John Coltrane il sassofonista uscito dalla scena dei “Boppers” e un’interpretazione inedita di Marco Giordano
Il mio modo di suonare e di ascoltare la musica è cambiato dal momento in cui ho sentito per la prima volta il suono del sax di John Coltrane: un Maestro dallo stile unico.
John Coltrane è uno dei sassofonisti usciti dalla scena dei “Boppers” che è riuscito ad emergere e a distinguersi, regalando a chi lo ascolta cose mai sentite prima. Il suo sax non si fermava a tipici e basilari fraseggi ma continuava a suonare. Miles Davis, sentendo da lui quello che Coltrane pensava fosse un problema, ovvero non sapere quando fermarsi, gli consigliò semplicemente di smettere di soffiare.
Aveva un talento mostruoso e ha lasciato segni indelebili nel cuore di tanti tenoristi. La cosa che più lo contraddistingueva era l’energia che trasmetteva suonando. Ogni nota era cantata, finalmente la voce del sax tenore aveva un grande maestro che portava lo strumento ai confini delle sue possibilità.
Dopo i grandi successi: A Love Supreme, Giant Steps, Naima, Blue Train, Spiritual etc… John Coltrane iniziò ad esplorare mondi sconosciuti. Era un poeta della musica che ha intrapreso un vero e proprio viaggio nel futuro.
È per questo che la mia passione si è fatta ancora più grande: la creazione di brani meravigliosi a lui non bastava più, andò pian piano ad esplorare il mondo del Free Jazz. Lì sì che il suo strumento non aveva più confini.
Uno dei dischi che non posso scordare è: “ Interstellar Space” suonato con il grande Rashied Ali (Batterista). Fu registrato nel 1967 ma pubblicato solo dopo la sua morte. In quella registrazione si sente il viaggio introspettivo di un artista alla fine del suo percorso formativo.
Raggiunta e oserei dire addirittura oltrepassata la sua maturità strumentale offre una miriade di note che fanno viaggiare con la fantasia senza aver più paura di niente e di nessuno. Posso dire che questo per me è il più grande senso di libertà possibile.
