IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli, OPINIONI

covid – TAR Lazio: bambini a scuola no mascherina

di BEATRICE BARDELLI – Intervista agli avvocati Linda Corrias e Francesco Scifo che hanno vinto il ricorso al TAR del Lazio.

No all’obbligo di mascherina per i bambini con meno di 12 anni a scuola. Lo ha stabilito il Tar del Lazio con una sentenza storica, pubblicata lo scorso 9 agosto, che ha dichiarato “l’illegittimità” di due DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), del 3 dicembre 2020 e del 14 gennaio 2021 recanti “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Illegittimi “ai soli fini risarcitori”, si legge nella sentenza della Sezione Prima del Tar del Lazio presieduta da Antonino Savo Amodio, in quanto tutti gli atti impugnati “hanno cessato di produrre i loro effetti”.

Il ricorso contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Interno ed il Ministero dell’Istruzione, “in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore”, era stato presentato, nel 2020, dai genitori di una bambina di 9 anni dell’Alto Adige che frequentava la scuola primaria. La coppia, assistita dagli avvocati Linda Corrias e Francesco Scifo, si è opposta all’imposizione dell’obbligo, deciso dal governo Conte, che prevedeva, per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, di indossare la mascherina “ininterrottamente a scuola senza eccezioni […] anche durante le ore di educazione fisica senza alcuna eccezione”.

I ricorrenti, si legge nel ricorso: 1) “lamentano che l’imposizione dell’obbligo di indossare la mascherina, per tutto il tempo delle lezioni ‘in presenza’, sia immotivata e sia viziata da difetto di istruttoria in quanto adottata in contrasto con le indicazioni fornite dal Comitato tecnico Scientifico e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, senza fornire alcun supporto a sostegno di tale determinazione”; 2) “lamentano che non sia stata adottata alcuna misura al fine di garantire che un minore, pur privo di patologie conclamate, possa essere esonerato dall’uso della mascherina in classe ove risenta di cali di ossigenazione o di altri disturbi o difficoltà”. I genitori, inoltre, definendo l’imposizione del governo sproporzionata e irragionevole “laddove gli istituti scolastici siano in grado di garantire il distanziamento fra i banchi”, “censurano, infine, l’imposizione indiscriminata su tutto il territorio nazionale dell’uso della mascherina in parola, senza alcuna distinzione in base alla situazione epidemiologica delle singole realtà locali”.

Intervista agli avvocati Linda Corrias e Francesco Scifo

Una grande vittoria, questa sentenza del Tar del Lazio che premia sia la vostra caparbietà a battervi per il riconoscimento di diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione, che la vostra abilità nel praticare una strategia di difesa che si è mostrata vincente.


Avvocato Scifo E’ una sentenza importantissima, fondamentale, decisamente storica. Tutti i provvedimenti governativi, i DPCM, sono stati adottati senza istruttoria, ovvero il governo li ha adottati con una decisione irrazionale, presa per ragioni politiche, e non sulla base di una razionalità scientifica. I DPCM sono stati considerati meritevoli di annullamento non solo perché sono atti amministrativi viziati da eccesso di potere e violazione di legge ma perché sono atti abnormi che incidono sui diritti inviolabili della persona in totale carenza di potere. Il giudice del Tar Lazio parla infatti di eccesso di potere, di vizio di legittimità nella mancata analisi dell’efficacia preventiva dell’uso della mascherina senza che sia stata fatta alcuna valutazione di impatto preventivo. Ovvero di quale fosse la nocività, la riduzione di aria inspirata e quale fosse la quantità di anidride carbonica inspirata dai bambini.

Avvocato Corrias – Finalmente si è avuta una dichiarazione di illegittimità. Abbiamo iniziato ad occuparci del caso nell’autunno 2020. Ed è un fatto di una gravità inaudita che un procedimento intrapreso nell’anno 2020 per salvaguardare la salute dei bambini si sia concluso solo il 9 agosto 2021. Dall’inizio del 2020 abbiamo lottato per l’affermazione ed il riconoscimento del diritto dei minori a respirare E’ stato un anno massacrante anche per la famiglia e non solo dal punto di vista psicologico. Dopo la prima impugnazione, ad ottobre, del primo DPCM ne abbiamo impugnati altri. Ogni volta che ne impugnavamo uno, che facevamo i motivi aggiunti, questo scadeva ed i ricorrenti dovevano, ogni volta, ripagare il contributo unificato di 650 euro al Tar. Per quattro volte è stato pagato il contributo e questo è sicuramente un disincentivo ad impugnare. E’ una cosa vergognosa dover pagare la macchina giuridica. C’è voluta tutta la determinazione e la costanza di questa famiglia per arrivare ad avere giustizia! Questa vittoria è la conferma del fatto che non si debba mai arretrare di fronte ad una illegittimità. Abbiamo avuto un anno durante il quale abbiamo dovuto lottare, ci si auspica di non dover ripetere questa esperienza nel nuovo anno. Ormai è cessata la materia del contendere, i DPCM sono stati dichiarati illegittimi ma dobbiamo perseguire questa strada di piena e totale affermazione del diritto e della collettività.

Avete chiesto il risarcimento dei danni non allo Stato o alle singole Istituzioni ma alle singole persone, oltre al presidente del Consiglio dei ministri, Conte, a Speranza, ministro della Salute, ed agli allora ministri dell’Istruzione e dell’Interno.

Avvocato Scifo – La sentenza è importantissima perché permette il risarcimento dei danni per un obbligo che è abusivo, quello di portare le mascherine al chiuso senza che sia stata fatta prima alcuna prescrizione o valutazione medica. Intendiamo far valere una responsabilità personale di chi ha imposto i DPCM ai sensi dell’art. 28 della Costituzione che prevede la responsabilità personale dei funzionari e dei dipendenti dello Stato e degli enti pubblici “degli atti compiuti in violazione dei diritti”. Questi DPCM non sono provvedimenti colposi, fatti senza la volontà di provocare un danno, sono, al contrario, provvedimenti dolosamente reiterati. Agiremo contro Conte e i suoi ministri per responsabilità personale, con volontà di dolo. Faremo un’azione collettiva per tutti gli italiani chiedendo loro i danni. Agiremo anche contro Draghi perché ha inserito la misura nel decreto legge 52/2021 e nei successivi. I giudici del Tar Lazio, nel gennaio 2021, a seguito di un nostro ricorso, avevano fatto una Ordinanza cautelare in cui davano indicazioni di impatto preventivo dell’uso della mascherina a scuola da parte dei bambini sotto i 12 anni. Ma il governo non ha fatto niente, nessuna valutazione scientifica. Dalla illegittimità di questi provvedimenti discende il diritto al risarcimento del danno. Ogni genitore che ha avuto la sfortuna di avere un figlio a scuola costretto a portare la mascherina può richiedere il risarcimento del danno per illegittimità di questa imposizione.

Tutti i genitori di minori di 12 anni potranno richiedere il risarcimento dei danni?

Avvocato Corrias Ovviamente a chi ha impugnato i DPCM è riconosciuta una corsia preferenziale, perché il danno è stato dimostrato per la ricorrente, per tutti gli altri si dovrà fare una causa di risarcimento del danno, che dovrà essere dimostrato, da quantificare. Bisogna attribuire le responsabilità ai singoli soggetti, non dobbiamo “diluirle”. Ognuno di coloro che hanno firmato i DPCM in oggetto deve subire il peso delle proprie scelte. Stiamo parlando di “danno” ma non è stata fatta da parte dei firmatari i DPCM nessuna verifica che tale imposizione avrebbe avuto un danno! Faccio una esortazione a tutti i sanitari affinché parlino secondo coscienza. E’ di questi giorni la notizia di una circolare, inviata circa una settimana fa ai medici curanti, affinché non emettano certificati di esonero, di differimento per accertamenti, per quanto riguarda le vaccinazioni. In pratica vengono scoraggiati, disincentivati ad agire secondo scienza e coscienza. E verranno previste sanzioni. Ricordo che mentre i medici vaccinatori hanno lo “scudo penale”, i medici curanti non ce l’hanno. Ed è il medico curante, ovvero quella figura che dovrebbe conoscere la vita del proprio paziente, ad essere il primo responsabile del paziente stesso.

Non agire secondo coscienza significa sostenere un obbligo indiretto alla vaccinazione. Ma questi medici non vengono messi al corrente delle loro responsabilità civili ed anche penali. Domani, quando ci saranno le patologie, non saranno protetti dallo scudo penale e civile perché non hanno avuto il coraggio di fare i medici. Questa nostra preoccupazione è suffragata dalla Risoluzione del Consiglio d’Europa n° 2361 del 25 gennaio 2021 in cui al punto 7.3 possiamo leggere: “7.3.1 assicurare che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro genere per sottoporsi a vaccinazione, se non lo desidera egli stesso; 7.3.2 assicurare che nessuno sia discriminato per non essersi fatto vaccinare temendo per la propria salute o semplicemente perché non lo desidera; 7.3.3 adottare misure tempestive ed efficaci per contrastare la disinformazione, l’ignoranza e l’esitazione riguardo ai vaccini Covid-19”. Ma sia le raccomandazioni dell’OMS che quelle della Risoluzione del Consiglio d’Europa sono state negate. Perché siamo in dittatura!

Cosa possono fare i cittadini?

Avvocato Corrias In primis non accogliere nessuna delle loro istigazioni all’odio che devono essere disattese non solo da parte dei non vaccinati ma anche da parte dei vaccinati. Bisogna lavorare per unire le persone non per istigarle l’una contro l’alta, bisogna fermare i loro intenti di divisione e ripristinare la libertà di scelta vaccinale ed il vero senso critico. In questo gioca un ruolo fondamentale l’informazione dei giornalisti, delle testate indipendenti che fanno non controinformazione ma vera informazione. I cittadini, i sanitari, tutte le categorie professionali devono reagire, devono rivolgersi ai propri sindacati, ai legali, devono fare petizioni.

Questa sentenza dimostra ancora una volta che l’unione fa la forza

Avvocato Corrias – Ritengo che sia fondamentale una adesione massiva perché dà il polso della consapevolezza della popolazione, del dissenso, del fatto che non si è più disposti ad accettare le imposizioni illegittime passivamente. Questa sentenza del Tar del Lazio deve essere di esempio alle impugnazioni contro il “green pass” ed all’obbligo vaccinale. Ci auspichiamo una adesione totale, senza alcun tipo di discriminazione tra vaccinati e non vaccinati, per una vera tutela delle libertà costituzionali e per il rispetto dei diritti dell’uomo. Il ricorso contro l’imposizione delle mascherine ai bambini è iniziato con una singola bimba ricorrente. Poi si sono aggiunti ad adiuvandum quasi 1.100 persone, oltre al Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Minori Onlus, ognuno rappresentato e difeso dai propri avvocati. Il coraggio deve partire dal singolo. Se si abbassa ulteriormente la testa non ci sarà più margine per rialzarsi. Si sta andando allo sfacelo, dobbiamo reagire. Perché “Se nessuno cede, il banco salta”.

Avvocato Scifo – Esorto a non avere paura. Tutti dobbiamo essere uniti e fermi in modo granitico di fronte ai comportamenti illegali, che sono in contrasto con il rispetto della dignità della persona umana, che ci arrivano dalle istituzioni, ma erano chiamate istituzioni anche quelle del ‘38/’40…La Storia ci ha insegnato che se chi governa il Paese viola il diritto naturale, quello che governa le coscienze delle persone nel “rispetto della persona umana”, come recita l’art. 32 della Costituzione e che nessun Parlamento potrà mai bypassare, i cittadini devono fare disobbedienza civile. Non solo delegando ai medici ed agli avvocati la gestione della propria libertà ma ognuno, secondo la propria coscienza, di fronte ad una normativa illegittima deve rifiutarla.

Questa sentenza peserà su un ricorso contro il cosiddetto “green pass”?

Avvocato Scifo – Costituisce un precedente importante. Quando i provvedimenti sono illegali, la responsabilità è personale. Abbiamo già fatto ricorso contro il green pass al Tar del Lazio che ha preso atto dell’importanza delle questioni trattate e della legittimazione ad agire dei ricorrenti e delle centinaia di intervenuti ad adiuvandum ma, stante la complessità della materia, ha rimesso al giudizio di merito la decisione sulla legittimità del green pass.

Dal momento che sono stati dichiarati illegittimi i DPCM che hanno imposto l’uso della mascherina a scuola, abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato per la sospensione cautelare del DPCM del 19 giugno su cui si basa il Decreto Legge 105 del 23 luglio che ha imposto il green pass. Dal momento che è in contrasto con il Regolamento del Parlamento e del Consiglio d’Europa n. 953/2021 che al punto 36 fa divieto di discriminare chi ha scelto di non essere vaccinato e con la Risoluzione del Consiglio d’Europa n. 2361 che ripete lo stesso concetto ai punti 7.1 e 7.3, ogni norma deve essere disapplicata ed ogni cittadino ma anche ogni rappresentante delle istituzioni può rifiutarsi di adempiere e denunciare attraverso formale querela per discriminazione e violenza privata.

Chiunque sia discriminato perché sprovvisto di green pass deve chiamare i Carabinieri che devono intervenire a sua tutela perché un servizio non può essere negato. E se il carabiniere non fa il suo dovere bisogna chiamare un poliziotto per farci tutelare e denunciare il carabiniere.