ATTUALITA', CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula

Fotografia. L’arrivo delle reflex digitali, la nuova era

di CELESTINO PIO CASULA – Il vero salto di qualità arriva con la presentazione nel 2005 della 5d, e nel mondo della fotografia tutto cambia.

Nell’approfondimento tecnico/pratico del mio percorso fotografico ho incontrato le reflex digitali. È stato un colpo di fulmine ed una scelta comunque travagliata. Avevo un ottimo corredo fotografico analogico, abbandonarlo per un adeguato sostituto digitale sarebbe stato molto impegnativo, economicamente…

La scelta quindi doveva essere ponderata, senza falsa modestia devo dire che la ponderazione fu più che sufficiente. Giunsi ad un compromesso: per un certo periodo avrei fatto convivere i due sistemi analogico e digitale. Scelta impegnativa perché di volta in volta dovevo scegliere cosa affiancare alla mia Canon 10d e la sua ottica. Di volta in volta o una Canon analogica o la Nikon anch’essa analogica. Mentre sperimentavo, provavo e approfondivo la conoscenza e la pratica della foto digitale, la tecnica correva.

Il vero salto di qualità arriva con la presentazione nel 2005 della 5d, sogno mio e di tantissimi altri, pieno formato 24×36 si sarebbe detto nell’analogico, e il mondo della fotografia cresce tutto di un colpo. Nulla sarà come prima. È il punto di non ritorno. Il digitale non è più una scommessa, è una grande realtà.

Passano pochi anni temporalmente e anni luce tecnicamente, affinamento e potenziamento dei sensori, capacità sempre maggiori dei processori d’immagine delle varie case costruttrici fanno a gara per essere sempre più performanti. Poi, un bagliore intenso, un rumoroso boato: arrivano le potenzialità video inserite nelle macchine fotografiche, l’antesignana in questa nuova avventura tecnica porta un nome solo 5d mk2 cognome Canon.

Erano i prodromi di una nuova era, il filosofo Popper avrebbe apprezzato il salto epocale compiuto, quello che pareva impossibile era di contro divenuto realtà.

Questa nuova possente fase tecnologica ha portato nuove modalità espressive mettendole a disposizione di molti, dire tutti sarebbe un ipocrita affermazione perché i costi restano alti, le potenzialità enormi e coloro che le padroneggiano pochi. Nulla si crea, nulla si distrugge tutto si trasforma, questo detto è realtà non solo in chimica e fisica ma, visti i progressi epocali, anche in fotografia.

Per brevità e per non tediarvi con eccessivi tecnicismi facciamo un salto a quello che potremmo definire l’altro ieri tecnologico.

Si affacciano sul mercato delle macchine fotografiche con due pezzi, sino ad allora indispensabili, in meno. Specchio e pentaprisma che vengono tolti per ridurre spessore e peso (per alcune, più una citazione di intenzioni che fattualità effettiva) e fanno capolino le mirrorless, una su tutte Sony, apripista in questa nuova via. Poi appaiono un’altra famiglia di mirrorless denominate micro 4/3 a firma di Olympus e Panasonic.

La domanda ricorrente era cosa faranno le due grandi, Canon e Nikon. Nel frattempo il mio parco fotografico si era trasformato, via tutte le analogiche, via la prima digitale: arriva dopo mille tribolazioni, ricerche e speranze la mitica 5d mk4. Che bello pensai, allora.

Torniamo alla tecnica. Una lunga pausa, un attesa snervante, quindi i motori delle due corazzate fotografiche prendono a girare sempre più facendo crescere le aspettative dei fotografi di ogni luogo, prima con macchine di fascia media poi… Il grande salt. La serie Z di Nikon e la serie R di Canon. Obbiettivi serie Z, tramite adattatore viene mantenuta la compatibilità con l’immenso parco ottiche esistente, Canon introduce la nuovissima baionetta RF, anche qui tramite adattatore il gigantesco parco ottiche può essere utilizzato.

Siamo ad oggi, con annunci, attese e qualche rammarico. I due giganti hanno intrapreso la via mirrorless, entrambi con scelte tecniche simili nelle loro peculiari differenze, i rimpianti per quello che, forse sbagliando a mio vedere, non sarà più evoluto; nuove interessanti sfide per gli appassionati, per i professionisti che dovranno capire, comprendere, esaminare, scegliere, vagliare ciò che sarà loro utile o che potrebbe dare la stura a nuove interessanti esperienze.

Due parole a conclusione. La voce che col digitale si fa prima non risponde al vero, intendendo con questo che a fronte di una diffusa credenza popolare il digitale ha portato un modo nuovo di concepire l’iterazione fotografo /macchina fotografica, e il seguente sviluppo delle immagini registrate, molto lavoro di ottimizzazione delle immagini, tagli, luci e quant’altro ci consenta il programma dei programmi, Photoshop. Che va padroneggiato, usato per far sì che il suo uso non si percepisca. Facile a dirsi, molto più complicato farlo.