VERONA - di Giovanni Villani

Fusione tra Agsm di Verona e Aim di Vicenza

di GIOVANNI VILLANI – Finalmente le due municipalizzate di servizi sono una realtà sotto la ragione sociale di Agsm Aim spa

Si è lavorato per molti anni attorno al progetto e finalmente le due municipalizzate, Agsm di Verona e Aim di Vicenza, sono una realtà sotto la ragione sociale di Agsm Aim spa. La nuova multiutility dell’energia veneta conta, restando ai dati di bilancio 2019, su 1,5 miliardi di ricavi, con 147 milioni di margine operativo lordo ed oltre duemila dipendenti.

Con questa fusione, ha promesso il sindaco di Verona, Federico Sboarina, che “i servizi saranno migliorati, i posti di lavoro aumenteranno, come miglioreranno le tariffe al pubblico. In questi anni di attesa, mentre le altre municipalizzate si aggregavano e crescevano, noi siamo rimasti fermi. Ora però è finalmente arrivato il nostro momento”.

Con maggioranze consigliari, ambedue di centro destra, le due città si avviano a discutere nei prossimi giorni della governance che sarà retta da un consiglio di amministrazione composto da sei membri, tre per ogni città. Il presidente e l’amministratore delegato dovrebbero essere espressione dei veronesi. E già si parla di Stefano Casali, indicato da Verona Domani, a suo tempo consigliere regionale e vicesindaco. La Lega avrà la vicepresidenza col vicentino Gianfranco Vivian (finora amministratore unico di Aim), mentre con molte probabilità sarà riconfermata Francesca Vanzo (altra leghista) e come consigliere delegato Stefano Quaglino, già alla guida di Dolomiti Energia. In consiglio il voto dell’amministratore delegato varrà il doppio per evitare impasse di ogni genere nel creare una maggioranza.

Vicenza, oltre al vicepresidente, potrà contare anche su due consiglieri. Il Collegio sindacale sarà composto da tre membri: due veronesi mentre i vicentini avranno la presidenza, più due supplenti. Il nuovo Cda, nominato dall’assemblea dei soci, entrerà in funzione venti giorni dopo la stipula della fusione davanti al notaio, avvenuta martedì 29 dicembre. Si conclude così felicemente un travagliato tragitto che ha avuto diversi momenti di pausa, ma che dopo l’accordo quadro vincolante del 29 giugno scorso, ha proceduto speditamente con le due assemblee soci del 12 ottobre e il via libera dato dai due sindaci Federico Sboarina (Verona) e Francesco Rucco (Vicenza).

Invece per Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune, “Si chiude la lunghissima partita delle nomine politiche, mentre restano aperti tutti i nodi industriali che il sindaco e la sua maggioranza non hanno mai affrontato”. Bertucco si riferisce a Serit, una controllata di Amia (servizi di raccolta rifiuti) società del gruppo Agsm, “che sta operando in regime di proroga nella raccolta dei rifiuti nel bacino di Verona Nord, ma se non vuole andare a gara occorre che i comuni del bacino ne acquisiscano il controllo. Lo stesso per Amia con riferimento alle attività svolte all’infuori del bacino di Verona città. L’atto di indirizzo per riportare Amia in house votato dal Consiglio comunale è rimasto lettera morta. Amia e con essa Serit, sono all’interno del perimetro della fusione ed è facile che la testa del segmento ambiente venga spostata a Vicenza con relativa perdita di controllo da parte di Verona”.