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La Taglia sulle Oceaniche di Turcato – 1. Aperta la caccia

di BRUNO BELLUOMINI – Rifondazione Comunista apre la nostra Caccia alle Oceaniche del Maestro Giulio Turcato. A chiunque le avvisti un premio.

L’ispirazione ci è venuta dall’aria da Far West che si respira sul Bozzone del Tirreno, dove la legge è ormai un optional e l’indifferenza dei suoi abitanti verso il bene comune si tocca con mano. Le miniere d’oro sono esaurite da tempo – il turismo che riempiva hotel e case private da giugno a settembre e i grandi nomi della cultura sedute ai Caffè – adesso che è arrivata l’estate e il Covid sembra si sia ritirato, importante è fare cassa, e possibilmente senza faticare troppo. Se in inverno qui nel Far West ciascuno pensa ai fatti propri, con l’arrivo dell’estate c’è un motivo in più: il caldo. Si attende settembre, quest’anno i Carri di Carnevale sfileranno insieme all’uva, e se la satira sarà vecchia di un anno perché Conte è stato sostituito da Draghi o i CinqueStelle sono diventati diventati dodici e nel frattempo è morto qualche vip già modellato sul Carro, che importa?

Negli anni del tramonto della Perla del Tirreno ancora qualcuno resisteva all’orgoglio della terra e qualcuno continuava a serbare dolci ricordi di gioventù trascorsa su questo lido con l’ambizione di lasciare al futuro una traccia del proprio passaggio. Così accadde anche con uno dei più grandi Maestri dell’Arte del Novecento, che donò (tramite Aldo Belli e l’avvocato Renzo Vecoli), l’ultima sua grande opera esposta all’aria aperta: le Oceaniche. Dopo che una mano straniera l’ha fatta sparire dalla piazza nella quale era stata collocata per volontà del Maestro, ne sono state perse le tracce. Abbiamo deciso, quindi, di offrire una taglia a chiunque sia in grado di riportarle al loro posto e di portare l’autore o gli autori della sua scomparsa di fronte ad un giudice Isaac Parker. Intanto, facciamo in modo di non dimenticarle. (matilde torre)


di Bruno Belluomini

Chi non ricorda e rispetta il passato non ha rispetto nemmeno del presente, così come non si possono far rispettare le leggi quando si è i primi a disattenderle. La nostra Amministrazione Comunale, segnatamente il sindaco Giorgio Del Ghingaro, hanno violato leggi e cultura con la rimozione delle Oceaniche del Maestro Turcato da Piazza Puccini. E’ pur vero che non possiamo pretendere che i nostri amministratori sappiano distinguere un’opera d’arte, ma possiamo pretendere che siano rispettate le leggi? Nello stesso modo con il quale avrebbero dovuto rispettarle chi ha progettato e diretto i lavori del restauro delle piazza: la piazza e la grande scultura erano sottoposte a vincolo ambientale.

Abbiamo letto che il sindaco di Viareggio si è recato alla mostra romana organizzata con la Fondazione Giulio Turcato lo scorso mese di aprile. Come se niente fosse accaduto alle Oceaniche, egli ha conversato con il nipote dell’artista. Chissà se gli ha riferito del trattamento riservato all’opera dello zio, trattata alla stregua di una vecchia lavatrice abbandonata nei magazzini della Sea, la società dei rifiuti del Comune.

Non abbiamo più notizie di questa opera. Non sappiamo dove sia. Abbiamo assistito ad una infinità di proclami sindacali in questi anni. Non sappiamo se e come si procede al restauro, e che tipo di restauro, visto che era circolata la notizia che fosse stata interessata l’Università di Firenze. Una parentesi: senza togliere niente all’Università, e tenendo conto degli obblighi di supervisione e competenza qualificata che la legge prevede per il restauro delle opere d’arte, sarebbe stato sicuramente meritevole coinvolgere qualche cantiere viareggino, al quale non manca l’esperienza per confrontarsi con i pezzi ossidati alla base delle vele.

Bruno Belluomini, architetto, è segretario partito della Rifondazione Comunista di Viareggio)