ATTUALITA', FOCUS

FIRENZE AEROPORTO. Omissioni Regione Toscana

L’associazione VAS puntualizza sulla responsabilità della Regione Toscana con i documenti che lo confermano anche dalla fonte ministeriale.

La ringraziamo per la sua richiesta di precisazione su quanto pubblicato sul nostro sito, perché ci da modo di puntualizzare su alcune deduzioni apparse sulla stampa e sui social, deduzioni frutto di interpretazioni per altro legittime, ma mai supportate da documentazioni tecniche probanti come la nostre, prodotte su carte intestate delle pubbliche amministrazioni e quindi non interpretabili e/o valutabili, ma certe e sicure, chiare nelle loro attestazioni ed obblighi.

In questo anni, verificando le documentazioni per la nuova pista ci siamo casualmente imbattuti su una serie di lacune che poi con accesso atti si sono dimostrate vere e proprie omissioni. Premettiamo che la nostra associazione ha il solo ed unico intento di verificare lo status aeroportuale, la correttezza autorizzativa e l’applicazione delle misure mitigative e compensative a salvaguardia di ambiente e salute.

Dopo una serie interminabile di accesso atti, basati su prove documentate, via via acquisite siamo arrivati con il Prot. 36835 del 9 Aprile alla dichiarazione del Dott. Montanaro, Direttore Generale del CRESS oggi MiTE (ieri MATTM) con la quale si chiarisce definitivamente, che non esistono atti legislativo-amministrativi e/o normative di settore che dispensino il MiTE e di conseguenza la Regione (unici due soggetti preposti alla verifica delle prescrizioni) dall’esercitare quanto disposto dal Decreto Interministeriale di VIA 0676/2003. Non a caso il Difensore Civico Regionale ha proprio oggi sollecitato la Regione a risponderci ( come ha fatto il Ministero in data ) Aprile) sulla stessa domanda di accesso atti formulata in forma congiunta sia al MiTE che alla Regione in data 9 Marzo c.a.

Acclarato quindi che questa lettera unitamente alle precedenti, chiarisce definitivamente che tali prescrizioni (ambientali e sicurezza volo) sono ancora oggi valide ed obbligatorie come previsto dal Decreto Interministeriale di VIA, dal Decreto Decisorio del Presidente della Repubblica con annesso parere del Consiglio di Stato, dal Prot. 648/2018 Dott. Lo Presti, dal Parere 2772/2018 della Commissione Nazionale di VIA e dalla lettera sopra citata del Dott. Montanaro.

Quindi la prescrizione relativa all’interramento della parte finale della A/11 era di competenza del Ministero dell’Ambiente mentre per tutto il resto la competenza era attribuita solo alla Regione, quindi Via di Rullaggio, Delocalizzazioni, Climatizzazioni, Insonorizzazioni etc.etc., come disposto sia dal Decreto di VIA come dal Parere 549 della Commissione Nazionale di VIA integrato nello stesso Decreto. In questo parere già allora i tecnici del Ministero e della Regione parlavano di 1134+40 persone coinvolte nelle misure di compensazione – mitigazione.

A questo va aggiunta l’omissione di controllo sulla obbligatoria Conformità Urbanistica ai sensi del DPR 383/1994 unitamente al combinato disposto ai sensi e per gli effetti dell’art. 27 del T.U. Edilizia n. 380/2001 e dell’art. 193 della L.R. Toscana n. 65/2014 avrebbero dovuto essere verificate in via prioritaria dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, quest’ultimo ben richiamato nel parere 549. Anche in questo caso, il Difensore Civico Regionale visto il diniego, ha reiterato al Comune di Firenze, l’obbligo di consegnarci gli atti di conformità urbanistica.  

In aggiunta a quanto sopra menzionato visto che qualcuno si ostina ancora a dichiarare che lo sviluppo aeroportuale non è avvenuto, qualcuno allora dovrebbe produrre pubblicamente la documentazione edificatoria autorizzativa sulla base della quale sono stati concessi i permessi a costruire per la Torre di Controllo ENAV, bretellina al posto della via di rullaggio, loop parte finale pista 23, stazione Polizia di Stato e Guardia di Finanza e della stazione VV.FF all’interno del sedime aeroportuale, perché in assenza di ciò, tali manufatti ai sensi dell’art. 193 e dell’art. 133, comma 2 della L.R. Toscana n. 65/2014 che prescrivono una verifica preventiva prima della concessione dei titoli abilitativi, in questo caso risulterebbero abusivi e senza nessuna verifica ex ante e/o ex post da parte della Regione stessa.

Quindi nessun dubbio sulla competenza e sulla responsabilità delle omissioni da parte di Regione Toscana e del MiTE per la parte di sua competenza, ma suggeriamo di leggere il ricorso straordinario presentato al Capo dello Stato da parte di ADF e rigettato in toto dal Presidente Napolitano nel 2012, protocollato alla Regione Toscana in data 4 Marzo 2004 Prot. 2044/06.07.02 sez. 127 per capire meglio, dove si può leggere:

  • Delocalizzazione accertata dalla Regione d’intesa con le autonomie locali entro 36 mesi
  • Dovrà subordinatamente allo studio di rischio ed in accordo con Società Autostrade provvedere all’interramento della A/11
  • Prescrizione imposte parere della Regione Toscana
  • E’ evidente che la Regione impone un limite gravosissimo ………
  • Infine in ultima pagina la relata di notifica al Presidente della Giunta Regionale. Quindi la Regione era edotta.!

Per noi non ci sono dubbi, perché che il ricorso è stato rigettato dal Presidente della Repubblica con annesso parere del Consiglio di Stato, nessuno a nostro avviso può oggi smentire che la Regione dopo aver imposto prescrizioni, NON aveva e non ha obblighi di verifica ottemperanze, specialmente sulla base di quanto sopra citato.

Inoltre, la Regione ha la facoltà di chiudere l’Aeroporto semplicemente richiamandosi ai propri compiti di verifica ottemperanze, di cui al Dlgs 152/2006, Parte Seconda, Titolo III, Art. 29 Comma 2 paragrafo c), dove in caso di reiterata omissione (e crediamo che 20 anni siano sufficienti per considerarla una reiterata omissione) si procede con la “revoca” della Compatibilità Ambientale che automaticamente significa la temporanea impossibilità di operare su quell’aeroporto fino a quando non risponderà ai requisiti di legge.

Gruppo tecnico- VAS Vita, Ambiente e Salute Onlus