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PISA – Gianna Gambaccini: Il contributo-affitti

Gianna Gambaccini, assessore del Comune di Pisa

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“Fatti, equità, trasparenza”. L’assessore al Sociale del Comune di Pisa fa il punto sull’emergenza affitti e sul contributo alle famiglie in difficoltà

L’emergenza sanitaria si è rapidamente trasformata in emergenza sociale ed economica: coloro che da circa due mesi non possono lavorare sono un grande numero, e con sfaccettature diverse delle quali è bene tenere conto. Anche nell’emergenza non siamo tutti uguali, sebbene siamo tutti sulla medesima barca. Penso, ad esempio, a chi ha la partita iva e svolge lavori senza ingenti introiti come un giardiniere o una colf; a chi é in cassa integrazione e patisce una significativa riduzione del reddito abituale. Pisa, ovviamente, vive gli stessi problemi delle altre città italiane: posso dire serenamente, come tanti colleghi amministratori in Italia, che si potrà obiettare sul nostro operato, ma non sul fatto che ci siamo assunti fin da subito le nostre responsabilità, e in alcuni casi anticipando anche le iniziative della Regione, e voglio aggiungere nei confronti di tutti i cittadini con la necessaria attenzione a quelli più esposti all’emergenza.

L’emergenza degli affitti

rappresenta uno dei temi più estesi e significativi della pandemia. Ed è inutile fingere che sia un problema semplice: implica situazioni lineari come nel caso delle locazioni riconducibili alla proprietà pubblica (che pure si scontrano con la burocrazia erariale delle leggi contabili), ma anche la sfera dei rapporti privati sui quali il Comune non ha alcun potere e ciò nonostante che non possiamo dimenticare, per di più gravati dall’ulteriore complicazione che spesso il disagio del conduttore corrisponde anche al disagio del proprietario della casa (quanti sono i casi in cui la sopravvenuta difficoltà di pagare l’affitto coincide con l’affitto come rendita unica o principale per il locatore?). All’emergenza degli affitti residenziali c’è poi da aggiungere quella degli affitti commerciali.

Le case popolari

Avere un quadro del problema aiuta a capire meglio le priorità e a non cadere in vuote dichiarazioni. I cittadini sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri e questo ci impone una condotta di rigorosa equità. Mi è parso naturale, quindi, attivare subito gli uffici per fare almeno quello che rientrava nelle nostre dirette possibilità: con il sindaco Conti stiamo lavorando per sospendere gli affitti delle case popolari per i mesi di marzo e aprile, naturalmente a chi dimostrerà di non poter pagare, evitandogli di cumulare la morosità. Siamo in attesa del parere degli uffici Apes che ci attestino la legittimità della sospensione, ovvero che non vada a configurare un danno erariale.

Gli affitti abitativi

Le famiglie pisane in affitto e che ora rischiano di diventare morose sono un numero più grande delle case popolari, e forse anche in condizioni più critiche non avendo di fronte come proprietario un ente pubblico. L’Amministrazione Comunale, con il supporto dell’Ufficio Politiche Abitative, sta lavorando alacremente per pubblicare entro il 30 aprile un bando per il contributo-affitto avvalendosi del finanziamento regionale (per il Comune di Pisa sono stati stanziati 380.000 euro).

I criteri per il contributo-affitti

I criteri fissati dalla Regione per ottenere il contributo-affitti prevedono l’ISE e la riduzione di reddito subita nella misura dal 30 fino al 100%. Debbo dire, senza alcuna vena polemica ma con altrettanta onesta preoccupazione, che il criterio dell’ISE mi pare costituisca una complicazione, nel senso delle difficoltà pratiche per i cittadini di reperirlo considerando l’attuale situazione di restrizione dei movimenti e delle attività dei centri di assistenza. Stiamo mettendo in piedi una task force di impiegati comunali per poter eseguire le istruttorie. Per il bando pubblico, discuterò la delibera nella riunione di Giunta giovedì prossimo. 

Ai fondi ordinari della Regione aggiungiamo quelli straordinari del Comune

Una precisazione è d’obbligo: i 380.000 euro stanziati dalla Regione non sono fondi straordinari per l’Emergenza Covid, ma i contribuiti-affitto ordinari. Nella situazione sopravvenuta, questi fondi ordinari della Regione non sono sufficienti a coprire le nuove fasce di povertà createsi con la pandemia. Mi sono attivata di concerto con il sindaco Conti, seguendo il principio delle priorità sui nostri capitoli di spesa, per incrementare questo aiuto alle famiglie: abbiamo reperito 220 mila euro, di cui 150.000 nel Bilancio comunale e 70.000 dalle voci delegate della Società della Salute della zona pisana. Dobbiamo definire la forma giuridica, ovvero se possiamo creare un bando parallelo a quello con i finanziamenti della Regione, o in quale forma.

La piccola proprietà immobiliare

Sarebbe sottinteso, ma vale la pena di dirlo. Il contributo-affitti implementato con le risorse comunali rappresenta indirettamente anche un contributo (vorrei dire all’economia cittadina, considerando la circolazione del denaro) nei confronti dei piccoli proprietari di case affittate, scongiurando la morosità ed offrendo una continuità del loro reddito familiare.

L’emergenza sfratti

L’Emergenza Coronavirus ha bloccato di fatto l’esecuzione degli sfratti, ma non la sostanza del problema. Che potrebbe molto probabilmente risultare invece aggravata quando ritorneremo alla normalità. Come assessore alle Politiche Abitative avevo chiesto alla Prefettura la sospensione degli sfratti dai primi di marzo fino al 30 aprile anticipando di settimane il Decreto del presidente Conte.

In conclusione: fatti, equità, trasparenza. Frutto di un lavoro di squadra per Pisa e con Pisa.

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