di GORDIANO LUPI – Michele Placido porta al cinema la vita di Luigi Pirandello in Eterno visionario”. Il trailer.
Michele Placido è un cultore di Luigi Pirandello, che ha portato a teatro con sceneggiature moderne e agili, così come la sua compagna Federica Vincenti ha recitato in molte rappresentazioni sceniche del grande siculo. Devo dire che tutto l’amore che entrambi provano per un nume tutelare della letteratura italiana in generale e della cultura siciliana in particolare viene messo in evidenza da questa suggestiva opera cinematografica.
Placido – insieme a Trupia e Collura – sceneggia in flashback l’intera vita del commediografo, partendo dal viaggio in treno per andare in Svezia a ritirare il Nobel per la letteratura.
Il montaggio, pur non essendo consequenziale, non è mai confuso, tutt’altro, brilla per chiarezza espositiva e gli autori fanno emergere dalle immagini tutta la genialità visionaria dello scrittore. Vediamo la giovinezza nei campi siculi, la tragedia finanziaria con la solfatara che va in malora e i ragazzini che ci muoiono dentro, la follia della moglie, l’amore platonico per la musa Marta Abba, i successi letterari e i fischi alla prima dei Sei personaggi, fino alla prolusione tenuta davanti all’Accademia di Svezia.
Toccante la morte e i desideri espressi dopo aver capito che gli restava poco da vivere dopo aver contratto la polmonite sul set di un film tratto da Il fu Mattia Pascal. Placido non commette alcun errore storico, ricostruisce la vita del poeta per quel che è stata, non fa sconti sul rapporto complesso in famiglia, soprattutto nei confronti dei figli, non nasconde le difficoltà a convivere con un genio, impegnato soprattutto a coltivare la propria arte.
Non ci sono infingimenti neppure quando si affronta il rapporto tra lo scrittore e il fascismo, visto che Pirandello morì all’alba del grande conflitto mondiale, quindi visse soltanto i fasti del regime, in un periodo storico che non vedeva molti oppositori. Attori straordinari, soprattutto Fabrizio Bentivoglio – un Pirandello ispirato e sognante – e Valeria Bruni Tedeschi – la follia fatta attrice, perfetta nel ruolo della moglie -, senza tacere di Federica Vincenti, teatrale e convincente Marta Abba, in ogni sfaccettatura del suo ruolo.
Michele Placido si ritaglia una piccola parte come Saul Colin, agente letterario e amico di Pirandello, mentre suo figlio Michelangelo è Fausto, uno dei figli dello scrittore. Federica Vincenti è anche produttrice di un film che gode di una fotografia eccellente curata da Michele D’Attanasio e di un montaggio alternato di Consuelo Catucci.
Tra gli attori notiamo la presenza di Ute Lemper, cantante tedesca. La pellicola dura 112 minuti ma la fatica non si sente, tanta è la sua ispirata bellezza. Girata tra Sicilia, Roma e Belgio. Non nascondo (con piacere) che questa volta Michele Placido regista mi convince, come mi ha sempre convinto l’attore, segno che il tema lo vede molto coinvolto.
Un film da vedere e da diffondere nelle scuole come ausilio didattico.
Regia: Michele Placido. Soggetto e Sceneggiatura: Michele Placido, Ton i Trupia, Matteo Collura. Fotografia: Michele D’Attanasio. Montaggio: Consuelo Catucci. Musiche: Oragravity. Scenografia: Tonino Zera. Costumi: Andrea Cavalletto. Case di Produzione: Goldenart Production, Rai Cinema, GapBuster (Belgio). Durata: 112’. Genere: Drammatico, Biografico. Produttori: Federica Vincenti, Daniele Bellucci. Paesi di Produzione: Italia, Belgio. Lingua Originale: Italiano. Distribuzione (Italia): 01 Distribution. Interpreti: Fabrizio Bentivoglio (Luigi Pirandello), Valeria Bruni Tedeschi (Antonietta Portulano), Federica Vincenti (Marta Abba), Giancarlo Commare (Stefano Pirandello), Aurora Giovinazzo (Lietta), Michelangelo Placido (Fausto Pirandello), Michele Placido (Saul Colin), Edoardo Purgatori (Friedrich Wilhelm Murnau), Cosmo De La Fuente (ambasciatore cileno), Ute Lemper.

Gordiano Lupi (Piombino, 1960) è il Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Traduttore di autori cubani tra i quali Alejandro Torreguitart Ruiz, ha pubblicato numerosi libri su Cuba. Nella sua ampia saggistica sul cinema ha scritto su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, sulla storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa.
