Com’è nato il concerto, un risultato di squadra, Prossimo appuntamento in Toscana del concerto, Viareggio il 31 agosto. Intervista su come è nato l’evento sul mare
Massimo Gramigni è il nome dietro le quinte della grande festa di Jovanotti sulla spiaggia di Viareggio, quella del 30 luglio che si ripeterà il 31 agosto, ma a lui la ‘prima persona singolare’ non piace. L’articolo che ho pubblicato il 5 agosto aveva per titolo “Jova beach. I tre trionfatori: il pubblico, Jova e… Grazie Massimo!”. Il messaggino di ringraziamento di Gramigni (ignaro dell’uscita del mio commento) iniziava così: “Troppo esagerato, però originale ed unico”. ‘Originale’ e ‘unico’ potevano avere molti significati, ma avevano centrato le intenzioni: quando ci riusciamo, mantenere Toscana Today fuori dal coro è la principale soddisfazione di tutti quanti partecipano al nostro giornale. Quanto al “troppo esagerato” non consideratela un’espressione di stile propria delle persone educate, perché rientra esattamente nella personalità di Massimo Gramigni. Tant’è che volevo qualche sua fotografia da inserire in questa pagina, e non ci sono riuscito: l’unica, pressoché inedita, è quella che pubblichiamo e che Gramigni mi ha inviato.
Quel “… Grazie Massimo!” a Gramigni ha suonato come merito esclusivo, personale, mentre teneva a dire che tutto quanto è felicemente accaduto è un merito di tanti che con lui hanno lavorato.
Ho riletto più volte il tuo articolo, ho rivisto la telecronaca del Jova Beach nei video di Matteo, e ho pensato che forse tutto quello che hai scritto ha bisogno anche della mia testimonianza diretta. Un racconto di quanto abbiamo fatto con Claudio Bertini, mio socio al 50% in tutte le imprese in cui opero, a partire dalla Prg, la società organizzatrice del concerto.
Quando inizia il sodalizio?
Il sodalizio con Claudio data dal 1981, pochissimi anni dopo quell’episodio che hai voluto condividere coi lettori, relativo al periodo che ci ha visto tu ed io militare insieme nella Federazione Giovanile comunista viareggina. E’ un ricordo di cui ti ringrazio, fa sempre piacere ricordare le cose che ci hanno unito, e le persone che abbiamo incrociato in quegli anni di militanza comune, come Marco Sormanni. Sono ricordi a cui sono affezionato. Mi sono iscritto alla Federazione Giovanile Comunista Italiana nel 1972 che non avevo ancora 15 anni e ora che ne ho 62 anni non ho dimenticato quelle radici, rimango convintamente iscritto al Partito Democratico.
Con Claudio Bertini, Gramigni fa l’ imprenditore in 7 imprese di spettacolo, 7 imprese con complessivamente oltre 50 dipendenti..
“… e che grazie a dipendenti, soci e collaboratori, ogni sera rendono possibile la magia di un pezzo dello spettacolo in Toscana. Tornando al passato giovanile, ti posso dire che sono radici le quali mi chiedono di mantenere un equilibrio tra il mio essere un cittadino, padre di due figli, imprenditore ed iscritto ad un partito. Un equilibrio a volte difficile, ma che mi spinge sempre a dire come la penso e quello che con soci e collaboratori facciamo. E per chi fosse interessato, anche la mia dichiarazione dei redditi è accessibile nella sezione amministrazione trasparente del sito dell’associazione Nelson Mandela Forum, associazione di cui sono presidente e che vede fra i suoi soci, oltre a Claudio Bertini, anche il Comune e la città metropolitana di Firenze.
Parlami del tuo incontro con Nelson Mandela.
Il Nelson Mandela Forum è un tetto che abbiamo voluto dedicare ad un eroe per i diritti di tutti, anziché ad un brand commerciale: una scelta che mi ha permesso anche di incontrare due volte Nelson Mandela, un’esperienza che non ho voluto fosse una foto da esibire in pubblico, ma che invece mi ha fatto riflettere su come ognuno di noi debba decidere come camminare in questa vita. Io ho scelto di camminare con tutte le mie scelte, comprese quelle conseguenti alla scelta di dedicare a Madiba il vecchio palasport di Firenze.
Per non incorrere in un’occhiata di qualche insofferenza pur sapendo Gramigni la mia lontananza dalle adulazioni, soprassiedo dal sottolineargli che è rimasto il Gramigni trasparente, schietto e generoso dei nostri tempi, e soprattutto onesto con se stesso e le sue idee. Veniamo, dunque, al diario di Jovanotti in Toscana, cioè a Viareggio.
Il 22 ottobre scorso riceviamo una telefonata da Maurizio Salvadori di Trident management, produttore storico di Jovanotti, che ci comunica come non ci sarebbero stati stadi nella tournée estiva di Jovantti: e “niente stadi“ significava l’annullamento delle date opzionate per il 22 e 23 giugno 2019 Firenze.
Niente stadio, ma una spiagge per 40 mila persone…
Parte così la ricerca accurata, via google maps, sui 463 km della costa toscana e vista dall’alto “il muraglione”, la darsena di Viareggio appare l’unica possibile.
E San Rossore?
E’ vero, avevo sognato San Rossore, dove 81 anni fa vennero firmate le leggi razziali che asservirono definitivamente il fascismo all’ideologia nazista, ma non era possibile perché mancava una stazione ferroviaria, e sul ruolo del treno ci tornerò fra poco.
Quindi Viareggio.
Il sindaco di Fiesole Anna Ravoni, sindaco in una lista civica e con cui collaboriamo come PRG da tre anni con la concessione del teatro romano di Fiesole, chiama il sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro e dopo pochi minuti lui ci richiama dicendoci che sarebbe stato a Firenze il giorno dopo, occasione nella quale ci incontriamo per la prima volta. Gli presentiamo un progetto di massima che prevedeva una città nella città, ed una viabilità legata al treno. Il nostro slogan è: “venite in treno come volete e il treno vi riporterà a casa la notte”. Ci piace chiamarla mobilità consapevole e legata ad una politica voluta dalla Regione Toscana e testata ai concerti allo stadio di Firenze da anni.
Inutile, anche in questo caso, fare notare che Gramigni prosegue ad utilizzare il ‘noi’ al posto dell’ ‘io’ nel suo racconto.
Il 1 novembre effettuiamo un sopralluogo determinante con il produttore Salvadori, il vice sindaco Alberici e la comandante Pagni, da cui nasce l’ok tecnico e gestionale. Dopo pochi giorni ci riuniamo con il sindaco, il vice sindaco e Claudio Bertini per definire i rispettivi impegni, riassumibili in modo assai semplice: nessun contributo di natura economica da parte del Comune, assunzione del rischio di impresa da parte di Trident/ Prg, impegno del Comune a fornire i servizi ordinari necessari a far funzionare la “città Jovanotti” e il lavoro quotidiano per Viareggio.
Da quel momento in poi è stato solo lavoro , lavoro , lavoro.
Rimaneva comunque una bella impresa.
Un lavoro partito in novembre con un metodo condiviso con il sindaco per organizzare l’evento. Era indispensabile uno spirito inclusivo, un evento di quelle dimensioni non aveva precedenti in Toscana, per farlo bene occorreva saper ascoltare e saper proporre. Il 6 dicembre Jovanotti a Milano presenta il progetto, in quell’occasione c’è anche il sindaco del Ghingaro. E il 6 dicembre la commissione provinciale di vigilanza esegue la prima riunione sul posto, si riunisce nella sala della Croce Verde in darsena. Voglio ringraziare Carla Vivoli, presidente della Croce Verde, e un’altra persona che quest’evento mi ha permesso di ritrovare: grazie anche a Roberto Bertolucci.
Anche la Prefettura di Lucca?Quando parlo di lavoro intendo anche il piacevole incontro con il prefetto dottoressa Maria Maura Simonetti che insieme al vicario dottoressa Cassone ha ascoltato da me e Claudio esporre il progetto darsena.
Poi?
Mi fermo qui. Perché il rimanente è storia recente. Tengo a sottolineare però, per quei principi che derivano da quella militanza comune che hai voluto ricordare nel tuo articolo, che il risultato dello scorso 30 luglio non sia dovuto tanto al lavoro di un singolo, anche se dalla “testa dura” come hai scritto, e ti confermo che la mia lo è, quanto dall’impegno di una squadra vera guidata per noi da Angelica Lucibello e Mauro Niccoli, alla quale oltre all’ingegnere Giovanni Corsi hanno contribuito gli ingegneri dello studio Sgrò e dello studio Lotti. Una squadra che è stata arricchita dal contributo di tante donne e uomini del Comune di Viareggio, così come dai tanti cittadini viareggini che a vario titolo si sono fatti coinvolgere nel progetto organizzativo. Noi ci siamo fidati del sindaco di Viareggio e del suo vice sindaco, e la fiducia è stata reciproca. Noi ci abbiamo aggiunto quella testardaggine che raccontavi, io ho imparato molto e questo mi servirà a rifare meglio il 31 agosto con più sorrisi e umanità, e mi piacerà raccontare quest’esperienza quando tra pochi mesi decideremo di lasciare il campo alla nostra “under 21″ che già è scesa sul terreno di gioco…”
Ci diamo appuntamento al 31 agosto e se Massimo Gramigni sarà disponibile anche a qualche giorno dopo per aggiungere qualche altro tassello a questa bella storia
