IN ITALIA, VERONA - di Giovanni Villani

L’aeroporto Catullo di Verona verso l’ampliamento

di GIOVANNI VILLANI – L’obiettivo è preciso: entro l’anno si avvieranno i cantieri per costruite la nuova aerostazione chiamata Romeo (in definitiva un ampliamento del Catullo). Si tratta di un piano di sviluppo aeroportuale già approvato nel 2019, ma bloccato dalla pandemia, che verrà attuato in vista delle Olimpiadi del 2026 a Cortina d’Ampezzo, con cerimonia finale in Arena e gare di sci nel Trentino.

Un passo storico per i passeggeri dell’aeroporto di Villafranca (Verona), ma pure per il D’Annunzio di Montichiari (Brescia), per le merci.

L’assemblea dei soci di Aerogest srl, la società pubblica di Verona e Trento (detiene la maggioranza dell’aeroporto Catullo) è convocata per giovedì 15 aprile per deliberare la sua messa in liquidazione, come atto dovuto dopo la Legge Madia 124 del 2015 che prevedeva la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche per ridurre il numero delle società partecipate, al fine del contenimento della spesa.

Questo comporterà che i soci pubblici veronesi e trentini sborseranno quasi 16 milioni aderendo in quota parte all’aumento del capitale sociale, che dovrebbe essere in totale, come previsto, di 35 milioni. Aerogest detiene il 47,02% delle quota dell’aeroporto, società costituita dal Comune di Verona con il 4,69% dell’intero Catullo, da Provincia di Verona per il 9,73%, da Provincia di Trento per il 14,23% e da Camera di Commercio di Verona per il restante 18,36%.

“La liquidazione di Aerogest è un passaggio obbligato – ha spiegato il presidente della CCIA veronese, Giuseppe Riello – nonostante il quale vogliamo essere coesi anche nei confronti del socio privato Save che detiene il 41% (gestisce oltre agli scali veronese e bresciano anche quelli di Venezia e Treviso). Ecco perché sottoscriveremo una convenzione per mantenere queste modalità operative, anche quando non esisterà più Aerogest. Manca solo una firma, dopo di che chi ha già vinto la gara può iniziare i lavori”. Si calcola che per completare l’aerostazione ci vorranno almeno due-tre anni.

“Partecipare all’aumento del capitale necessario per lo sviluppo del nostro scalo è fondamentale – ha aggiunto il sindaco Federico Sboarina – nell’ottica del favorire il turismo su Verona, ma anche per quello del Lago di Garda, delle Dolomiti e delle montagne trentine. Il messaggio è chiaro e forte. I soci pubblici ci sono e credono nel Catullo, riappropriandosi della loro funzione di indirizzo. Ci siederemo al tavolo con Save, affinché quanto viene detto e deciso sia poi anche fatto. Siamo nel sistema aeroportuale del nord est, ma vogliamo anzitutto il rilancio del Catullo. Perciò servirà che tutti i soci aderiscano all’aumento”.

Per Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico della provincia autonoma trentina: “È necessario che l’aeroporto sia in grado di recepire il traffico in maniera adeguata. Ci sarà poi la necessità di collegarlo al meglio dal punto di vista viario”. Per Fondazione Cariverona (ha il 2,8%) resta poi valida la disponibilità di principio a sottoscrivere l’aumento, espresso nella commissione consiliare comunale.

C’è un’altra sfida importante a Verona che richiede nel contempo un consistente sostegno al pari dell’aeroporto. Si tratta dello sviluppo della Fiera, pure colpita dalla pandemia. Comune di Verona e Camera di Commercio sono soci anche di VeronaFiere rispettivamente con il 39,5% e il 12,9%, con l’aggiunta della Provincia sia pure con un minimo 1,45%. Annunciando l’aumento del capitale sociale del Catullo, il sindaco Sboarina ha auspicato che tutti i soci lo facciano anche per la Fiera. Un riferimento implicito a Cariverona – della Fiera detiene il 24% – che aveva subordinato il suo consenso ad una discontinuità gestionale. Il 15 aprile sarà dunque una duplice data molto importante perché si svolgerà pure l’assemblea dei soci di VeronaFiere per l’aumento del capitale di 30 milioni.