FOCUS, LUCCA - di Paolo Pescucci

Lucca – il nuovo Piano della Mobilità nella nebbia profonda

di PAOLO PESCUCCI – L’Amministrazione Tambellini ha approvato il Piano della Mobilità, ma anche qui la chiarezza non è il suo pregio.

Pare che l’amministrazione comunale lucchese sia composta di Giani bifronti, forse in ossequio al Giani presidente regionale, chissà?

Da una parte, abbiamo un’amministrazione che persegue strenuamente il progetto di project financing sui parcheggi intorno e dentro la ex-manifattura Tabacchi sud, che porterà ad un aumento degli stalli a pagamento, quindi non a favore dei residenti: ad un aumento del traffico, ad un vincolo sulle politiche di mobilità future. Il tutto, asservito agli interessi del privato che verrebbe a gestire e guadagnare sui parcheggi che adesso sono del Comune, attraverso la società in housing “Metro”. Il comune rischia di perdere lauti guadagni e far danni.

Dall’altra, apprendiamo che il 2 febbraio è stato approvato il “Piano attuativo della mobilità e della sosta in centro storico” del Comune di Lucca. Dove si scrive che le aree del piazzale verdi, liberate dal terminal bus “possono essere riconvertite e riqualificate ad usi urbani evitando o limitando le funzioni al servizio della mobilità privata (sosta e circolazione)”. Quindi, si scrive chiaramente che lì non ci vanno i parcheggi che il progetto privato di Coima- Fondazione CrL vorrebbe mettere.

Alla fine, vincerà il piano pubblico della mobilità o l’interesse del privato?

Noi vorremmo che avesse ragione la salute pubblica che impone un progressivo estendersi della ZTL, fino ad arrivare al bando delle auto private dal centro storico, aperto solo alle auto dei residenti. Lo impongono i valori dell’inquinamento atmosferico che fanno di Lucca e della piana una delle zone più inquinate della regione. Lo impone lo sviluppo turistico e commerciale della città. Troppo spesso, i monumenti sono invasi, nascosti dalle auto in sosta selvaggia. Troppo spesso il centro è pieno di rumori molesti. Ci domandiamo: quante multe i solerti vigili hanno elevato alle decine di auto o moto smarmittate o meno che fanno sentire i loro boati a centinaia di metri? Chi gli permette di viaggiare indisturbati? E le nuvole di fumo maleodorante che escono da certe marmitte, chi le controlla?

In questo bifrontismo tra le note positive c’è la previsione di una velostazione per la rimessa in sicurezza delle bici, perché se la zona della stazione ferroviaria deve essere il punto nodale di scambio è evidente che la sosta delle bici vi deve avvenire in sicurezza, con la certezza di ritrovarle, giacché adesso specie per le e-bike si tratta anche di un discreto patrimonio. Meglio se il cittadino o il pendolare la trova già carica e pronta per una nuova giornata di spostamenti. Ma poi siamo sicuri che il piano confermi lo storico spostamento alla Stazione del fulcro della mobilità cittadina? Un obbiettivo perseguito da anni ed anni, sottolineato nel piano, ma poi negato nelle righe successive quando parla dei vantaggi del suo spostamento al parcheggio Palatucci?

Ci sembra regni una certa confusione sugli obbiettivi di questo piano, forse si vuole accontentare tutti e lasciare aperte tutte le strade.