Home INTERVISTE IN CAMICE BIANCO - di Giulia Gianfilippo COVID19 – Intervista al prof. Francesco Menichetti

COVID19 – Intervista al prof. Francesco Menichetti

by Giulia Gianfilippo
Prof. Francesco Menichetti, Pisa

La plasmaterapia, il Baricitinib, contagio e acqua di mare, i prossimi mesi, il prof. Menichetti è primario dell’UO Malattie Infettive all’Ospedale di Pisa, uno dei responsabili del protocollo per la sperimentazione della plasmaterapia nel Centro Italia

(Giulia Gianfilippo) Partendo dal concetto che il Covid-19 è la patologia indotta dall’nCov19, il plasma dei pazienti immunizzati può curare il Covid-19?

(Prof. Francesco Menichetti) Il plasma è sicuramente un “contenitore” di anticorpi, pertanto è un candidato ideale per contrastare il Covid. Tuttavia si tratta ancora di una fase teorica, ma con esperienze che dimostrano buoni propositi e quindi per ottenere delle conferme. La strada è comunque lunga, legata a molti fattori come: abitudini personali, età, etc.

L’impiego del plasma, in questo caso contro il Covid, potrebbe contagiare i pazienti con altre infezioni a causa della trasfusione?

Assolutamente no. I prodotti del sangue sono ormai controllati e neutralizzati da qualsiasi cosa che potrebbe alterarne l’efficacia, nonché la sicurezza per il paziente. I controlli a livello sanitario sono ormai serratissimi, pertanto è da escludere completamente tale circostanza.

Professore, lei sta lavorando a capo di uno staff per lo studio del Baricitinib, il farmaco inibitore delle Janus chinasi 1 e 2 (JAK-1 e -2), autorizzato in Italia per il trattamento dell’artrite reumatoide. Cosa può dirci in merito?

La mia equipe, vista l’impossibilità di utilizzare il Tocilizumab, l’anticorpo monoclonale per il trattamento dell’artrite reumatoide, ha avuto l’intuizione dell’impiego di questo farmaco a seguito di una selezione generata dall’intelligenza artificiale. Con questo farmaco, dalle proprietà antivirali e antinfiammatorie, abbiamo trattato una quarantina di casi con esito positivo, pertanto è una strada da percorrere assolutamente.

Quanto tempo sarà necessario per avere conferme sull’efficacia di questo farmaco contro il Covid-19?

L’opportunità della sperimentazione è condizionata, fortunatamente, dal rallentamento della diffusione del Coronavirus; questo grazie alle normative di distanziamento sociale. Preciso che, se dovessimo ricadere nella pandemia, sarebbe una situazione addirittura peggiore della passata fase 1.

Arriva del caldo, possiamo sperare in un significativo rallentamento di questo virus?

Anche se in molti lo sostengono, a mio avviso, stando tutti più fuori casa e non assembrati, la diffusione potrebbe diminuire naturalmente con tutti all’aria aperta ed evitando gli ambienti chiusi. Non ci sono comunque evidenze scientifiche in merito.

L’acqua del mare, durante il bagno, può contribuire alla diffusione del virus?

Il Coronavirus è in grado di sopravvivere sulle superfici inerti, anche per molto tempo. Circa l’acqua di mare, io ritengo che sia molto improbabile. La diffusione è interumana, soprattutto attraverso portatori asintomatici: parlare, tossire e starnutire sono i principali mezzi di diffusione.

Quanta carica virale occorre per contagiare con il coronavirus?

E’ ovvio che una carica virale più importante è sicuramente più pericolosa, contrariamente a una carica inferiore e, purtroppo, questo virus ha dimostrato di essere dannatamente contagioso. I nostri comportamenti possono quasi sicuramente far spegnere l’epidemia in modo naturale, l’importante è seguire attentamente le norme di prevenzione e di distanziamento sociale.

L’OMS parla di una possibile seconda ondata dell’epidemia, cosa ne pensa?

E’ una possibilità. Come già detto, il nostro comportamento può condizionare questa eventualità, quindi diventa fondamentale apprendere dall’esperienza fatta con la prima ondata e adeguarsi in termini di adeguamento sanitario. Dovesse accadere, se ci troverà preparati, il problema sarà molto meno impattante e di più facile gestione. In questo periodo di tregua dobbiamo organizzarci con le strutture sanitarie e ospedaliere, affinché si riesca a dare un forte contrasto all’epidemia.

( foto: dell’autrice – facebook @drssagiuliagianfilippo )

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