Green Pass
IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli, OPINIONI

Il Green Pass all’italiana in contrasto con l’Europa

di BEATRICE BARDELLI – Il Regolamento approvato dal Parlamento Europeo tradotto in Italia cancellando i diritti di chi non si vaccina.

L’Italia sta diventando la pecora nera dell’Europa. Una nazione in cui si stanno minando ogni giorno che passa i diritti fondamentali dei cittadini garantiti dalla nostra Carta Costituzionale. Una nazione che, contrariamente ai dettami europei, sta utilizzando l’attuale situazione pandemica per imporre, di fatto, anche se non per legge, l’obbligo vaccinale indistintamente a tutti, costringendo chi sceglie liberamente di non vaccinarsi di essere discriminato socialmente, di essere emarginato, di perdere il lavoro come imposto per legge (unico caso in Europa) al personale sanitario. In poche parole, costringendo chi ha scelto liberamente di non vaccinarsi di NON essere più trattato da Cittadino ma da paria, un essere spregevole degno di essere messo alla gogna pubblicamente proprio come succedeva agli ebrei durante il nazismo. Stella gialla ai non vaccinati? Peggio. Perché il cosiddetto Green pass italiano, che vuole ostacolare l’accesso a determinati luoghi ed ai trasporti pubblici ai “non vaccinati”, ricorda troppo da vicino l’Ahnenpass nazista, il “passaporto genealogico” che certificava che il possessore era ariano e che, quindi, poteva avere libero accesso ai musei, agli edifici pubblici, ai teatri, allo studio e al lavoro. Per sostenere il livello di tensione sociale – che in alcuni casi sta rasentando l’odio – che il governo ha ordito e perseguito da mesi ai danni dei cittadini che rifiutano di farsi inoculare questi vaccini che in realtà sono sieri genici sperimentali (la sperimentazione sulla popolazione terminerà solo alla fine del 2023), l’Italia ha commesso un’azione, anzi, una distr-AZIONE per me gravissima ma che non ha avuto il dovuto eco mediatico sul mainstream nazionale.

Falso in atto pubblico?

Non sono un avvocato per cui sottopongo ai professionisti del settore la narrazione di un fatto che ritengo lesivo dell’art. 21 della nostra Carta costituzionale (libertà d’informazione), laddove recita, al secondo paragrafo, “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Perché proprio di una censura si tratta.

Il Green pass europeo

Il 14 giugno scorso è stato approvato il nuovo “Regolamento UE 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato Covid digitale dell’UE) per agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19”. Lo scopo, quindi, del Regolamento europeo, pubblicato in Gazzetta europea il 15 giugno con la sigla L 211 ed in vigore dal 1° luglio del 2021, è quello di facilitare la libera circolazione dei cittadini tra i diversi stati dell’Unione europea attraverso la definizione di criteri comuni e l’utilizzo di certificati interoperabili che consentano la rimozione delle restrizioni all’ingresso dei paesi stabilite dalle normative nazionali, incluso l’obbligo di sottoporsi a periodi di quarantena, autoisolamento o ulteriori test per il soggiorno in paesi diversi da quello di residenza. Infatti al punto n. 1 delle considerazioni si legge: “Ogni cittadino dell’Unione ha il diritto fondamentale di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi.” La direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio stabilisce le modalità di esercizio di tale diritto”. Diritto fondamentale, quindi, che neppure la situazione di pandemia attuale può negare e/o ledere.                                                                                                                        

Punctum dolens

E’ il punto n. 36. Credo, ma chiedo conferma agli avvocati che mi leggeranno, che sia la prima volta nella storia dell’Unione europea che un documento ufficiale subisca un taglio nella traduzione in lingua italiana. L’unica ad aver subito questa “decapitazione antidemocratica”. E’ stato un errore di battitura? E’ stata una distrazione del traduttore? E’ stato qualcosa di più?

Su questo punto mi piacerebbe che qualche toga indipendente aprisse un’indagine. Tanto per sapere come è stato possibile che la coda di una frase, non alla fine dell’intero testo, ma interna al testo stesso, in un contesto più ampio, e di grande peso specifico per i diritti democratici della persona, sia sparita per mano fatata dalla traduzione italiana.

Il punto 36, pubblicato il 15 giugno 2021 recitava:  “E’ necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate. Pertanto…”.

Questa la traduzione in italiano. Sono stati due avvocati italiani, Mauro Sandri di Milano e Giulio Marini di San Benedetto del Tronto, a scoprire il “taglio” effettuato brevi manu nella traduzione in italiano che è stata subito oggetto di una interrogazione al Parlamento italiano da parte dell’onorevole Sara Cunial e di denuncia anche da parte dell’avvocato Edoardo Polacco di Roma. Purtroppo non sono stati così attenti i nostri 76 deputati, eletti il 26 maggio 2019 tra i 705 deputati al Parlamento europeo, né purtroppo (ripetuto 60 milioni di volte, quanti sono oggi gli italiani) lo è stato il Presidente del Parlamento Europeo, l’italiano David Maria Sassoli, eletto il 3 luglio 2019 con un mandato fino al gennaio 2022.

L’Unione europea è stata costretta a correre ai ripari grazie all’intervento di quegli avvocati che costituiscono, insieme a centinaia di colleghi, lo zoccolo duro per la difesa dei diritti costituzionali e della democrazia in Italia.                                                                               

Il punto 36 ufficiale

Il 5 luglio 2021, 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del 15 giugno, l’Unione europea, ha pubblicato una Rettifica al Regolamento dove è stata aggiunta in italiano la coda mancante prima di quel “Pertanto”. (L 236/86:

Il testo integrale

“E’ necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto…”.

Perché quel “or chose not to be vaccinated” è sparito per magia dalla traduzione in italiano dell’Official Journal of the European Union? Come è stato possibile? Chi lo ha deciso? Forse contando sul fatto che gli italiani non masticano l’inglese né tanto meno sono aiutati a documentarsi sulle fonti ufficiali? A tutto c’è rimedio. Per leggere in lingua italiana il testo basta aprire il link in inglese che trovate sopra e subito vi apparirà la scritta “Traduci”, cliccate sopra la scritta e vi apparirà il testo in italiano.

Il testo in inglese

It is necessary to prevent direct or indirect discrimination against persons who are not vaccinated, for example because of medical reasons, because they are not part of the target group for which the COVID -19 vaccine is currently administered or allowed, such as children, or because they have not yet had the opportunity or chose not to be vaccinated. Therefore, possession of a vaccination certificate, or the possession of a vaccination certificate indicating a COVID-19 vaccine, should not be a pre-condition for the exercise of the right to free movement or for the use of cross-border passenger transport services such as airlines, trains, coaches or ferries or any other means of transport. In addition, this Regulation cannot be interpreted as establishing a right or obligation to be vaccinated”.

Ancora più importante è quello che recita il punto 36 dopo quel “Pertanto” (Therefore). “Pertanto, il possesso di un certificato vaccinale, o il possesso di un certificato di vaccinazione che indichi un vaccino COVID-19, non dovrebbe essere una condizione preliminare per l’esercizio del diritto alla libera circolazione o per l’uso di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri come compagnie aeree, treni, pullman o traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che stabilisce un diritto o un obbligo di vaccinazione”

Nessun obbligo di vaccinazione

L’Unione europea lo sta ripetendo da mesi ed in tutte le salse che la vaccinazione è e deve rimanere una libera scelta dei cittadini che non devono subire discriminazioni di nessun genere per le loro scelte personali né direttamente, né indirettamente. Invece il governo Draghi ed i suoi sostenitori, più realisti del re, hanno colto l’occasione della “pandemia” per affossare i diritti costituzionali dei cittadini, quei diritti già minacciati più volte in questi decenni e che hanno sempre avuto il sostegno della maggioranza del popolo italiano che riuscì a far fallire anche l’ultimo attacco preordinato dall’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, vincendo il referendum sulla cosiddetta “deforma” costituzionale. Il 4 dicembre del 2016, sui 33.244.258 italiani andati a votare, ben 19.421.025 votarono contro. La Costituzione è ancora viva e piace agli italiani.    

L’Italia dei Diritti

E’ quella garantita dalla nostra Costituzione. Consiglio a tutti, donne, uomini e ragazze/i di questa nostra Patria repubblicana, di munirsi di un testo della nostra splendida Costituzione, di leggerlo, anche sulla spiaggia, anche in vacanza, e di tenerlo sempre a portata di mano per contestare e contrastare immediatamente qualsiasi abuso di potere che in Italia, sta, purtroppo, diventando un opus operandi quotidiano. Ed ai controllori, siano vigili urbani o appartenenti alle Forze dell’Ordine, suggerisco di ricordarsi, sempre, che hanno giurato fedeltà alla nostra Costituzione non certo ai fantasiosi diktat di qualche presidente del Consiglio di passaggio. La Storia e gli italiani vi saranno riconoscenti.