“Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte”
“In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1, 40-45)
La preghiera forte e coraggiosa del lebbroso non lascia indifferente Gesù. La condizione di coloro che erano colpiti da questa malattia, era di emarginazione perché considerati impuri e colpevoli della loro malattia. L’incontro con Gesù porta questo uomo ad abbandonare ogni paura di pregiudizio e di condanna e si avvicina. Lui non solo gli permette di avvicinarsi, ma lo tocca guarendolo. Nel momento che prendiamo coscienza di aver bisogno di Lui per essere purificati e guariti inizia il percorso di guarigione. Riusciamo a fare preghiere fiduciose? Abbiamo l’umiltà di riconoscere che siamo bisognosi di Gesù? Permettiamo a Lui di avvicinarsi o rimaniamo sulle nostre posizioni? Spesso è il nostro atteggiamento che impedisce una vera relazione con Lui e l’esaudimento delle nostre preghiere. Torniamo a Lui con tutto il cuore e con tutta la mente, non vergogniamoci di testimoniare la nostra fede e impariamo a conoscere la sua volontà per desiderare di metterla in pratica senza rimandare.
Buona Domenica. Il Signore vi Benedica.
(Foto: https://pixabay.com/it/photos/pregare-le-mani-pregando-mani-3611519/)
Don Luigi Pellegrini è parroco della Chiesa di Santa Rita, a Viareggio, artefice della Casa Famiglia e del Campo della Casa Famiglia, nel 2008 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.

