FOCUS, IN ITALIA, VERONA - di Giovanni Villani

L’Ars District all’Arsenale austriaco di Verona

di GIOVANNI VILLANI – La nota del Comitato Arsenale ha sorpreso e irritato l’assessore Segala che si è dichiarata stupita.

Tutte decise le destinazioni future dell’Arsenale austriaco di Verona? Sì, forse, ma non è detto ancora! La sua riconversione in cittadella dell’arte non convince infatti alcuni cittadini, specie quelli che si sono radunati sotto la sigla di Comitato Arsenale, tornati a confrontarsi col Comune attraverso un lunghissimo elenco di domande ed osservazioni. Da anni il Comitato segue i numerosi progetti dell’Amministrazione e dà come priorità la trasformazione complessiva dell’arsenale in parco pubblico, prima di qualsiasi altra opera. 

L’Ars District o Cittadella dell’arte, mercato, parco, spazio per mostre e per il vicino museo di Castelvecchio, sembrava aver messo d’accordo tutti sull’annoso problema di risistemazione dell’Arsenale, tanto più che è già arrivato dal Governo un sostanzioso finanziamento per la progettazione, di circa 900 mila euro, a favore delle spese sostenute dall’Amministrazione per una riqualificazione unitaria dello spazio (ca. 60 mila metri quadrati, in piena zona residenziale).

Il fondo erogato dal Ministero dell’Interno fa parte di un più ampio programma di interventi nazionali di supporto economico a progettazioni pubbliche, realizzate da enti locali. Il contributo – recita una nota – consente al Comune di Verona la totale copertura delle risorse investite per stendere il progetto definitivo, completato nel 2019, e quello esecutivo, per realizzare il lotto preliminare d’intervento, riguardante la bonifica di tutti gli spazi esterni e la realizzazione del parco.

La progettazione definitiva dell’Ars District è stata assegnata allo studio Politecnica di Modena che ha vinto la gara europea. Al progetto esecutivo di tutto il complesso (7 lotti che verrà consegnato ad aprile) sta lavorando un pool di professionisti. Lo ha tenuto a precisare l’assessore Ilaria Segala (fra l’altro ingegnere di professione) affermando che “nell’estate scorsa è stata inaugurata la prima porzione di area verde che andrà a formare il parco pubblico archeologico, ricavato sopra il parking dell’arsenale, la cui lavorazione ha portato alla luce reperti, come un mulino romano, già visibile al pubblico e che aggiungono ulteriore valore all’area e al suo recupero”.

La prima fase di interventi è già operativa e procede su più livelli, con da un lato le demolizioni – già in atto da gennaio – delle palazzine austriache non vincolate che lasceranno il posto al parco. E dall’altra il restauro e la messa in sicurezza delle coperture delle restanti palazzine che partiranno a breve dopo l’affidamento dei lavori alla ditta appaltatrice.  

Il Comitato Arsenale, che segue da vicino la commissione consiliare dedita alla vendita di prodotti locali e di ristorazione nell’area in questione, chiede ora la massima condivisione e se non si possa trovare un’alternativa al mercato, ma si domanda pure “perché si pensi di ricavare nella corte centrale dell’Arsenale, anche una struttura alberghiera”. La nota del Comitato ha sorpreso (e irritato) l’assessore Segala che si è dichiarata stupita “visto che la riqualificazione del compendio è il processo più largamente condiviso della storia cittadina. Ancora di più mi stupisce l’affermazione su un presunto albergo che in Arsenale non esiste, come sanno bene tutti coloro che hanno seguito tutta la concertazione del progetto”.