’essere, e non esiste altra struttura in cui l’esistenza può realmente esserci.”

(Fonte: Andrea Boccardo)

(Foto: https://pixabay.com/it/photos/nonna-amore-amicizia-generazione-453131/)