Home PENSIERI BREVI - di Pier Franco Quaglieni Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia e il grande Cipriani

Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia e il grande Cipriani

by redazionetoscanatoday
Nancy Reagan all'Harry's Bar, Venezia 1987

Un’accoppiata vincente, quella del sindaco-imprenditore e Cipriani, il nuovo Marco Polo della venezianità nel mondo

Tra i tanti Sindaci che sono stati e sono inesistenti o controproducenti o fanno i grilli parlanti (Appendino, Raggi, Sala, De Magistris, Orlando-Cascio) di fronte alla ripresa dopo il superamento temporaneo della pandemia, c’è un solo sindaco che si è speso per il rilancio appassionato della sua città. E’ Luigi Brugnaro, veneziano che ama la sua città ed è consapevole di cosa significhi quella che con Thomas Mann potremmo definire “Morte a Venezia“,  plasticamente rappresentata nel grande film di Visconti.

Solo chi ha letto Mann ed ha visto Visconti può immaginare cosa è stata Venezia per tre mesi. Mentre altri sindaci come Sala si sono mossi goffamente durante la pandemia e anche in maniera sconsiderata, proponendo di riaprire la città, salvo poi decidere di chiudere tutto, mentre altri sindaci come Appendino sono stati palesemente inerti o hanno consentito con grave superficialità e imprudenza assembramenti per le Frecce tricolori, Brugnaro ha seguito le indicazioni di Zaia che si è rivelato il miglior Presidente di Regione, come mi conferma Arrigo Cipriani, patron dello storico Harry’s Bar, che si è battuto a fianco del sindaco come un vero leone di Venezia,  per rilanciare la città del turismo per eccellenza.

Siamo in tanti ad avere il desiderio  di tornare a Venezia, città unica, dal fascino straordinario in tutte le stagioni. Apollinaire la definiva “ventre caldo d’Europa“ per la sensualità di certi angoli che esprimono la gioia di vivere, il piacere del sesso e dell’amore che può cogliere  solo chi è stato a Venezia, innamorato con una donna innamorata al suo fianco. Ma anche la piazza San Marco con “Florian” e i suoi concerti un po’ decaduti, anche il ponte di Rialto, l’Accademia, la Giudecca, Torcello, Murano sono luoghi del cuore dove si deve tornare. Stando in quei posti, come scrisse Valdo Fusi per la  piazza Carignano di Torino, si sente il dispiacere che si dovrà morire e può venirci il magone. Ma è anche la Venezia delle sue trattorie da “Altanella” al” Bacareto”, dalla “Corte sconta” all’ “Antica Mola”, per non dire del gran ristorante del Monaco Gran Canal davanti alla punta della Dogana con la grande palla d‘oro.

Cipriani è il nuovo Marco Polo della venezianità nel mondo. Da decine d’anni. L’accoppiata del sindaco e di Cipriani è vincente. Oggi Cipriani non parla più come nei mesi scorsi, ma sta lavorando sodo. Ha riaperto il suo locale, malgrado le difficoltà, il segno di un’imprenditoria che sa rischiare. Non attende aiuti che invece dovrebbero arrivare e non arrivano perché mi il Governo ha trascurato il turismo, in modo irresponsabile affidato ad un ministro politicamente inadeguato come Franceschini che non riuscì a diventare neppure segretario del Pd. Il turismo è stato abbandonato al suo destino, ma Brugnaro e Cipriani non si arrendono. Il sindaco ha promosso tanti eventi, pur nel distanziamento. E’ forse l’unico sindaco capace di assumersi responsabilità.  Altri cincischiano e alla fine di giugno hanno solo deciso di annullare i grandi eventi, senza programmare tanti micro eventi compatibili con la sicurezza. Se il sindaco-filosofo Cacciari era apparso un buon sindaco, Brugnaro lo ha superato. Il sindaco-imprenditore, apparentemente lontano dalla grande Venezia della cultura, è quello che segnerà la rinascita della città di San Marco.

(Foto:  U.S. Federal government – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nancy_Reagan_dines_at_Harry%27s_Bar_(Venice).jpg )

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