Cinema Tips - di Lorenzo Simonini

Cinema Tips. UNITED 93.

Nuovo appuntamento con la rubrica “Cinema Tips” che generalmente esce di Mercoledì, per cui questa settimana cade esattamente in una data crocevia per la cultura Occidentale, ossia l’11 Settembre. E in occasione di questa ricorrenza e per ciò che accadde ormai 18 anni fa introduciamo il film di questa settimana del regista Paul Greengrass dal titolo “United 93”.

Il lungometraggio del 2006 si ispira, attraverso le testimonianze dei familiari delle vittime e il lavoro di ricerca dello stesso regista, ai fatti che avvennero a bordo del volo United Airlines 93 proveniente da Newark, nel New Jersey, e diretto a San Francisco. Dei 4 voli dirottati, 3 andarono a colpire il bersaglio (il Pentagono e le due Torri Gemelle del World Trade Center), mentre quest’ultimo volo non andò a segno e precipitò a terra. Essendo l’ultimo aereo dirottato, i passeggeri vennero a sapere del contemporaneo dirottamento degli altri voli e così scatenarono una rivolta che impedì ai dirottatori di centrare il loro bersaglio.

A differenza di molti altri film, specialmente documentari, che cercano di spiegare ciò che accadde prima, durante e dopo gli attentati dell’11 Settembre 2001, con un tentativo di fare luce sui misteri politici, bellici ed economici su tutto questo, il lungometraggio “United 93” vuole esaltare l’aspetto eroico e di coesione che persone comuni come noi si ritrovano improvvisamente ad affrontare in occasione del fatto di sapere che saranno destinati a morire per mano di attentatori. Al di là del fatto che, molto probabilmente, i fatti reali non andarono esattamente come narrati dal film, ciò che conta veramente è l’assenza di spicco di una o più personalità che si travestono da momentanei eroi per salvare vite innocenti, ma sottolinea proprio come la forza dell’unione, anche tra persone sconosciute, possa comunque dar luogo a una piccola speranza.

A quasi 20 anni di distanza, da quegli eventi che hanno totalmente cambiato il nostro modo di vivere e di concepire molte situazioni, l’egocentrismo sembra essere diventata una malattia molto diffusa nella nostra società, a causa di questi nuovi modi di comunicare tra noi che hanno finito per distanziarci sempre di più. I social hanno finito per tagliare gli ultimi ponti che ancora ci univano e quello spazio diventa luogo per esaltare proprie qualità ma al contempo ci fanno dimenticare l’importanza dell’unione, della coesione e dell’aiuto verso il prossimo che abbiamo completamente dimenticato. È inutile cercare di nascondersi dietro al fatto che i passeggeri di quel volo erano prossimi a morire, perché in realtà bisognerebbe essere sempre così uniti per qualunque problema ci sia, nella quotidianità e nel mondo. Basta stare attenti alle notizie che girano, piene di odio e di paure, per dare una motivazione a restare uniti.