I pensieri della domenica di Don Luigi: aprirsi

“Guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: “Effatà”, cioè: “Apriti!”. E subito gli si aprirono gli orecchi”.

“In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: “Effatà”, cioè: “Apriti!”. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!”. Mc 7, 31-37

EFFATA’ cioè: APRITI!  Gesti concreti, fisici che Gesù compie eliminando a questo uomo l’impossibilità di sentire e di non parlare. E’ la nostra condizione di fronte alle tante opportunità avute e non sfruttare nel fare esperienza dell’intervento di Dio nella nostra vita e non averne dato testimonianza. Quanta sordità! Quanto mutismo! Eppure il mondo ha bisogno di sentire proclamare la Verità senza compromessi e paure. Nei Sacramenti che come battezzati riceviamo nell’essere cristiani, sperimentiamo la fisicità della presenza di Gesù che tocca le nostre malattie, legature, egoismi e ci manda, senza paure a testimoniare il suo Amore. La nostra fede in Te non è semplice concetto astratto o Parola manipolabile secondo le proprie sensibilità ed esigenze, ma esperienza fisica, reale, che toccata con mano diventa parte di noi.

TOCCACI SIGNORE!    

Il Signore vi Benedica.

(Foto: https://pixabay.com/it/photos/uomo-pensare-grazie-scultura-2546791/)