Il Ministro della Sanità Orazio Schillaci mette fine ai medici gettonisti

Giorgia e Orazio stop alle cooperative dei Medici ‘gettonisti’

Arruolati come ostetrici senza nessuna formazione per fare i parti cesarei, altri in Pronto Soccorso senza competenze in Medicina d’Urgenza…

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha mantenuto la parola. Da ieri, giovedì 31 luglio, è scattato lo stop al rinnovo dei medici ‘gettonisti’ che fanno capo a cooperative e che vengono impiegati spesso in larga misura, in ospedali e Pronto soccorso per fare fronte alle carenze di personale. Non sarà dunque più possibile procedere nemmeno alla stipula di nuovi contratti, mentre rimarranno validi quelli in essere fino alla scadenza naturale.

“Gli ospedali per coprire i buchi di organico” appaltavano “alle cooperative, che i medici invece li hanno perché ingaggiano neolaureati, pensionati, liberi professionisti e chi ha lasciato il servizio sanitario perché stremato e sottopagato” (Milena Gabanelli). In particolare finiscono nei Pronto Soccorso, ma coinvolgono anche gli anestesisti da fare entrare in sala operatoria e per le Terapie intensive, si trovano in Pediatria, Ginecologia-Ostetricia, Cardiologia, Psichiatria, Radiologia e Ortopedia. Insomma, nella privatizzazione della Sanità Pubblica è compresa – e come poteva mancare in Italia! – anche una quota riservata alla cooperative (da non confondere con quelle di un tempo nate sul sudore dei braccianti e degli artigiani).

Il ricorso alla cooperativa, anziché il normale programma di assunzioni, non segue alcuna giustificazione economica, insomma lo Stato non risparmia, e il cittadino ci rimette: “poiché la diffusione dell’utilizzo dei medici a gettone non segue nessuna regola. La competenza e la lucidità del turnista dipendono solo ed esclusivamente dal livello di serietà delle cooperative che li selezionano e che vincono gli appalti: spesso l’unico requisito richiesto è il «minor prezzo». Al di là delle capacità del singolo medico (ci sono turnisti impeccabili), la conferma del rischio di inadeguatezza del servizio offerto” fu anche certificata da un’indagine dei Nas che, d’intesa con il ministero della Salute, svolse verifiche a campione su 1.525 medici delle cooperative. “Risultato: sono stati trovati dottori arruolati come ostetrici senza nessuna formazione per fare i parti cesarei, altri in Pronto Soccorso senza avere competenze in Medicina d’Urgenza, oppure già dipendenti di altri ospedali che facevano di nascosto i doppi turni per la cooperativa, altri ancora sopra i 70 anni e dunque fuori per legge dal Servizio Sanitario. Otto i casi di frode nelle pubbliche forniture in cui «con dolo vengono consegnate cose diverse da quelle pattuite». E in assenza di regole è anche difficile eseguire controlli: com’è possibile, per esempio, scovare il medico che dopo avere smontato il turno di 12 ore in un ospedale, senza osservare le ore di riposo, va a lavorare in un altro per accumulare gettoni, ossia soldi? Allo stato delle cose non è individuabile, eppure nessun paziente vorrebbe farsi curare da un medico in servizio da 24-36 ore”.

Ho chiesto a Google nome e cognome e quale governo geniale ha inventato i medici “gettonisti”. Sono arrivato alla sesta videata senza trovare una risposta, se non l’evidente ricorso al sistema da parte di Regioni amministrate tanto da destra che da sinistra. Neppure la mitica Intelligenza Artificiale è riuscita a rispondermi, o forse mi ha risposto fin troppo bene a dimostrazione di quanto sia “intelligente” sì, ma con il cervello di chi l’ha imbeccata: “Il fenomeno dei “medici gettonisti” — ovvero professionisti pagati con compensi molto elevati per coprire turni temporanei nelle strutture pubbliche, spesso attraverso cooperative esterne — non è stato introdotto da un singolo governo, ma si è sviluppato progressivamente negli anni, come risposta emergenziale alla carenza di personale medico negli ospedali pubblici”. “Bomba liberi tutti”, si diceva giocando a Nascondino.