Lucca, Sala del Trono a Palazzo Ducale
LUCCA - di Paolo Pescucci

LUCCA nella corsa alla capitale della cultura

di PAOLO PESCUCCI – La grande corsa agli “Uffizi Diffusi” e l’assalto a Lucca per coprire le ombre di Viareggio sul Festival Pucciniano.

Da quando il brillante direttore della famosa galleria nazionale degli Uffizi, Eike Schmidt, ha lanciato l’idea degli “Uffizi diffusi” è un rincorrersi di autocandidature. Sindaci, assessori e company si son buttati, comunicati che offrono palazzi, spazi espositivi e quant’altro. Vero che l’idea ha dimensioni grandiose, si parla di 60-100 siti distaccati ove poter esporre le migliaia di pregevoli opere adesso conservate nei magazzini e non visibili al pubblico. Un’opera meritoria, che necessita di attente scelte, tempo e denaro.

Occorrerà trovare le sedi più idonee, decidere cosa esporvi, se da sole o insieme ad altre opere già presenti nel territorio. Ma soprattutto andrà trovato il personale, predisposte le misure di sicurezza per evitare furti e vandalismi. Potrebbe forse essere l’occasione per impegnare una parte dei tanti percettori del reddito di cittadinanza, che per adesso sono stati ben poco impegnati in quei lavori di pubblica utilità, che dovevano svolgere, ma che si sono arenati. Discorso che vale anche per i tanti musei già presenti in città, che andrebbero tenuti aperti con personale adeguato e con il famoso biglietto unico d’ingresso, mai attuato.

Già il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, si è lanciato entusiasta “Si tratta di una grande opportunità culturale e rappresenta un’iniziativa lungimirante per il settore turistico che ha sofferto tantissimo dall’inizio della pandemia” e in particolare offre Palazzo Ducale – che rappresenta da otto secoli il centro politico-amministrativo di Lucca e che ha avuto un’evoluzione architettonica legata alle vicende politiche della Res Publica Lucensis ,“Le straordinarie sale del Quartiere di Parata dell’edificio – aggiunge Menesini – ma penso anche a qualche altra sala del Palazzo, sono molto adatte a questo progetto”.

Mi permetto di ricordare che palazzo ducale, storicamente dovrebbe essere sede del Comune di Lucca. Vero che la provincia lo comprò nell’800, ma suona strano questo offrire il palazzo adesso occupato da Provincia e Prefettura, senza che il sindaco di Lucca abbia partecipato all’iniziativa. Altri a Lucca hanno offerto Palazzo Guinigi, mi permetto di ricordare che già nel 2014 la consigliera Laura Giorgi fece interrogazioni ed articoli di giornale per proporre il progetto di una succursale degli Uffizi nelle migliaia di metri quadri della ex-manifattura e qualche abbocco ci fu, poi cadde il governo Letta e il progetto finì.

Tra i candidati agli “Uffizi diffusi” si è prontamente inserito anche Del Ghingaro da Viareggio, che forse a corto di luoghi, parla anche di Villa Argentina di proprietà della provincia come possibile sede. Anzi dimenticando l’impegno di Giani a sostenere Lucca come capitale della cultura 2024, ecco lanciare anche la candidatura di Viareggio a capitale della cultura 2024, nel nome di Puccini.

Questo ha finalmente riscosso il sindaco di Lucca Tambellini, finora forse affaccendato con i problemi urbanistici di San Concordio, ex-manifattura, etc., che ricordando la storia della famiglia Puccini, i natali di Giacomo e i suoi trascorsi in città, la presenza in città della Fondazione Puccini, che a differenza di quella di Torre del Lago non ha bisogno di sostanziosi finanziamenti regionali, ha risfoderato la candidatura di Lucca a Capitale della Cultura 2024 e l’impegno del presidente della regione, già dato, in tal senso.

Si richiamano accordi per cui se una città toscana aveva presentato una candidatura a capitale della cultura, le altre si astenevano, così non è stato, Viareggio pare aver rotto l’equilibrio. Pare addirittura che al prossimo consiglio comunale di Lucca, sul futuro della città, faranno parlare il presidente del pucciniano di Torre del Lago, sancendo così la sudditanza lucchese a Viareggio almeno su Puccini. Ma forse Tambellini non se ne è accorto.

L’unica speranza per i lucchesi è che non si crei un pastrocchio di fusione tra gli enti pucciniani di Lucca e Torre del Lago, perché in tal caso grande sarebbe il pericolo che l’ingente patrimonio della fondazione lucchese finisca per ripianare i buchi di quella torrelaghese, mentre sarebbe da vedere come potrebbe essere gestita un’attività culturale che si sappia mantenere ed anzi crei un grande indotto finanziario a favore del territorio.