Gran casino nel carrozzone del centrosinistra viareggino

di FORTESTOMACO – Al Cantiere prolungato il fermo lavori. Il Club Carbonaro Piddino senza sede aprirà presto un Casinò!

Tutto come previsto e depositato nella lettera in busta chiusa lasciata circa cinque mesi fa al Notaio. Il gruppo dirigente del circolo carbonaro Piddino di Viareggio risponde soltanto alle logiche personali e di un gruppetto di amici: l’obiettivo strategico non è quello di tentare di vincere le elezioni amministrative di Viareggio, di mettere in campo un progetto alternativo, una visione di città e di Versilia per quelli che saranno tempestosi anni prossimi. Strategico per il club carbonaro piddino è che la Federica Maineri sia la candidata accettata da tutti, di più, portata in trionfo da un popolo esultante. Questa strategia sostenuta da una cinquantina di carbonarucoli (quelli che hanno espresso il loro consenso sui poco più di cento che hanno partecipato alla consultazione, poco più poco meno dei centosettanta iscritti al club carbonaro viareggino) fa perdere di vista la realtà.

Gli occhi s’accecano, si vede solo quel che si vuol vedere; gli orecchi sono tappati da chilogrammi di cerume e non riescono a sentire o non vogliono sentire niente che non sia il dogma Maineri; il naso bloccato da miliardi di caccole non percepisce più fragranze, profumi, odori, perde il cosiddetto fiuto che, se accompagnato dall’analisi concreta delle situazioni concrete, in politica è fondamentale.

Il boomerang che furbescamente avevano lanciato per colpire e stordire i futuri alleati del Carrozzone è tornato indietro e sta per centrare proprio la fronte del Club: naturalmente non lo vedono arrivare ma sarà in ogni caso, prima o poi, come l’impatto di un gigantesco meteorite.

Riassumiamo. Federica Maineri non va bene alla maggioranza dei potenziali alleati e i propri elettori non la voteranno nemmeno se scortati fino al seggio col fucile dietro le spalle! I motivi sono ben comprensibili e solo i carbonari li nascondono subdolamente facendo finta di niente: il ruolo di protagonista avuto dalla Maineri nella decapitazione del vecchio gruppo dirigente del Pd (era nella segreteria regionale del Pd che approvò, convintamente o in Bonafè, la scelta del tabula rasa); è stata tra i principali protagonisti della intesa e dell’accordo col Del Ghingaro, ed infine ha ricoperto per circa due anni l’incarico di Vicesindaca (seconda carica per importanza e autorità in campo) della sua amministrazione. Tutto ciò – persino un asino riuscirebbe a capirloc-  appanna, indebolisce se non addirittura oscura la visibilità dell’alternativa e la scelta della discontinuità.

Non avendo affrontato nessun tema o direttrice programmatica, nel carrozzone pesa, di fatto, una pregiudiziale di quasi tutti gli altri raggruppamenti nei confronti dei fuoriusciti dall’amministrazione Del Ghingaro e di quel civismo straccione re-inventato prodomo loro, tra un caffè al Varignano e l’altro chi sa dove e a che ora, spudoratamente e senza vergogna, etichettano come sinistra (sono stati una decina di anni assieme al gran Duca lodandolo e condividendone le scelte senza se e senza ma) .

La corda s’è vieppiù ingarbugliata. Dopo il rigetto da parte dei dirigenti carbonari del club piddino della proposta di un esterno ai partiti che fosse in grado di evitar le primarie realizzando la convergenza unitaria, i vari interlocutori, subito dopo, hanno infatti cominciato a proporre candidati. Antonella Serafini è stata indicata da Avs e la lista Nicoletti ha proposto l’ex assessore regionale Stefano Baccelli. I carbonarucoli Piddini si sono subito indignati: nessuno può proporre candidati affiliati ad un altro partito della coalizione perdio! Quello che potrebbe essere un vanto e inorgoglire – gli altri che propongono un affiliato al Club – diventa una provocazione, una bieca manovra controrivoluzionaria. Quando si sono ritrovati per stilare il regolamento per le primarie, i dirigenti del club dei carbonari Piddini come al solito pretendevano di dettar legge: primarie sì ma quello non ce lo voglio, quell’altro nemmeno, dovete proporre nominativi che ci vanno bene altrimenti niet niet!, avete solo una risposta possibile: da da da … Per ora gli altri hanno risposto cantando la famosa  Da-da-um-pa, dadaumpa!!

Problema comunque facilmente risolvibile: il Baccelli riconsegna la tessera e si autosospende dal partito! Alla PS (Polizia di Stato) il passaporto di civico lo danno a tutti senza nessun controllo, basta solo un’autodichiarazione! Lo fanno tutti perché a lui dovrebbe esser vietato?  La cosa più logica sarebbe che il Pd facesse le verifiche interne e decidesse se al Baccelli va tolta la tessera e/o radiato dal Partito o fare una nuova consultazione interna, magari provinciale, e stabilire chi dei due debba fare un passo indietro. Nulla di impossibile per un partito bulgaro come il Pd di Viareggio, quello Versiliese e fors’anche quello lucchese. Il famosissimo capogruppo consiliare del Club carbonaro Piddino, Dario – già soprannominato il Grande – eccelso esperto in satrapie, ha replicato alle provocazioni della lista del Nicoletti e alla candidatura di Stefano Baccelli con un’abile ragionamento politico e  richiamandosi all’internazionalismo sottoproletario ha dettato: sei di Lucca che  azz..o voi… Io lai!

Poi c’è la proposta di Italia Viva che vorrebbe indicare alle primarie del Carrozzone Federico Pierucci. Bingo! La guerra tra le borgate marinare è così aperta: sinistra- viaregginità -ambientalismo; i carbonari piddini in corsa verso l’impianto di riciclaggio; gli ex sfigati partigiani di sinistra dell’amministrazione Del Ghingaro ora civici centrali (sedicenti di sinistra); le competenze amministrative e la cultura di governo. Una seria strategia per tentare di costruire un’alternativa avrebbe dovuto dar vita ad un progetto (cinque o sei direttrici chiaramente in discontinuità con le passate esperienze amministrative) in grado di mettere insieme queste borgate, accogliere i loro contributi, trovare convergenze sulle linee programmatiche, aprire (si doveva farE tutto questo cinque o sei mesi fa, forse anche prima) un confronto con la città, ricercare il massimo consenso nelle categorie economiche e sociali, nelle principali realtà civiche, nel mondo associativo e del volontariato.

Il Pd, se un Pd ci fosse stato, avrebbe dovuto guidare responsabilmente e con determinazione questo percorso. Ma il Pd a Viareggio e in Versilia è una pura astrazione politica: ha ancora un certo consenso elettorale è vero, ma proviene esclusivamente dal marchio e dai buoni risultati del governo in alcuni pochi comuni versiliesi; da quello zoccolo duro che anche con l’alluvione alle porte andrebbe a votarlo a prescindere; o perché, sempre in calo però, rifiutandosi di starsene a casa o di votare per le destre, si tappa il naso, prende un antivomito e deposita schifato comunque la scheda.  

Da considerare poi che nel caso delle elezioni comunali di Viareggio, dove ci saranno tantissime liste e una selva di candidati civici che si muoveranno per raccattar voti a destra e a manca senza vincolo alcuno, sarà davvero difficile al Pd replicare i risultati delle politiche, delle europee o delle ultime regionali. Questo è ciò che passa il convento qua a Viareggio e ora il Carrozzone deve prendere delle decisioni vere sciogliendo i nodi che il club carbonaro Piddino ha sagacemente avviluppati in questi mesi e intorno ai quali continua a girotondare. Reggerà? Ci sarà la diaspora? Ci saranno le primarie di tutti contro tutti? Saranno capaci tutti di fare un passo indietro (ad oggi manca però il cosiddetto miracolo) e si ricomincerà partendo da zero? Si andrà alle elezioni interne suicide per stabilire chi rappresenterà l’esercito dei reduci e combattenti?

Perchè il Club carbonaro non mette su un Casinò (se proprio non gli riesce almeno uno senza accento ovvero un casino – politico naturalmente – non s’offenda il Segretario del Club, dove sembra abbia una grande esperienza Comunque, in tal modo, potrebbe ritrovarsi una idonea sede dopo lo sfratto da via Regia: tavoli verdi, slot machine, biliardi e biliardini, una Direttrice coi fiocchi, specializzata in PR ma anche in post e messaggi, in inchieste e interviste volanti. Un buttafuori cattivone dalla faccia triste e seria, meditabondo, che controlla anche la sua ombra per evitare trucchetti o cattivi tiri ce l’hanno: l’identikit  è chiarissimo e ci conduce al segretario comunale del Club dei Carbonari Piddini: Filippo! E’ famosissimo, sulla bocca di tutti, tanto che i potenziali avventori lo chiamano già il Pippo!…

Ma Pippo Pippo non lo sa che quando passa ride tutta la città (ah ah aah). Si crede furbo pien di turbo fino al collo Ma saltella come un pollo!  Se un pernacchione si sente fà   Saluta s’inchina  ringrazia e se ne va (ah ah aah)

PS: E’ scoppiato il caso Piddini/ Carla Vivoli Presidente della Croce Verde di Viareggio. Si  è dimessa dalla Segreteria del Club dei carbonari che non hanno atteso nemmeno un secondo per redarguirla sul giornale …Ha cambiato opinione… prima era delle nostre…siamo meravigliati… avrebbe dovuto informarci prima… Poi si viene a sapere che ….

Torniamo alla storia del Soviet Supremo. Tovarish Ciuckosj segretario generale del  PCCC(Partito Club Carbonaro  Cittadino) è subito intervenuto con la Sua Suprema Autorità dopo un like provocatorio e controrivoluzionario della kompan’on Karla Vivoloskj: “… ti devi allineare, fai pubblica autocritica se no sai cosa t’aspetta… ho già informato i tovarish del KGB… donna avvertita…. La rinnegata Karla Vivoloskj al telefono e poi sulle Pravda locali gli ha cantato invece una vecchia canzone italiana di un certo Albertone: … Cò te che fai er capoccia e stai più su… Te c’hanno mai mannato a quer paese.. Sapessi quanta ggente che ce stà. A te te danno la medaja doro E noi te ce mannamo tutti in coro.. E và, e và e và