Teatro Filarmonico di Verona
VERONA - di Giovanni Villani

La stagione 2021 al Teatro Filarmonico di Verona

di GIOVANNI VILLANI – Tra le prime Fondazioni lirico-sinfoniche a presentare la programmazione completa per l’intero anno nuovo

La Fondazione Arena di Verona prosegue nel suo impegno di dare continuità alla programmazione artistica e certezze a tutti i suoi sostenitori, presentando la Stagione Artistica 2021 al chiuso del Teatro Filarmonico. Offre spettacoli nuovi a fianco di opere già apprezzate, insieme ad un vasto cartellone sinfonico, nella tutela del lavoro dei propri dipendenti e di tutti gli artisti.

È una tra le prime Fondazioni lirico-sinfoniche a presentare la programmazione completa per l’intero anno nuovo con un calendario, ambizioso e al tempo stesso concreto, considerati i tempi difficili che anche la musica sta incontrando. Per il nuovo anno le campagne di comunicazione online e offline si uniscono a sostegno del valore etico e sociale che questa stagione assume – più di ogni altra – non solo per il pubblico, ma soprattutto per chi vive quotidianamente il mondo del Teatro e che da qualche mese a questa parte ha perso uno degli elementi cardine del “fare musica”: il calore e il rapporto con il pubblico. Le voci e i volti dell’Orchestra e del Coro areniani saranno per la prima volta i protagonisti assoluti della nuova campagna di comunicazione, del materiale promozionale, dei video e delle attività sui social.

La Stagione Artistica 2021 inizierà dunque con lo streaming e gli spettacoli saranno fruibili sui canali social Facebook, YouTube e sulla nuova webTV arena.it/tv dove, oltre ai concerti già disponibili, continua ad arricchirsi il calendario dei contenuti premium. La risposta del web ha già fatto registrare oltre 30.000 visualizzazioni complessive (con buona diffusione anche all’estero in quanto un terzo del pubblico è straniero), a conferma del gradimento per l’offerta artistica relativa alle nuove forme di trasmissione.

Il nuovo anno vedrà inoltre la collaborazione con l’emittente regionale Telenuovo per proseguire l’iniziativa nata per riaprire le porte del Teatro al pubblico, trasmettendo in chiaro le opere e i concerti della stagione artistica almeno fino al mese di marzo. Il nuovo progetto “Filarmonico aperto…a casa tua” si aprirà virtualmente per portare la grande musica nelle case e in quante più realtà possibili. Non appena sarà possibile riaprire gli spettacoli al pubblico verranno rese note tutte le informazioni per l’acquisto di abbonamenti e biglietti.

Fondazione Arena si prepara al 2021 con la stessa determinazione e lo stesso impegno che l’hanno vista affrontare e superare le sfide dell’anno che sta per concludersi – afferma il Sindaco e Presidente della Fondazione Arena, Federico Sboarina. Il progetto ideato per la stagione artistica si basa sulla creatività e sull’innovazione, oltre che sul coraggio. Seppure trasmessi in streaming, i concerti e le opere in programma sapranno ugualmente regalare agli spettatori le emozioni che solo la musica sa dare. Partiamo con la speranza di poter riaprire le porte del Teatro Filarmonico al suo pubblico il prima possibile”.  

Una nuova e ambiziosa sfida nelle parole del Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, alla presentazione del calendario: “Non vediamo l’ora di tornare in Teatro a fare musica dal vivo per goderne insieme al nostro pubblico. Ci siamo attivati, insieme alle altre Fondazioni, per regalare i nostri concerti rendendoli disponibili con la modalità dello streaming, ma vogliamo riaprire le porte del Filarmonico agli spettatori e lo faremo – nel rispetto delle regole e delle disposizioni – non appena ci sarò reso possibile. Abbiamo pensato ad una stagione sostenibile e compatibile sotto tutti i punti di vista, proponendo titoli già applauditi, altri meno conosciuti, e alcuni addirittura mai eseguiti al Filarmonico, insieme ad una ricca offerta sinfonica. Sarà una stagione anche per veri intenditori, che permetterà l’incontro fra l’alta qualità delle proposte artistiche e i gusti del grande pubblico”.

La Stagione Lirica, a fianco di alcuni titoli più noti, propone delle vere e proprie rarità per un totale di 6 produzioni, dal 31 gennaio al 5 dicembre. Si inizia in streamingil 31 gennaio con un titolo rossiniano spiritoso e divertente, diretto da Michele Spotti: Il Barbiere di Siviglia, proposto nel giocoso allestimento di Fondazione Arena coprodotto con lo Slovene National Theatre Maribor messo in scena con successo di pubblico e critica nella Stagione Artistica 2014-2015. Pier Francesco Maestrini ne firma la regia, oltre che la scenografia animata e i costumi insieme del cartoonist Joshua Held, con le luci di Paolo Mazzon, dando vita ad un cartone animato interattivo amato dai più piccoli, ma apprezzato anche dal pubblico adulto. 

La stagione lirica prosegue il 28 febbraio con Il Parlatore eterno, unica composizione nella quale Ponchielli fonde il genere comico con una vena elegante e brillante. L’opera è un pezzo di bravura vocale e recitativa destinato a mettere in luce le qualità di un grande cantante-attore: il protagonista – il parlatore eterno appunto – che domina la scena, imponendosi sugli altri personaggi che man mano gli si affollano intorno. L’opera viene proposta insieme all’atto unico Il Tabarro (assente dalle scene veronesi da vent’anni dopo l’unica messa in scena nel 2000). La celebre opera, che fa parte del Trittico pucciniano, viene presentata nel nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona, con la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, al debutto veronese, le scene di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon.

L’opera di Ponchielli, anch’essa nuovo allestimento di Fondazione Arena, sarà affidata alla regia di Stefano Trespidi, con le scene realizzate da Filippo Tonon, i costumi da Silvia Bonetti e le luci da Paolo Mazzon. Sul podio per entrambi i titoli torna Daniel Oren, uno dei più esperti conoscitori dei complessi artisti areniani.  

Un salto indietro nel tempo riporta alla musica barocca del compositore inglese Henry Purcell, del quale viene proposta una delle composizioni più celebri: Dido and Æneas, nell’allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Modena, con la regia di Stefano Monti e le luci di Paolo Mazzon. Lo spettacolo, diretto da Giulio Prandi, sarà trasmesso in streaming sulla webTV e sui canali social, il 28 marzo e sarà preceduto dalla cantata “Giusti Numi che il ciel reggete” dalla Didone abbandonata di Niccolò Jommelli. 

Il 9 maggio andrà in scena la terza produzione lirica, Zanetto di Mascagni, opera rappresentata assai raramente e messa in scena per la prima volta al Filarmonico, tratta dalla commedia in versi in un atto Il viandante (Le passant) di François Coppée. L’ambientazione rinascimentale nella quale si dipana la vicenda del giovane poeta e cantore Zanetto e della cortigiana Silvia, è messa in scena da Alessio Pizzech in un nuovo allestimento di Fondazione Arena diretto da Valerio Galli con le scene di Michele Olcese, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon. L’opera sarà preceduta da una coeva Antologia verista, comprendente alcuni preludi e intermezzi dello stesso Mascagni, di Francesco Cilea e Alfredo Catalani. Repliche: 11, 13, 16 maggio. 

Dopo la pausa estiva con il Festival lirico areniano, il 31 ottobre si torna al Filarmonico con Così fan tutte di Mozart, rappresentata per l’ultima volta nel 2006. Il titolo mozartiano, che prosegue l’omaggio al compositore di Salisburgo nelle iniziative che ne ricordano il 250° anniversario dal passaggio a Verona, è la terza ed ultima delle opere buffe composte da Mozart ed è qui proposto in un nuovo allestimento veronese con la regia di Giorgia Guerra e la direzione di Francesco Ommassini. Repliche: 2, 4, 7 novembre. 

L’ultimo appuntamento con la lirica viene offerto con un dittico pressoché coevo: la pièce lirica La Voix humaine (1958)di Francis Poulenc sull’omonimo testo di Jean Cocteau insieme a The telephone (1947)di Gian Carlo Menotti. Il telefono è il filo conduttore di entrambe le vicende: se per Poulenc racconta un legame che si è già tragicamente rotto e che fa progressivamente emergere la vera catastrofe della protagonista, vittima di un crudele meccanismo autodistruttivo, per Menotti è un dialogo tra i protagonisti e innamorati Ben e Lucy, che culmina in una proposta di matrimonio. Il nuovo allestimento di Fondazione Arena, in scena dal 28 novembre con la direzione d’orchestra di Francesco Lanzillotta, sarà firmato dalla regista Federica Zagatti Wolf-Ferrari, con le luci realizzate da Paolo Mazzon. Repliche: 30 novembre – 2, 5 dicembre.

Il cartellone sinfonico, dall’8 gennaio al 31 dicembre, propone invece 15 concerti guidati da direttori e solisti di prestigio internazionale attraverso percorsi tematici e cronologici pensati per dare vita ad una stagione volta a soddisfare i gusti più vari. 8 gennaio (in streaming): Mozart, dall’Austria alla Russia. Dopo le celebrazioni per i 250 anni dalla visita veronese del genio di Salisburgo, anche il concerto di apertura della nuova Stagione Sinfonica si compone di un programma il cui filo conduttore è Mozart. Rientrerà in una serie di iniziative promosse in collaborazione con il Comune di Verona, l’Accademia Filarmonica e Fondazione Cariverona. L’influenza del genio di Mozart è inoltre giunta fino alla Russia, con l’omaggio di Čajkovskij in onore del centenario del Don Giovanni. La solenne Messa in do maggiore per soli coro e orchestra K 257 sarà inserita tra due celebri Ouverture, quella da La clemenza di Tito e l’innovativa de Il flauto magico. Čajkovskij nel 1887 compose la Suite n. 4 op. 61 detta “Mozartiana” in quanto basata proprio sull’elaborazione di motivi mozartiani, a conferma dell’eco continua che il compositore austriaco godeva anche a distanza di un secolo dalla sua morte. L’Orchestra e il Coro areniani saranno diretti dal giovane direttore venezuelano Diego Matheuz, al suo atteso esordio veronese. 

5 febbraio (in streaming): Respiri e contrasti. Per il concerto del 5 febbraio sarà il debutto veronese del maestro Giampaolo Pretto, direttore e solista di due capolavori giovanili di Mozart: l’Andante in do maggiore K 315 e il Concerto n. 1 in sol maggiore K 313 entrambi per flauto e orchestra. La seconda parte del programma sarà invece dedicata alla Sinfonia 9 in do maggiore di Franz Schubert, “La Grande”, imponente ed estremo lascito sinfonico del grande viennese di matrice tardo romantica. 

5 marzo (in streaming): Ingegno atipico. Il terzo appuntamento, vedrà il debutto di Jacopo Brusa, che accosterà due titoli meno frequentati di Verdi e Ponchielli, impegnati soprattutto nella produzione operistica. Il Quartetto in mi minore (versione per orchestra d’archi) è infatti l’unica composizione da camera sopravvissuta nel catalogo verdiano, mentre La Messa op. 20 di Ponchielli per solisti, coro e orchestra, è l’unica composizione sacra sopravvissuta dell’autore cremonese. 

2 aprile (in streaming): Idilli musicali. Il quarto appuntamento sinfonico è diretto da Orazio Sciortino, nella triplice veste di solista al pianoforte (nel poco eseguito Concerto per pianoforte n. 19 in fa maggiore K 459 di Mozart), maestro concertatore alla guida di due raffinate pagine del Novecento francese (Pastorale d’été di Honegger e la Sinfonietta di Poulenc), nonché compositore di Aiora, una nuova creazione appositamente commissionata da Fondazione Arena, proposta in prima esecuzione assoluta. Gli organici contenuti e la dimensione leggera dei brani conferiscono al concerto la dimensione di piccoli e raffinati quadretti musicali. 

9 – 10 aprile: Complicità e ritmo. Il programma del quinto concerto è interamente dedicato al genio di Bonn, del quale sono ricorsi i 250 anni dalla nascita. Francesco Ommassini dirige nuovamente l’Orchestra areniana in due delle più significative pagine, pressoché coeve, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 – unico pezzo per violino e orchestradi Beethoven –e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67. Il dialogo del violino con l’orchestra è affidato ad Andrea Obiso.

16–17 aprile: Agile e bucolico. La settimana successiva fa il suo debutto al Filarmonico, la giovane direttrice Tianyi Lu, prima donna vincitrice del Concorso Cantelli, che si cimenta in due programmi che accostano il virtuosismo dal tono festoso e scorrevole: il Concerto n. 2 in si minore per violino e orchestra op. 7 di Paganini, con la matrice bucolica e quasi pittorica della Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 “Pastorale” di Beethoven. Solista per questo concerto è l’affermato violinista Giuseppe Gibboni. 

23–24 aprile: Voci da camera. Per il settimo appuntamento stagionale torna protagonista il Coro della Fondazione Arena preparato per la sesta stagione consecutiva da Vito Lombardi, che sarà impegnato anche in veste di direttore. Verranno proposti il Liebeslieder-Walzer op. 52 di Brahms e la suggestiva composizione per coro e chitarra Romancero Gitano op. 152 di Castelnuovo-Tedesco.

14 – 15 maggio: Bottesini, il Paganini del Contrabbasso. Marco Alibrando, giovane maestro al suo debutto veronese, particolarmente attento agli autori del primo ‘900, guida l’Orchestra in un programma interamente dedicato al compositore, direttore d’orchestra e contrabbassista cremasco Giovanni Bottesini, nel duecentesimo anniversario della nascita. Il concerto propone due Ouverture, dall’opera comica Alì Babà e dal melodramma Il diavolo della notte, quindi il brano per orchestra Notti arabe, intervallato dal Concerto n. 1 in sol minore per contrabbasso, dove sarà impegnato il rinomato solista Giuseppe Ettorre. 

28 – 29 maggio: Itinerario in Germania. Per l’ultimo appuntamento primaverile, prima della pausa areniana, Francesco Cilluffo, al suo debutto al Filarmonico, dirigerà il Coro e l’Orchestra in un ideale viaggio in Germania, con tre dei suoi maggiori compositori, capisaldi del romanticismo tedesco: Brahms, Mendelssohn e Schumann, rispettivamente l’Ouverture tragica in re minore op. 81, il Salmo 42 op. 42 e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 “Renana”. 

1 – 2 ottobre: Caelestis musica, musica aeterna. Il primo appuntamento autunnale al Filarmonico porta alla guida dei complessi artistici areniani, Giuliano Carella, direttore veronese d’adozione, che ha raccolto l’eredità di Claudio Scimone come nuovo direttore principale dei Solisti Veneti (ne è stato per lungo tempo pure il presidente). Il raro Poème di Chausson, che vedrà impegnato nel dialogo con l’Orchestra il primo violino Peter Szanto, sarà seguito dal Requiem per soli, coro, orchestra e organo op. 48, in cui Fauré libera il genere del Requiem dalla forza melodrammatica, per restituirgli una linearità salmodiante di voci e strumenti.

15 – 16 ottobre: Giovanni Sollima: eclettico violoncello. Per l’undicesimo appuntamento della Stagione Sinfonica è protagonista il poliedrico Giovanni Sollima, che si esibirà nella triplice veste di compositore (Hell I e Terra con variazioni per violoncello e orchestra), virtuoso al violoncello nel Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra op. 101 di Haydn, e infine in qualità di direttore della Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21 diBeethoven, fondamentale anello di congiunzione con la cultura sinfonica settecentesca, soprattutto di Haydn. 

5 – 6 novembre: Virtuosismo e impulsività. La settimana seguente, il 5 e 6 novembre, Francesco Ommassini torna sul podio veronese per un concerto che continua l’esplorazione del repertorio tardo ottocentesco con due capolavori che vedono la luce a pochi anni di distanza l’uno dall’altro: il Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra op. 23 di Ciajkovskij e la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Dvořák. Al pianoforte, per la seconda parte del programma, debutterà Xiaolu Zang, vincitore del Concorso pianistico Città di Verona 2019.

12 – 13 novembre: Imponenza e suggestioni. Con il 13° concerto ci si immerge nuovamente nel romanticismo tedesco di Brahms e Mendelssohn, accostando la robustezza e la monumentalità del Concerto n. 2 in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 di Brahms alla sfera di ricordi e suggestioni della Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese” di Mendelssohn. Antonino Fogliani torna a dirigere l’Orchestra areniana sul podio del Filarmonico, mentre il celeberrimo napoletano Michele Campanella si esibirà al pianoforte. 

17 – 18 dicembre – Finezze corali. Il penultimo concerto della Stagione Sinfonica 2021 è diretto da Andrea Cristofolini, con un programma leggero per le festività, su musiche di Brahms, Rheinberger, Holst, Britten e trascrizioni per coro femminile e arpa da Fauré, Debussy e Offenbach.  

Come da tradizione infine, il 31 dicembre Fondazione Arena festeggerà l’arrivo del nuovo anno con lo speciale Concerto: un appuntamento tanto atteso dal pubblico per il clima di festa e di allegra condivisione, dove il coro, preparato dal suo responsabile Vito Lombardi, svolgerà come sempre la parte del leone.

(foto: Fondazione Arena di Verona)