IN ITALIA, VERONA - di Giovanni Villani

La Domus Mercatorum di Verona, presto rimessa a nuovo

di GIOVANNI VILLANI – La Domus Mercatorum (Casa dei Mercanti) è un edificio di Verona che ospitò le arti e le corporazioni cittadine nel medioevo. Nel 1210 fu costruita in legno e solo nel 1301 Alberto della Scala, poco prima di morire, fece innalzare la sua costruzione in muratura, con l’obiettivo principale di farne il luogo di contrattazione della lana.

Nei secoli La Domus subì numerose trasformazioni, finché alla fine dell’Ottocento si cercò di ridarle l’aspetto originale, con un portico retto da colonne ed una facciata munita di bifore e merlatura.

Oggi la Domus Mercatorum, in pieno centro di piazza delle Erbe, da 20 anni abbandonata nei due piani superiori, è tornata ad essere al centro di sguardi interessati nell’ambito della Variante 29, che l’Amministrazione comunale intende attuare per la rigenerazione urbana di luoghi dismessi o abbandonati all’oblio. Sarà infatti riportata all’antica vocazione, come sede di negozi, presumibilmente anche di lusso, nei suoi 900 metri quadrati disponibili, dove torneranno dunque i “mercatores”. “Servirà però una variazione di destinazione d’uso, da direzione a commerciale – dicono in Comune – ma è importante è che il palazzo torni alla città”.

Dopo il trasferimento della Camera di Commercio nel nuovo palazzo di corso Porta Nuova, l’edificio storico aveva ospitato per un periodo gli uffici del Co.re.co. Comitato Regionale di Controllo. Poi fu inspiegabilmente abbandonato. Solo al piano terra è funzionale, attualmente sede di una filiale del Banco BPM. Un palazzo super fotografato, sconosciuto ai più, usato nei suoi scalini sotto il colonnato per il mordi e fuggi dei turisti.

Le stanze dei due livelli superiori sono quasi tutte decorate con rilievi, con soffitti a cassettoni, con gli infissi d’epoca, tali da scoraggiare qualsiasi desiderio di recupero, che non sia quello della conservazione. Il palazzo è però tra quelli che rappresentano maggiormente la città: un frammento di storia da restituire rendendolo accessibile, considerando che nella storia fu per molti decenni una specie di “centrale operativa” per il consolidamento della Signoria scaligera e per il commercio della lana, per anni una della maggiori risorse economiche cittadine.

Purtroppo i danni inflitti dal tempo sono evidenti e il degrado inevitabile: un destino di tutti gli immobili quando restano abbandonati per troppo tempo. Lo scopo che la Variante 29 si prefigge non è tuttavia solo quello di sottrarre al degrado aree o edifici periferici, ma punta a recuperare e restituire ai cittadini spazi finora inaccessibili.

E’ un bene che la Camera di Commercio voglia ora cogliere l’opportunità della Variante 29 per tornare ad impossessarsi dell’immobile. Il piano di rigenerazione urbana, con poco meno di 150 manifestazioni di interesse, pare sia molto avanzato e dovrebbe vedere concluso l’iter amministrativo entro l’anno, con l’apertura dei primi cantieri nelle periferie e nel centro storico.