Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli Perdonatemi se non canto sul terrazzo, 651, anche ieri

Perdonatemi se non canto sul terrazzo, 651, anche ieri

Canti e balli, musica dalle finestre, milioni di chat in gara nel condividere barzellette, mancano solo i fuochi artificiali

E’ la seconda volta nel giro di un mese che scrivo chiedendo ai nostri lettori di perdonare il nostro stare fuori dal coro dentro questa nera primavera. Confesso il mio disagio nel segnare ogni giorno negli occhi, centinaia di morti senza nome. La fila dei camion militari che di notte, come i ladri, trasportano le bare chissà dove. La voce muta delle migliaia di uomini e donne in camice bianco, o verde, che hanno perso l’orologio e che rischiano la vita, loro e le loro famiglie. Confesso il mio disagio nel pensare alle migliaia di persone che ogni giorno vengono raggiunte da una telefonata per annunciare la morte di un loro congiunto senza avergli potuto dare l’ultimo bacio e accompagnarlo verso l’estrema dimora. Confesso il mio disagio quando penso alla figlia di vent’anni del mio amico Franco che ogni mattina esce di casa per fare la volontaria alla Misericordia, senza che nessuno gliel’abbia ordinato di fare. Confesso il mio disagio quando penso alle migliaia di vecchi, e chiamiamoli così per favore, che vivono soli. Quando penso a chi non potrà pagare l’affitto del negozio a fine mese e a chi solo di quell’affitto vive. A chi dopo il Coronavirus sarà fallito e a chi perderà il lavoro. Quando penso alle commesse del supermercato, a chi ancora deve lavorare perché tutti noi si sopravviva. Ai sindaci e ai presidenti di Regione in mezzo alla loro gente, ai carabinieri ai poliziotti ai vigili urbani ai militari. Sì, mi trovo a disagio. Mentre vedo gente che canta e balla sui terrazzi, che squarcia il silenzio con Fratelli d’Italia a tutto volume come alla finale dei Mondiali di Calcio. Che ingolfa a giornate intere le chat con le barzellette e solo quelle e ride facendo a gara con le buffe faccine. Mi trovo a disagio quando vedo questa Grande Festa Italiana celebrata in TV e sui giornali come virtù dell’essere tutti italiani. Quindi perdonatemi, se a me anziché cantare sui terrazzi e giocare con le barzellette su What’s up, vengono le lacrime agli occhi.

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