Les - Sindacato Polizia di Stato

“Les” Sindacato Polizia di Stato: no al vaccino obbligatorio

di BEATRICE BARDELLI – INTERVISTA a Antonio Porto delegato nazionale per la questione “NO all’obbligo vaccinale e per la libera scelta”.

Quando il 24 novembre il presidente del Consiglio Draghi ha comunicato in conferenza stampa la decisione del Consiglio dei ministri di varare un nuovo Decreto Legge per il rafforzamento del Green Pass e l’estensione dell’obbligo vaccinale, già in vigore per il personale sanitario, ad altre categorie di lavoratori, il panico ha morso al cuore decine di migliaia di italiani che hanno deciso liberamente di non vaccinarsi.

Dal prossimo 15 dicembre non sarà più ammessa la libertà di scelta vaccinale alle seguenti categorie di lavoratori: personale della scuola, personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, personale della polizia locale e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Dall’annuncio ufficiale alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 26 novembre scorso sono passati due giorni in cui si sono spesi appelli al presidente della Repubblica affinché non firmasse il DL n. 172. Due giorni di speranze andate miseramente in fumo. Ma sono stati i lavoratori delle Forze dell’Ordine quelli che sono rimasti più sbalorditi ed increduli di fronte ad una scelta governativa tanto penalizzante quanto imprevista.

Per farci spiegare i motivi di tanta delusione ed indagare sulla eventuale reazione collettiva all’obbligatorietà vaccinale imposta dal governo, abbiamo intervistato un poliziotto, Antonio Porto, segretario provinciale del sindacato LeS (Libertà e Sicurezza – Polizia di Stato) di Caserta e delegato nazionale per la questione “NO all’obbligo vaccinale e per la libera scelta” su nomina del segretario nazionale Giovanni Iacoi. A lui la parola.

Noi: responsabili ma preoccupati

“Non abbiamo mai chiesto ad un nostro collega se era o non era vaccinato. Sappiamo che la media dei poliziotti che hanno deciso volontariamente di vaccinarsi si attestava intorno all’80/90 per cento prima del 15 ottobre, entrata in vigore dell’obbligo del green pass per i lavoratori, poi, questa percentuale è sensibilmente aumentata. Se escludiamo coloro che soffrendo di patologie varie non possono vaccinarsi, abbassiamo ancora la media dei non vaccinati: al di sotto del 10 per cento. Senza contare che tra le Forze dell’Ordine il record dei vaccinati spetta alla Guardia di Finanza dove solo un 5 per cento non si è vaccinato.  Dati questi numeri decisamente alti di vaccinati tra le Forze dell’Ordine sono rimasto veramente meravigliato, ed anzi, veramente preoccupato per la modalità e soprattutto per la velocità con cui il governo ha deciso di obbligarci tutti ad una vaccinazione che fino all’altro ieri era per noi facoltativa. Non sono queste le modalità giuste”.    

I dati a supporto

“Il 24 novembre, lo stesso giorno in cui il presidente del Consiglio Draghi ha annunciato l’estensione dell’obbligo vaccinale anche a noi, abbiamo ricevuto dal Ministero dell’Interno (Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale di Sanità) la situazione aggiornata a quella data sulla Epidemia Covid-19 riferita agli operatori della Polizia di Stato (vedi Tabella allegata). Su un totale di 98.000 poliziotti, dei 12.288 operatori con tampone positivo, 11.815 sono risultati con tampone negativizzato od hanno terminato l’isolamento precauzionale, 450 si trovano in isolamento, 4 sono ricoverati (ma non in terapia intensiva) e 19 sono deceduti. Ci chiediamo, e vorremmo una risposta chiara da parte del governo, perché, con questi dati bassissimi, si è deciso di vaccinare gli operatori di Polizia al 100 per cento? Eppure sappiamo che, nonostante che il tasso di adesione alla vaccinazione della popolazione italiana sia arrivato all’85 per cento, dopo pochi mesi dalle due dosi questi vaccini perdono di efficacia e chi si è vaccinato oggi si sta contagiando. Anche noi abbiamo avuto decessi di colleghi che hanno contratto il Covid nonostante avessero fatto la doppia dose del vaccino come il Commissario capo di Frascati che è stato contagiato in un ambiente dove lavoravano solo colleghi vaccinati. Ci preoccupa sapere che alcuni nostri colleghi hanno avuto effetti collaterali anche gravi, alla vista, alla capacità di deambulare, e che altri, subito dopo la vaccinazione, non sono riusciti a rientrare al lavoro. Un collega ha avuto il fuoco di Sant’Antonio e nel suo certificato medico rilasciato dall’ospedale c’è scritto chiaramente che è stata una reazione da vaccino”.                                                                                                                       Un

“Corpo” sano

“Sono due anni che le Forze dell’Ordine hanno avuto contatti con le persone più disparate tra cui, probabilmente, anche molti positivi al Covid. Ma abbiamo sempre utilizzato le misure di prevenzione prescritteci dal nostro Dipartimento e dalla Direzione Centrale di Sanità, distanziamento fisico e mascherine, sia durante il servizio operativo, in strada, in macchina, ed anche negli uffici dove abbiamo le barriere in plexiglas. Noi non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle nostre responsabilità. Eravamo in strada a fare il nostro lavoro per la tutela della sicurezza dei cittadini anche durante il lockdown quando la gente stava in casa e fermavamo la gente fuori… Ma, per quanto riguarda il pericolo dei contatti, facendo due conti, crediamo che abbiano più contatti di noi il personale amministrativo dei Comuni e delle Regioni che interagiscono ogni giorno con centinaia di utenti”.

Un organico ridotto all’osso

“Siamo sotto organico e non possiamo certo permetterci di perdere dei colleghi perché costretti a casa dalle conseguenze delle vaccinazioni. A Caserta dove lavoro non riusciamo a mettere pattuglie sul territorio – un’area vasta 56 chilometri quadrati – perché siamo sottodimensionati e dobbiamo far fronte a tutte le incombenze ufficiali che competono alla Polizia di Stato, dalla immigrazione ai passaporti, dal porto d’armi alla raccolta delle denunce per furto ecc. Stiamo pagando pesantemente la legge Madia del 2014 quando il nostro organico contava 117.000 operatori. Con la spending review, attuando un turn over dell’80 per cento, ogni 100 poliziotti che vanno in pensione ne vengono assunti solo 80 per cui, nel giro di pochi anni, siamo arrivati all’organico attuale di 98.000 unità. Ed anche se c’è il progetto di riprendere i concorsi e di innalzare l’organico a 107.000 operatori, dobbiamo tenere conto dei poliziotti che andranno presto in pensione, dei tempi tecnici per organizzare i concorsi e di quelli per farli svolgere. Sarà molto difficile andare a ripianare un organico efficiente. Al momento sono veramente preoccupato perché se verranno sospesi i lavoratori delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria e Guardia di Finanza, che non vogliono essere vaccinati, la loro assenza andrà ad incidere inevitabilmente sulla sicurezza del Paese proprio sotto le feste natalizie. Se i dati che abbiamo sono veri si tratta di circa 40.000 operatori che non hanno aderito alla campagna vaccinale e che saranno allontanati dal loro posto di lavoro. Un dato che dovrebbe preoccupare il governo se ci tiene così tanto alla sicurezza degli italiani.                                                                                                                   

Un telefono che scotta

“Sono giorni che non riesco a buttare giù il telefono, mi stanno chiamando da tutta Italia colleghi disperati ma anche tante mogli altrettanto disperate per questa situazione. La maggior parte dei miei colleghi sono monoreddito, hanno figli a carico, spesso devono pagare in busta paga prestiti, la cessione del quinto dello stipendio, ed ora siamo nel periodo in cui dobbiamo pagare anche la Tari e l’IMU. I poliziotti sono legati alla divisa, anche se gli venisse offerto un altro lavoro non potrebbero svolgerlo perché è tassativamente proibito svolgere una seconda attività”.        

Perché noi?

“Non riusciamo a capire i motivi e soprattutto la velocità di questa imposizione del governo. E’ statisticamente provato, infatti, che anche i contagiati si possono infettare. Assistiamo continuamente a partite di calcio dove sono tutti ammassati negli stadi e senza mascherina. Lì non può circolare il virus? Il virus ama le divise dei poliziotti? Già avevamo criticato il green pass che non è assolutamente uno strumento di controllo sanitario e da settembre avevamo chiesto la sanificazione delle auto di servizio ed anche uno screening totale di tutti gli operatori attraverso il tampone che è l’unico modo per tenere sotto controllo la diffusione del virus in tempo reale. Invece, anche noi siamo abbandonati al caso e la nostra salute non viene tutelata come si dovrebbe”. 

Un caso emblematico

“Una nostra pattuglia ha effettuato l’arresto di un ladro che è stato condannato agli arresti domiciliari. Una seconda pattuglia lo ha accompagnato al domicilio dove conviveva con un fratello positivo al Covid. Non sappiamo se la persona arrestata ha contagiato i colleghi che hanno segnalato subito il caso ma…non è stato fatto niente a tutela della salute di questi lavoratori. Da parte sua, intanto, il Pubblico ministero ha disposto di non farlo andare in tribunale e noi…? I nostri uffici dovevano attivare la procedura dei controlli ma non è stato fatto nulla….proprio a noi che rispettiamo tutte le procedure…”.     

Colpiti nella dignità

Il lavoro della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza è quello di fare i controlli e per fare questo possiamo avere contatti non solo con persone contagiate dal Covid ma con persone portatrici di altri virus, epatiti, Hiv ecc. Sarebbe una scelta ottimale predisporre uno screening di massa per individuare gli asintomatici e trovare il modo di tutelarci da tutte le altre malattie virali. Non esiste solo il Covid! La velocità con cui ci hanno imposto l’obbligo vaccinale ci ha umiliato ed offeso. Perché le donne e gli uomini che hanno scelto di lavorare come poliziotti ma di non vaccinarsi si fanno i tamponi ogni 48 ore. Anch’io che ho già fatto quasi 20 tamponi dal 15 ottobre ad oggi, se fossi risultato positivo non sarei potuto andare al lavoro. Quindi, è evidente che chi ha scelto di andare a lavorare con il tampone è un “certificato sano” che sicuramente non ha contratto il virus neppure da asintomatico perché è trascorso più di un mese dal primo tampone negativo del 15 ottobre scorso”.  

Non siamo numeri

“Vorrei rivolgermi al presidente del Consiglio Draghi ed a tutti i ministri che hanno deciso il DL n. 172 per l’obbligo vaccinale alle Forze dell’Ordine. Non siamo numeri. Noi non siamo il nostro numero di matricola, siamo donne ed uomini come voi. Prima della vostra decisione, con il green pass potevo lavorare con il mio collega a fianco, ora volete che mi vaccini per forza e contro la mia volontà. Vi chiedo: prima di approvare un tale decreto vi siete informati di quanti poliziotti non vaccinati hanno contratto il virus dopo il 15 ottobre? Abbiamo il diritto di saperlo e voi che governate il nostro Paese e volete decidere delle nostre vite avete il dovere di giustificare questa vostra scelta”.    

Le iniziative

“La prima iniziativa da portare avanti è quella di tutelare gli interessi dei colleghi che rimarranno senza stipendio. Stiamo già studiando cosa e come si può fare per aiutare anche economicamente i nostri colleghi con un pool di avvocati. Sono 14.000 i poliziotti che non vogliono farsi vaccinare e noi cercheremo di dare loro anche un supporto morale perché non dobbiamo dimenticare che c’è stato un altissimo tasso di suicidi tra le Forze dell’Ordine e quest’anno anche nella Polizia di Stato. Tra i Carabinieri si stanno verificando due suicidi in media al mese e perché succede questo? Domandiamoci come mai un carabiniere, un poliziotto, che per fare questo mestiere deve essere una persona sana in tutto e possedere un equilibrio mentale saldo possa arrivare a compiere un gesto tanto insano. E’ colpa dello stress correlato al lavoro a cui sono stati, e siamo tuttora, sottoposti ogni giorno da due anni. Ed ora aggiungiamo anche questo, il Super green pass e l’obbligo vaccinale, ma ci meritiamo di essere trattati in questo modo? Come si è potuto scrivere nel Decreto Legge n. 172 che “la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative dei soggetti obbligati”? I requisiti richiesti a noi poliziotti, ai carabinieri ed a tutti coloro a cui è stato esteso l’obbligo vaccinale pena la sospensione dal lavoro sono ben altri.      

L’Unione fa la forza. La comunità d’intenti con le altre Forze dell’Ordine è totale. Sicuramente faremo alleanze per costruire un fronte comune contro questa imposizione calata dall’alto. Noi che siamo i garanti della sicurezza e della legalità faremo tutto ciò che la legge ci concede di fare. Tutti noi, quando abbiamo giurato fedeltà alla Repubblica Italiana l’abbiamo fatto giurando sulla Costituzione che all’articolo 1 recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Ed il diritto al lavoro non va toccato, mai ed in nessun modo. Per questo, per difendere e garantire il diritto al lavoro, i nostri avvocati stanno già predisponendo una valanga di cause di lavoro”.                                          

Un appello

“Vorrei rivolgermi, tramite Toscana Today, a tutti i colleghi delle Forze dell’Ordine per far loro sapere che non sono soli e che ci sono tanti colleghi che si sono fatti carico della loro problematica. Ma devono resistere mantenendo la propria lucidità mentale. La rabbia ci sta tutta ma non devono cadere nel tranello di sentirsi abbandonati a se stessi. Voglio dire a tutti i colleghi di stare sereni. Il mio sindacato, LeS, non lascerà mai solo un collega a prescindere dalla sua appartenenza sindacale e sono sicuro che riusciremo ad unirci con tutte le altre Forze per far rispettare il diritto fondante della nostra Repubblica, il diritto al lavoro. Oltre che delegato nazionale del sindacato LeS sono anche consulente esterno per i rapporti con le Forze dell’Ordine e gestione delle piazze di “Ancora Italia – per la Sovranità democratica” con cui stiamo organizzando una grande manifestazione di protesta delle forze di polizia insieme al personale scolastico, a quello sanitario ed a “tutti coloro che sono stati colpiti dalle misure liberticide del Governo”. La data della manifestazione sarà presto pubblicizzata e pubblicata sul sito di Ancora Italia“.