La donna uccisa a Bologna, la Destra e i Ciechi

di ALDO BELLI – Non scandalizziamoci se tra Salvini-Meloni e i Ciechi la gente sceglie chi pur senza una vista perfetta non nega l’evidenza.

Massacrata a botte e martellate. Sul marciapiede del palazzo dove abitava Alessandra, in via dell’Arcoveggio a Bologna, ci sono i mazzi di fiori. Aveva denunciato l’ex fidanzato per stalking, lo Stato dunque sapeva che si trovava in pericolo. Ma lo Stato in Italia è occupato in molte cose e spesso si dimentica.

Scrivere la Polizia o i Carabinieri è troppo facile. Quanto spiegare il male risolvendolo con l’imprevedibilità della natura umana. In sociologia si distinguono i fatti che accadono nella società guardando alla misura del loro ripetersi nello spazio e nel tempo: quando i segni apparentemente diversi ma identici si moltiplicano sulla carta, le linee vanno a formare una rete e l’episodio sporadico assume il valore di una tendenza del comportamento sociale.

La violenza contro le donne è sempre esistita. Come la criminalità organizzata. Lo Stato però combatte la criminalità organizzata, non risulta invece che abbia mai riservato la stessa attenzione alla violenza contro le donne. E, in fondo, il motivo è semplice: il crimine organizzato fa girare miliardi di euro e rappresenta un pericolo per il Potere, le donne, invece, non mettono a rischio nessun privilegio politico.

Il colore del sangue che disegna la rete sulla cartina diventa ancora più fitto aggiungendo i casi di violenza privata consumata da persone già note allo Stato per le loro condizioni di potenziale rischio sociale. Di poche settimane prima è la morte di Alika, un uomo con la stampella che accattonava per strada, ucciso da un invalido civile al 100 per cento per problemi psichiatrici: dunque, anche lui noto allo Stato. Alessandra aveva la pelle bianca, Alika nera. Lei aveva 56 anni, lui 39. Ma neppure l’età riesce ad isolare sulla carta appesa al muro un cerchio che identifichi la piaga come un fenomeno stra-ordinario, l’elenco dei casi sarebbe lungo.

Neppure l’età fa distinzione. Sul treno Peschiera-Milano del 2 giugno sei ragazzine vennero accerchiate e molestate da un branco di giovanissimi.

Non esiste comunità umana priva di violenza, ed è falso classificarla come violenza “ingiustificata”. Perché qualsiasi comportamento umano ha sempre una causa. Scopo dello Stato è proprio quello di impedire che questa causa rechi offesa agli altri. Imponderabile, la fatalità, non esistono ogni volta che lo Stato è a conoscenza della possibilità, vorrei dire probabilità, di una violenza. Come nel caso di Alessandra, di Alika e dei branchi selvaggi che appestano le nostre città.

Ciò che manca, quindi, non sono io carabinieri e i poliziotti (che in verità sono perennemente sotto organico), manca un protocollo dello Stato che dia ordine a questa terra di nessuno. Ma lo Stato non è una cosa astratta, lo Stato si anima e si veste attraverso l’azione degli uomini: e questa si chiama politica.

Politica significa la scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica. Scienza e arte. Quando la politica non è questo, allora non esiste.

Salvini e la Meloni sbagliano quando rivendicano il bisogno urgente di sicurezza associandolo al colore della pelle. E basterebbero i casi di Alessandra e di Alika, i cui massacratori non venivano dall’altra sponda del mare. Tuttavia, pongono un’attenzione reale, concreta, corrispondente ad un’ampia domanda dei cittadini italiani, sebbene credo gli sfugga la vera causa che risale ad un paese senza Stato – la sicurezza dei cittadini come un dato naturale – che è cosa diversa dalle leggi eccezionali.

E’ Una domanda di sicurezza e serenità che gli altri, proprio quelli che dovrebbero avere nel proprio Dna il rispetto del prossimo, banalizzano affidandosi alla vecchia teoria comunista del: sì è vero, ma il problema è un altro. Quando, invece, il problema è questo.

Nessuno si scandalizzi dunque, se una grande fetta di cittadini italiani tra Salvini-Meloni e i Ciechi il 25 settembre preferiranno coloro che pur non avendo una vista perfetta, almeno non negano l’evidenza.