Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli Coronavirus, tecniche del Colpo di Stato

Coronavirus, tecniche del Colpo di Stato

Dopo il coronavirus, in Italia siamo tutti meno liberi di ieri

Erano le ore 20.00 del 30 ottobre 1938, quando il programma musicale sella CBS, una delle maggiori emittenti radiofoniche americane, s’interruppe con la voce dell’annunciatore: “Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità…”

“Mercury Theatre on the Air” si chiamava la trasmissione radiofonica settimanale nella quale veniva proposta la lettura di romanzi famosi, l’interprete era il ventitreenne Orson Welles e l’adattamento per la radio era stato scritto da Howard Koch tratto dal romanzo britannico di H.G.Wells del 1897.

Dalle 20.00 in poi, ripresa la musica dopo l’annuncio, le interruzioni si susseguiranno a ritmo incalzante, con interviste e bollettini speciali, un grande meteorite in fuoco è precipitato in una fattoria vicino Grovers Mill, nel New Jersey, “Abbiamo inviato una unità mobile e il nostro cronista Carl Phillips, appena sul posto vi darà una descrizione completa” dice la voce alla radio. Gli effetti pratici, del tutto non immaginati: “Furono le dimensioni della reazione ad essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottovalutato l’estensione della vena di follia della nostra America”.

Una vena di follia, dice Orson Wells. Non meno dissimile da quello che stiamo vivendo in questi giorni in Italia, con la corsa ai supermercati svuotando i banchi di zucchero e pasta.

La differenza, si eccepirà, è che il coronavirus esiste per davvero, non come i marziani. Anche se con gli immigrati di Marte qualcosa ha in comune: l’assoluta ignoranza della loro vera entità. Ci dicono che tutto sarebbe nato dai pipistrelli, e pure chi lo ripete non ci spiega però com’è che da un giorno all’altro dei pipistrelli diventano veleno umano. A proposito, tanto è buffa la Storia che alle volte si presenta come un film di Walt Disney: i pipistrelli, vedi combinazione, tra tanti animali proprio quello che nell’immaginario collettivo è automaticamente associato alla creatura demoniaca che si nutre di sangue umano; dal quale non c’è scampo se non la fuga, e impossibile da riconoscere perché si aggira nel buio della notte. Noi, vittime impotenti.

Non penso che siamo di fronte ad una orchestrazione del Potere, non penso che il nostro Governo abbia agito sulla spinta di un suggerimento demoscopico da prove generali per altre ambizioni, non penso che l’informazione in Italia abbia eseguito ordini superiori mostrandosi omologata (anche se penso che Governo e informazione abbiano commesso errori imperdonabili). Tuttavia, le reazioni dell’opinione pubblica in Italia sono sotto gli occhi di tutti: sostituite ‘coronavirus’ con un’altra parola ugualmente capace di suscitare paura fisica individuale e il gioco è fatto, anche se quella parola non è vera. Chi crede che nel 2020 i colpi di stato avvengano con i carri armati, o è troppo vecchio oppure ha visto troppi film. Questo io penso: che dopo il coronaviurs in Italia siamo tutti meno liberi di ieri.

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