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“Canova. Il viaggio a Carrara” – di Federica Forti

by Federica Forti
Federica Forti, assessore Carrara

La mostra inaugurata il 1 agosto scorso ha fatto 5.443 visitatori in 7 mesi

La mostra “Canova. Il viaggio a Carrara” è stata inaugurata il 1 agosto 2019 al Carmi sotto la curatela di Mario Guderzo, uno dei massimi esperti di Canova: ha fatto 5.443 visitatori in 7 mesi. Non poco, se si considera che i musei della città registravano in media meno di 5.000 presenze annue. Guderzo, insieme al direttore artistico dell’allestimento Luca Mazzieri (regista e sceneggiatore affermato), per questa mostra ha pensato di valorizzare il patrimonio originale canoviano proveniente dalla Gipsoteca della nostra Accademia di Belle Arti, realizzando un allestimento di specchi, video a tutta parete e sculture, che creava un tutt’uno tra visione digitale, visione riflessa e visione materica, in un percorso guidato in cuffia dalla voce narrante di Adriano Giannini e accompagnato dalle note di Giovanni Sollima. Contrariamente a quanto si afferma dai banchi dell’opposizione, la mostra ha esposto i gessi originali di Canova e materiali di archivio in prestito dall’Accademia di Belle Arti e dell’Archivio di Stato di Massa. In più, da marzo saranno esposti tre nuovi importanti pezzi: uno in marmo e due documenti di archivio, che costituiranno un banco di prova per studiosi, ma saranno coinvolti anche gli appassionati e il grande pubblico. Dal mese di febbraio, inoltre, sono state esposte copie di originali canoviani che si trovavano nei laboratori della città, a dimostrare come la lezione canoviana sia stata acquisita da chi ogni giorno lavora nei nostri laboratori, in un ponte tra passato e presente. La mostra “Canova. Il Viaggio a Carrara” ha dimostrato il suo alto livello (già elogiato dagli esperti del settore) con il riconoscimento della commissione regionale di addetti ai lavori e dalla stampa. La rassegna stampa della mostra conta, infatti, uscite importanti su Il Giornale dell’Arte, Rai, Il Sole 24 ore, La Gazzetta di Parma, La Nazione (nazionale), Il Corriere Fiorentino, Il Giornale di Vicenza, ItaliaOggi, La Repubblica (Firenze), Elle Decor, Art a part of culture, il Messaggero, solo per citarne alcuni. Per non parlare dei numerosi articoli pubblicati sulle testate locali che ringrazio infinitamente. In effetti, abbiamo speso una bella cifra se la si giudica in assoluto e non si considera che questa è stata spalmata su 10 mesi di attività museale nell’ambito di una visione generale di città: incentrata proprio sulla cultura come volano del rilancio di Carrara, insieme al turismo. La cultura non si basa su un calcolo matematico che porta guadagni pari o superiori agli investimenti. Investire sui musei significa puntare alla conservazione, allo sviluppo e alla divulgazione del patrimonio materiale e immateriale locale e non. Noi lo stiamo facendo con un’azione che si snoda sul lungo periodo e guarda a un futuro diverso, più ricco, per la nostra città, a partire dai giovani. Ricordo che abbiamo aperto i musei in modo gratuito agli studenti degli istituti del territorio comunale di ogni ordine e grado; le domeniche gratuite hanno avuto un grande riscontro, come i “I Giovedì del Carmi” e i laboratori didattici. A proposito di quanto osservato dall’opposizione, vorrei ricordare la definizione di Museo da parte di ICOM (International Council of Museums) del 2007: “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”. Il museo Carmi dalla sua apertura ha contribuito alla valorizzazione e alla promozione del nome della nostra città e del suo legame con i grandi maestri dell’arte, creando una rete di collaborazioni con altre istituzioni nazionali che continua a far risuonare il nome di Carrara un po’ in tutta Italia. Per fare qualche esempio: alla mostra “Costruire un capolavoro: la Colonna Traiana” alla Limonaia del Giardino di Boboli è andata in prestito la copia dell’edicola di Fantiscritti; mentre alla mostra “Maestri”, presso la Casa delle esposizioni Illegio a Udine, è stata prestata la copia del Mosè. Dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021, infine, presteremo la copia del cornicione di palazzo Farnese alla mostra “I Farnese. Architettura, arte, potere” al complesso monumentale della Pilotta, a Parma proprio mentre la città sarà capitale della cultura.

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