Green Pass al TAR LAZIO
IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli, OPINIONI

Green Pass, il 3 agosto decide il TAR LAZIO

di BEATRICE BARDELLI – Ricorso contro il Green Pass presentato al TAR LAZIO che lo discuterà il 3 agosto. Le informazioni per aderire.

In Italia, esiste ancora lo Stato di Diritto? E’ la domanda con cui inizia l’articolo di Civico20News Redazione e che riporta la domanda che si sono posti centinaia di migliaia di cittadine e cittadini italiani dopo l’adozione del Decreto Legge (n. 105 del 23 luglio 2021) che consente l’ingresso ad eventi sportivi, congressi, musei, teatri, cinema, concerti, bar, ristoranti, piscine, palestre, solo a chi, avendo effettuato la terapia genica anticovid (il cosiddetto “vaccino”) o un tampone negativo o, ancora, dimostrando di essere guarito dal Covid, ha ottenuto il cosiddetto green pass.

A questa domanda, lecita in uno stato democratico dove si rispetta il diritto di parola e di opinione di ciascuno, hanno risposto due avvocati sardi, Linda Corrias e Francesco Scifo, che hanno fatto del rispetto della nostra Carta Costituzionale un impegno professionale ma anche, e soprattutto, un impegno civico personale.

La voce imperiosa del “drago” Draghi.

Il prossimo 6 agosto, giorno del bombardamento da parte degli Stati Uniti delle due città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, il Decreto Legge imbastito con grande malizia dal governo Draghi per dividere gli italiani tra cittadini di serie A, i vaccinati, ed i cittadini di serie Z, gli ultimi, i reietti, ovvero i NON vaccinati, entrerà in vigore e diventerà legge dello Stato italiano se il Parlamento lo approverà entro 60 giorni. Intanto, però, il Decreto legge sarà in vigore e quindi operativo, secondo i dettami ineccepibili della nostra Costituzione e dovrà essere rispettato.

Quindi, via libera al Green Pass che, unico caso in Europa, impedirà al popolo italiano di esercitare il proprio diritto di “essere uguali davanti alla legge” (art. 3 Cost.), di “circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale”, garantito dall’art. 16 della Costituzione, se non sarà in possesso di un attestato governativo che, ironia della sorte, appare più un permesso per accedere agli spazi verdi, aperti, che la natura ci ha regalato in questo splendido Paese che ad un documento che restringe, pesantemente, la propria libertà di movimento.

Cosa fare?

Moltissimo, se ognuno di noi ha già ben chiaro in testa quello che ci prospetta la visione, catastrofica, del presidente del Consiglio Draghi. Innanzitutto, aderire al ricorso (entro il 31 luglio, vedere più sotto), promosso dagli Avvocati Linda Corrias e Francesco Scifo, per la richiesta di abolizione del cosiddetto “green pass”, un vero provvedimento liberticida,che verrà discusso, il prossimo 3 agosto, davanti al Tar Lazio, grazie al ricorso dei due avvocati ed all’intervento ad adiuvandum, per supportare l’azione legale che ha come obiettivo l’abolizione del green pass, degli avvocati Roberto Zappia, Francesco Cinquemani, Laura Mana ed Eleonora Leoncini

Come fare?

Ciascuno può aderire a inoltrando una mail a questo indirizzo: [email protected] scrivendo nell’oggetto “aderisco”. Verranno date informazioni dettagliate (risponde: roberto zappia) sul come aderire. Attenzione! Dal momento che l’ultimo giorno è sabato, 31 luglio, entro quella data va inviato un bonifico di 35 euro, ad adiuvandum, per supportare l’azione legale che ha come obiettivo l’abolizione del green pass.

Perché farlo?

La Costituzione e il nostro ordinamento consentono l’obbligo vaccinale, come già avviene per il vaiolo, il tetano etc.: “C’è tuttavia una grande differenza a livello giuridico tra l’obbligatorietà e la facoltatività: colui che subisce un danno da vaccinazione obbligatoria ha diritto automaticamente ad un indennizzo da parte dello Stato (Legge 210/92). E visto il consenso (formalmente anche a uccidere) che viene fatto sottoscrivere ai Cittadini all’atto della punturina, non è poca cosa sapere di rimanere invalidi – seppure in ipotesi statistiche minimali – con due soldi in tasca”.

Perché il “green pass” è illegittimo, si legge sul sito. “E’ necessario, pertanto, verificare la compatibilità dei divieti ulteriori, odiosamente introdotti, con i principi costituzionali che riguardano la tutela dei diritti fondamentali della Persona, ossia i valori essenziali che i pubblici poteri devono attuare dal momento che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’Uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (art. 2 Costituzione). È evidente che i diritti inviolabili della Persona si estrinsecano anche nei rapporti sociali di relazione, ovvero nella frequenza di quei luoghi di comunità, preclusi a chi non possiede il green pass, che concorrono allo sviluppo dell’identità personale intesa come diritto di ognuno di essere se stesso, con il relativo bagaglio di interessi conviviali (bar e ristoranti), ricreativi (palestre e piscine) e culturali (teatri, musei, cinema, convegni)”.

La sconcertante posizione di Draghi sul green pass

Il premier Draghi, nella conferenza stampa di presentazione del green pass, ha affermato che non vaccinarsi significa scegliere di morire. Da una tale affermazione dovrebbe conseguire, senza dubbio, l’obbligatorietà immediata del vaccino e non la misura pulcinel-pilatesca del lasciapassare verde, si legge sul sito.

Il virus attacca la libertà delle Persone.

Riporto letteralmente quanto è scritto sul sito. “Il virus che infetta l’ordinamento sul bene costituzionalmente più prezioso, ovvero la libertà, non è meno grave di quello sanitario. Le vie legislative sono due. O il governo si assume la responsabilità di una vaccinazione obbligatoria, come per altre patologie, tutela la salute oltre ogni ragionevole dubbio e indennizza i più sfortunati. Oppure la responsabilità se la assumono i cittadini, e lo Stato ne tutela la volontà, perché proveniente da soggetti capaci d’intendere e di volere. Se il vaccino è un dovere civico e non vaccinarsi significa morire, urge l’obbligatorietà della punturina, con relativo indennizzo per salvare vite umane e stato costituzionale. “Il green pass è inapplicabile di fatto, perché costringerà i baristi a fare i poliziotti, e mostruoso di diritto, perché costringerà i giudici a cestinarlo – hanno scritto gli avvocati Corrias e Scifo che hanno già ottenuto una grande vittoria. In giugno, il Garante della Privacy ha accolto il loro reclamo contro la Provincia autonoma di Bolzano per una utilizzazione indiscriminata del Green Pass per entrare nei locali pubblici. Il Garante ha adottato un provvedimento restrittivo per tutelare la violazione della privacy attraverso un uso indiscriminato del Green Pass“.