di GIOVANNI VILLANI – La Masi Agricola è fra i più importanti produttori e distributori di Amarone e altri vini di pregio, ispirati ai valori del territorio delle Venezie. Radicata in Valpolicella e grazie alle sue uve ed all’attività di ricerca e sperimentazione del suo gruppo tecnico, ne fanno uno dei produttori italiani di vini d’eccellenza più conosciuti al mondo.
La sua storia inizia nel 1772, quando la famiglia Boscaini acquista pregiati vigneti nella piccola valle denominata “Vaio dei Masi”. Da qui prende il nome l’azienda, tuttora di proprietà della famiglia, che dopo oltre 200 anni di appassionato lavoro, oggi opera attivamente con la sesta e la settima generazione, tramandando e innovando costantemente la tecnica dell’appassimento delle uve, conosciuta sin dai tempi degli antichi Romani.
Da oltre quarant’anni la Masi ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con: i Conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, proprietari della tenuta che in Valpolicella può vantare la più lunga storia e tradizione, i Conti Bossi Fedrigotti, prestigiosa griffe trentina e Canevel, produttore di spumanti di eccellenza in Valdobbiadene. La Masi possiede inoltre le tenute a conduzione biologica Poderi del Bello Ovile in Toscana e Masi Tupungato in Argentina. Il Gruppo vanta prodotti conosciuti e apprezzati in oltre 120 Paesi ed è partner in associazioni e organismi che esprimono l’eccellenza del made in Italy nel mondo: Fondazione Altagamma, Comitato Leonardo, Istituto Grandi Marchi, Le Famiglie Storiche.
L’assemblea degli azionisti della società vitivinicola con sede a Gargagnago in Valpolicella ha recentemente approvato il bilancio 2020, nominando il nuovo cda – resterà in carica per tre esercizi – con i consiglieri Raffaele e Anita Boscaini, l’avvocato Lamberto Lambertini, il consulente del mondo del vino, Lorenzo Tersi, ma dove spicca anche una new entry, quella del presidente della vicentina Otb Holding, Renzo Rosso, che possiede i noti marchi della moda: Diesel, Margiela e Jil Sander.
Entusiasta del nuovo assetto societario, il presidente Sandro Boscaini, che ha così commentato: “Essere quotati in borsa per noi significa avere come soci, vari interlocutori. Azioni che un tempo erano in mano a fondi o privati sono ora passate ad un primario operatore veneto dell’industria del lusso e il suo ingresso in cda testimonia il grande progresso del vino che da puro alimento è diventato un prodotto culturale, glamour, di moda”.
Fra i nuovi azionisti, anche la Red Circle Investments che fa capo sempre a Renzo Rosso, oggi in possesso del 7,5% della Masi Agricola, mentre il 73,5% rimane in mano della famiglia Boscaini. Il bilancio societario che ha registrato ricavi per quasi 52 milioni ed un utile di circa 1 milione, descrive tuttavia un “anno bersagliato dalla pandemia”, come ha descritto il presidente Boscaini, con impatti pesanti sui ricavi causati dalla limitazioni di viaggi e turismo. Ma abbiamo visto che quando l’Horeca ha avuto possibilità di operare, il nostro business ha reagito immediatamente, grazie alla forza del marchio”.
“Il 2020 ci ha obbligato ad una logica di gestione prudenziale – ha commentato l’ad dell’azienda, Federico Girotto – ma ora con l’estensione delle vaccinazioni potremo riprendere i nostri piani in vista di un new normal. Pensiamo al Masi visitor center e all’espansione della cantina di vinificazione in Valgatara, ma anche ad aggregazioni possibili ed all’arricchimento della nostra gamma, allo sviluppo della Masi wine experience. Ora guardiamo avanti: abbiamo spazio di mercato e appeal di prodotto”.
Giovanni Villani è nato a Verona, giornalista pubblicista dal 1990, critico musicale del quotidiano L’Arena di Verona. Dirigente amministrativo. Laureato all’Università di Bologna in Storia e all’Università di Verona in Arte.
