Campo di Marte, Lucca

Lucca, il Covid e l’estate delle cicale

di PAOLO PESCUCCI – C’era tutta l’estate per programmare, ma è da presumere che chi aveva così pesanti responsabilità sia andato al mare

Parlo di Lucca, ma il ragionamento vale in tutt’Italia e forse gran parte del mondo. Stiamo assistendo ad una nuova possibile caduta nel baratro, poche settimane di riapertura delle scuole e siamo nuovamente vicini al baratro. Siamo in buona compagnia, gli altri non stanno meglio di noi, ma questo ci consola? Giustifica un governo che si è dimostrato incapace di prepararsi alla seconda ondata? Giustifica un ministro che ha pensato bene di far sì che i Gavio abbiano nuovamente la concessione della bretella Lucca-Viareggio, ma non ha pensato a come organizzare adeguatamente i trasporti per la riapertura delle scuole?.

Eppure anche in Lucchesia vi sono decine di bus turistici, di van degli Ncc che sono fermi o sottoutilizzati ed avrebbero potuto esser usati per alleggerire la fase micidiale del traporto dei cittadini alle scuole o ai luoghi di lavoro.

C’era tutta l’estate per programmare, ma da presumere che chi aveva così pesanti responsabilità sia andato al mare.

C’è un ministro della Sanità che doveva organizzare un efficiente tracciamento ed invece si nasconde dietro le competenze regionali, ma con lo stato di emergenza il governo non può scavalcare le inefficienti regioni ed avocare direttamente il controllo della Sanità?

Mi domando cosa abbiano fatto in Regione Toscana in quest’estate. Quanti medici ed infermieri sono stati effettivamente assunti, quanti tracciatori sono stati assunti. Quanti nuovi letti sono stati predisposti?Adesso sentiamo che il sindaco Tambellini e qualche assessore di maggioranza scrivono al neo-assessore alla sanità regionale. Lo spingono a potenziare il tracciamento, a snellire le possibilità di fare tamponi e test. Troppo tardi andava fatto quest’estate.

Eppure avevamo esempi di paesi democratici come la Corea dove adesso i contagi sono bassissimi, ma la loro app, che tutti hanno scaricato, permette alle squadre dei tracciatori di arrivare rapidamente a casa di coloro che sono venuti a contatto con il positivo, fanno i tamponi e bloccano i nuovi contagi. Questo doveva esser fatto altro che app come “immuni” e privacy!

Oggi forse è tardi, tracciare con questi numeri di contagio è difficile, l’importante però è che il medico vada a casa del malato, lo visiti, lo curi subito lo tenga sotto stretto controllo domiciliare. Oggi la situazione è diversa rispetto a marzo, non c’è una cura, ma le conoscenze sono aumentate e qualche misura di contenimento della malattia efficace può essere attuata. Certo i medici e i sanitari sul territorio vanno adeguatamente protetti e potenziati come numero.

Le cicale non hanno approntato i letti che potrebbero essere necessari ed allora bisogna curare i malati quanto prima per evitare la necessità di ospedalizzazione. Visto l’impreparazione di chi doveva, vediamo di sopperire noi cittadini, cominciamo a considerare ogni persona come potenziale ammalato e quindi teniamo la mascherina, meglio la FP2 che ci protegge anche dalle imprudenze altrui, teniamo le distanze e laviamoci frequentemente le mani.

Purtroppo, come sempre, l’impreparazione dei governi ricade sul cittadino, ma se nei prossimi mesi sapremo tenere duro, mantenere la calma, la possibilità del vaccino efficace non è così lontana. Dovremmo avere un Churchill a guidare la nazione in questi momenti difficili, ma almeno sappiamo noi cittadini reagire e tenere duro.