ARCHITETTURA - di Franco Allegretti, COMMENTI E CULTURA

Pisa e Cascina urbanisti pericolosi

di FRANCO M. ALLEGRETTI – Un Piano Frankenstein che fa strage di ogni minima considerazione per il nostro ambiente, il territorio, le città

Il 10 dicembre 2020 si chiuderà la fase delle osservazioni sul Piano Strutturale Intercomunale di Pisa e Cascina. La data era il 26 ottobre passato, ma grazie l’impegno della Giunta Betti del Comune di Cascina, il termine è stato prorogato.

Il Comune di Pisa è stato un po’ costretto, come era da immaginarsi, ad accettare la proroga, sollevando obiezioni risibili. Questo modo “oscurantista” del Piano Intercomunale della Giunta Conti è tipico un o’ delle giunte “maldestre”, ma a Pisa sembra che se né approfittino. Non possiamo non citare la vicenda della Variante Stadio-Catastrofe che è paragonabile alla “summa” di tutti gli errori possibili in materia urbanistica. E tutti insieme.

Per quanto riguarda il Piano Intercomunale, invece, è emerso un vero e proprio pericolo. Un pericolo da non sottovalutare. Grave e soprattutto foriero di ulteriori possibili sciagure urbane. La questione riguarda il dimensionamento. Ora possiamo affermare che tutti i piani strutturali degli ultimi vent’anni hanno affrontato la questione del dimensionamento in maniera diversa, ma tutti più o meno, contengono un “dimensionamento” complessivo delle future possibilità edificatorie nei principali campi residenziali, produttivi e turistici.

Fare il dimensionamento non è una cosa da poco e rappresenta un difficile compito in quanto si tratta di fare una o più previsioni, per un arco di tempo molto ampio, almeno di circa vent’anni. Predire il futuro è sempre difficile, in quanto il futuro ci è in gran parte precluso, e le variabili sono così tante, e di tale complessità che le certezze si possono confondere con l’astrologia, gli oroscopi, ecc.. Per questo, da sempre l’urbanistica, quella seria, si è sempre basata su studi di supporto nel campo della sociologia urbana, della statistica dei fenomeni urbani, nell’economia applicata alle questioni territoriali. Studi che servono per controbilanciare ed almeno agganciare le previsioni ad alcuni elementi e riflessioni di carattere scientifico. Ebbene di tutto questo nel Piano Intercomunale delle Giunte Conti-Ceccardi-Rollo, non si trova traccia. Ma proprio non si trova nessuna traccia. E questo è molto grave.

Per fare un esempio abbastanza intuibile, fino al 2008, il settore espansivo edilizio urbanistico aveva una sua dinamica. Poteva essere condiviso o avversato, ma era un dato alquanto individuabile. Con la crisi mondiale appunto del 2008 si è aperta una crisi globale delle spinte espansive delle città, ed in particolare di quelle europee. Sono 12 anni che questa crisi ha trasformato l’edilizia, ammassando una quantità di non finito, non venduto, non realizzato su cui sarebbe necessario non solo discutere ma prenderne atto. Invece che fa la Giunta Conti ? Aumenta le aree edificabili. Sarebbe come dare ad un malato di cirrosi un fiasco di vino come cura. Mi si risponderà che il Piano Intercomunale ha il suo “dimensionamento” valutato e perfettamente inquadrabile dello sviluppo sostenibile, ma una tale affermazione sarebbe non solo falsa, perché priva di riscontri oggettivi: primo elemento, la valutazione non è stata fatta sul complessivo delle previsioni dei due comuni (si chiama intercomunale proprio perché ha un unica progettazione sovra-comunale). ma per ogni porzione di territorio in cui è suddiviso il Piano (UTOE).

Proprio così. La famosa visione sovracomunale si è ridotta a considerare il territorio di questi due comuni in ben 27 piccoli Piani Regolatori (15 per Pisa e 12 per Cascina), ed ogni tassello di questo mosaico di PRG è composto non solo delle aree urbane ma addirittura di aree agricole. Cose mai viste!

Questo stratagemma sarebbe stato utile per giustificare la sostenibilità, in quanto ogni tassello-mostro viene valutato a sé stante. E’ chiaro che ogni tassello-mostro può essere (s)valutato perché presenta delle semplificazioni arbitrarie. Ed in questa composizione totalmente arbitraria, quello che emerge è un Piano assemblato. Un nuovo Frankestein. In una presentazione pubblica ho chiesto di conoscere il totale del dimensionamento: mi è stato risposto che c’era, ma che non si trovava la tabella. In realtà non esiste nessuna tabella riassuntiva nel materiale adottato. Per conoscere il vero dimensionamento occorre che con pazienza ogni cittadino calcoli le sue somme.

Prima di svelare quanto viene celato, sorge una domanda: con quale criterio, con quale giustificazione, sono stati valutati il Piano Intercomunale senza conoscere il totale delle previsioni nei due comuni? Domanda legittima. E poi: perché nessun totale? Forse si vergognavano di dire ai cittadini le loro vere intenzioni? Hanno paura di dire quale è il vero dimensionamento?

Vediamo il residenziale. L’intera previsione per i due comuni è una superficie utile da realizzare di 869.610 mq. Questo dato apparentemente innocuo lo possiamo tradurre in metri cubi costruibili pari a 2.608.830. Forse ai più può sembrare un dato di apparente neutralità: in realtà è una “valanga di cemento”. Considerando i dati del relativo DM in materia di agibilità e quello relativo agli standard urbanistici, avremo queste previsione di nuova edificazione e riuso (??): a Pisa avremo una previsione di 3.036 alloggi, e a Cascina di 1.903 alloggi per un totale di 4.940. Trattandosi di previsione, il numero è destinato a crescere.

Tutto questo, secondo la Giunta Conti e la precedente Giunta Ceccardi-Rollo sarebbe “sostenibile”. Questo Piano Frankenstein è un piano pericoloso, che fa strage di ogni minima considerazione per il nostro ambiente, per il nostro territorio, per le nostre città.