Canto Lirico patrimonio Unesco. 7 giugno proclamazione all’Arena

di GIOVANNI VILLANI – La proclamazione all’Arena di Verona in Mondovisione, nell’ambito del 101° Opera Festival apertura dedicata a Puccini.

Il Canto lirico patrimonio dell’Unesco e l’Arena di Verona si sta preparando alla grande festa. L’evento avrà luogo nell’anfiteatro romano, venerdì 7 giugno, trasmesso in Mondovisione, nell’ambito del 101° Opera Festival che aprirà poi ufficialmente i suoi battenti il giorno seguente, con “Turandot” (ma sono in cartellone anche La Bohème e Tosca), dedicato ai cento anni dalla morte di Giacomo Puccini.  

L’annuncio è stato dato dal palco dell’Ariston nella terza serata di Sanremo 2024, quando il Coro della Fondazione Arena guidato dal maestro Roberto Gabbiani si è presentato per eseguire il celebre “Va pensiero” dal Nabucco di Verdi. Un grande omaggio al canto lirico che lo scorso dicembre 2023 era stato proclamato patrimonio immateriale Unesco dell’Umanità e una straordinaria vetrina per la Fondazione scaligera, salita per la prima volta nella storia del palcoscenico sanremese.

Sarà quindi Verona ad ospitare le celebrazioni per l’iscrizione della pratica che riguarderà il canto lirico in Italia, nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco e se l’assegnazione era già nell’aria – in tanti a Verona ci speravano da tempo – la decisione finale di portare in Arena la grande kermesse è stata svelata giovedì sera 8 febbraio dal presentatore di Sanremo 2024, Amadeus.

Erano due le sedi “possibili” che hanno partecipato al bando del Ministero della Cultura. Oltre all’anfiteatro veronese, l’altro candidato era il Teatro San Carlo di Napoli, ma l’Arena ha però registrato il massimo del punteggio in ogni voce dei criteri di selezione del bando, dalla qualità del programma artistico, alle capacità attrattive dell’iniziativa ed altro, totalizzando il massimo di 100 punti sui centro disponibili.

Segnatevi questa data, 7 giugno – aveva annunciato Amadeus durante l’esecuzione del Va pensiero – perché si tratta di un evento unico e imperdibile che si terrà all’Arena di Verona in diretta su Rai Uno e in Mondovisione; il più grande spettacolo di opera mai realizzato, con i più grandi cantanti d’opera al mondo”, svelando anche qualche numero come 150 professori in orchestra, 300 artisti del coro, in un anno importantissimo in cui si celebra il centenario della morte di Puccini.

Il contributo del Ministero della Cultura per lo svolgimento della serata del 7 giugno pare aggirarsi sui 700 mila euro, ma era stata la proclamazione ufficiale avvenuta in Botswana, due mesi fa, a galvanizzare gli animi, quando fu annunciata la certificazione dell’inserimento dell’opera lirica e del bel canto nella lista dei beni Unesco, dopo quasi dieci anni di intenso lavoro da parte del Ministero del Beni Culturali e del Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto lirico italiano.

“Il mio acuto si sentirà fino in Africa aveva aggiunto scherzando il sovrintendente Cecilia Gasdia, pochi giorni prima della proclamazione ufficiale. Ể la prima di tante soddisfazioni per Fondazione Arena, tra cui vi è anche il concerto natalizio in Senato e la visita privata da Papa Francesco con tutto il personale areniano”.

“Ancora un riconoscimento per Verona – le dichiarazioni invece di Damiano Tommasi, sindaco e presidente della fondazione – che vede la nostra città protagonista. L’iscrizione del Canto lirico italiano è una iniezione di fiducia che rafforza la convinzione che questa arte, così come viene celebrata nella nostra Arena, sia davvero un bene da preservare, verso cui ci sentiamo tutti, amministrazione e cittadini, ulteriormente responsabili nel dedicarvi la massima diffusione possibile”.