Home DIARIO - di Moreno Bucci Tre viareggini e un aeroporto (Galileo Galilei, socialisti e comunisti)

Tre viareggini e un aeroporto (Galileo Galilei, socialisti e comunisti)

by Moreno Bucci

DIARIO

Nel 1970 furono istituite le regioni in Italia. Le novità furono tante e, comunque, il governo regionale si avviò subito su basi solide e su idee molto chiare. C’era un nodo, però, che era difficile sciogliere: dove costruire l’aeroporto toscano, ormai necessario per lo sviluppo della Toscana. La discussione andò avanti abbastanza a lungo. La scelta era tra Firenze e Pisa. C’erano elementi a favore e contro entrambe le scelte. Governavano, allora, comunisti e socialisti. In campo comunista l’organizzazione politica, piuttosto gerarchizzata, non favoriva l’esame obiettivo del caso e non si riusciva a superare i campanilismi, rallentando una decisione veramente consapevole. Più aperti ai problemi comuni dei territori erano invece i socialisti, essendo il PSI, per sua natura, libertario ed aperto allo scambio di opinioni e di esperienze. Quando si rese necessario chiudere la partita di dove costruire l’aeroporto toscano, non riuscendo il PCI a risolvere la questione nel suo seno, ci fece sapere che stava a noi socialisti fare la scelta. Questa sarebbe stata presentata come una specie di “ultimatum” al quale il PCI, obtorto collo, avrebbe dovuto piegarsi. Così fu. A quel tempo il PSI era diviso in tre correnti: demartiniani, manciniani e lombardiani, facenti capo rispettivamente a Francesco De Martino, Giacomo Mancini e Riccardo Lombardi. Il giorno in cui il Comitato Direttivo Regionale del Psi toscano era riunito per decidere in merito, avvenne un episodio molto simpatico. Nel direttivo regionale  c’eravamo in tre, di Viareggio: Renato Berchielli, Rodolfo De Ambris  ed il sottoscritto. Ci fu una pausa dei lavori. Naturalmente, anche nel PSI c’era la divisione tra Firenze e Pisa e poiché la scomposizione “per correnti” e per distribuzione geografica avrebbe deciso la scelta, non sentendosi sicuri del risultato all’interno delle componenti della maggioranza, composta da demartiniani e manciniani, Berchielli (demartiniano) e De Ambris (manciniano) vennero da me a chiedere di appoggiare la scelta di Pisa e per conoscere gli orientamenti dei lombardiani. “State tranquilli” – dissi loro, “la sinistra lombardiana ha già deciso di scegliere Pisa”. E così fu.

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