Alessandro Tambellini - Sindaco di Lucca

Lucca, ex-manifattura: ultimo atto dietro le quinte?

di PAOLO PESCUCCI – Semplici domande, anche fossero prive di fondamento, un motivo in più per una risposta di Tambellini (PD) alla città.

La Fondazione CrL pare determinata, in un modo o nell’altro, ad acquistare la proprietà della ex-manifattura sud. Recentemente ha presentato ai suoi soci una terza proposta che cambia qualcosa e cerca di rappezzare le evidenti storture delle precedenti, ma rimane granitica nel volere in ogni modo la proprietà dell’immobile, rimane granitica sulla passerella di collegamento diretto con il massimo monumento della città, “Le Mura”, e su altri aspetti di questo “project financing”. Per questo, nonostante la bocciatura delle due precedenti proposte, ha fatto approvare non senza discussioni questa terza proposta ai suoi soci.

Di questa terza proposta sono trapelate notizie, ma non c’è stata una presentazione chiara del progetto alla città, forse non è stato ancora presentato ufficialmente nemmeno all’amministrazione comunale? Molto strano, se sono vere le notizie di una scadenza per l’accettazione della proposta al 25 febbraio. Speriamo che la proposta non venga tenuta nel cassetto fino a qualche giorno prima che, senza adeguata discussione pubblica, il consiglio comunale sia investito di una votazione nella quale si prenderà una seria responsabilità.

Di questa strana situazione e a strano modo di procedere, si sono fatte interpreti varie associazioni e gruppi cittadini. Citiamo: Italia Nostra Lucca, Legambiente Lucca, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio Coordinamento Salviamo la Manifattura, Comitato Uniti per la Manifattura, Vivere il Centro Storico.

In una lettera diretta anzitutto ai soci e membri degli organi della Fondazione CrL queste associazioni puntano ad una riconsiderazione condivisa del progetto di rigenerazione della ex-manifattura, ricordando tra l’altro che: ”sarebbe sufficiente predisporre un progetto che, come sta avvenendo in molte parti di Italia, da ultimo nella riqualificazione dell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze, preveda la ristrutturazione del bene immobile (con un costo peraltro di gran lunga inferiore a quello da voi ipotizzato), il godimento dello stesso da parte del privato investitore per tutto il tempo necessario per garantire redditività all’investimento (nel caso di Sant’Orsola 50 anni), ed all’esito la sua restituzione alla città. In tal modo garantireste comunque la possibilità che attività produttive o di servizi si collochino in centro storico, evitereste che la città si privi della redditività dei parcheggi, conseguireste comunque il doveroso corrispettivo dell’investimento, ed all’esito restituireste alla città il pieno godimento del bene.”

Da domandarsi perché quello che con costi molto inferiori è possibile a Firenze non è possibile a Lucca.  La superficie del Sant’Orsola è simile, l’immobile torna dopo 50 anni al Comune e la spesa è quasi la metà: perché allora non guardare come ci si è mossi a Firenze ed evitare un danno permanente alla proprietà pubblica?

Ma sul progetto della Fondazione CrL punta il dito anche un appello firmato da molti architetti ed urbanisti di fama nazionale, associazioni e nomi della cultura che dimostra quello che da tempo vado anche personalmente scrivendo. Lucca è una città che merita uno sviluppo urbanistico armonico, non una serie di interventi tappabuchi, senza un’idea, senza una visione del futuro (Cavallerizza, Mercato del Carmine, San Romano, etc.). Questi nomi illustri che hanno firmato per la città e contro questo terzo tentativo della Fondazione CrL, sono il prodromo di quegli architetti ed urbanisti che si raccolgono in un concorso d’idee per un progetto di sviluppo cittadino armonico. Su questo dovrebbe puntare un’amministrazione comunale aperta al futuro.

In ultimo chiederemmo una spiegazione al Sindaco Tambellini. Visto che il comune ha già respinto due proposte della Fondazione CrL, perché avrebbe trattato con sufficienza il gruppo di imprese milanesi capitanata da Music Innovation Hub, con grande esperienza nella riqualificazione di spazi dismessi, che gli presentava un progetto alternativo per il quale avrebbe pure la disponibilità finanziaria autonoma?. Perché invece di dargli collaborazione e possibilità di partecipare a pieno titolo ad un confronto con la proposta della Fondazione li avrebbe invitati a rivolgersi alla Fondazione per un eventuale collaborazione? Ha la Fondazione un qualche diritto di prelazione sull’immobile?  

Queste non sono illazioni, si tratta semplicemente di domande frutto della logica: può essere che siano domande sbagliate o prive di fondamento, il che avvalora ancora di più l’importanza di una risposta, da parte del primo cittadino di Lucca.