Fratelli d'Italia - Prato

PRATO – Fratelli d’Italia: allarme illegalità e sicurezza

Belgiorno e Cocci: salvaguardare l’ordine pubblico e dare risposte a chi vive in condizioni di grande debolezza e talvolta di schiavitù.

“Le tensioni sociali che attraversano Prato sono preoccupanti, e il ruolo del Comune non può essere relegato a quello di gestore delle strette competenze amministrative”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Belgiorno con il consigliere Tommaso Cocci hanno deciso di presentare una mozione in Consiglio Comunale. “Le proteste, gli sgomberi all’alba e gli episodi di violenza che si sono registrati negli ultimi mesi hanno bisogno di un’analisi ed una risposta politica”.

L’allarme lanciato da Fratelli d’Italia richiama il potenziale esplosivo sul piano sociale rappresentato “dall’illegalità diffusa che si registra da anni” al quale si aggiungono le tensioni relative all’occupazione. Belgiorno e Cocci evidenziano le “tensioni di tipo etnico, come la vicenda Texprint ci racconta, dove alla contrapposizione tra imprenditori e lavoratori si sovrappone anche il conflitto tra soggetti di origine cinese e quelli di origine pakistana”.

La mozione presentata in Consiglio Comunale ricorda come “dalla fine degli anni ‘80 il fenomeno migratorio, con l’arrivo di decine di miglia di lavoratori stranieri, abbia generato l’insediamento di nuove situazioni produttive in cui si sono fin da subito manifestate metodologie e condizioni di lavoro che da decenni questa città aveva abbandonato”. Citano “le morti sul lavoro di Sabri Jaballah e di Luana D’Orazio, che pongono la questione della sicurezza sul lavoro anche nel nostro distretto”.

Al prevedibile attacco di xenofobia, Belgiorno e Cocci mettono subito le mani avanti: “Porre il problema del lavoro e dell’imprenditoria allogena non è frutto di un accanimento xenofobo, bensì la presa d’atto che gran parte delle situazioni di maggior pericolo si trovano all’interno di attività a conduzione straniera. Lavoratori senza contratto di lavoro, in luoghi insalubri ed insicuri: e è vero che i fenomeni di infrazione delle norme sui diritti e sulla tutela dei lavori si registrano in ogni tipologia di impresa, è altrettanto vero che l’incidenza percentuale dell’imprenditoria straniera, in questa situazione di illegalità, è nettamente preponderante. I numeri emersi dai controlli sono impressionanti: Il 5 agosto 2021 l’Ispettorato territoriale del Lavoro sede territoriale di Prato, ha reso noto che tra i mesi di maggio e luglio 2021 sono stati effettuali controlli in 64 attività produttive riscontrando irregolarità in ciascuna di esse: le aziende controllate impiegavano 570 persone di cui 394 proveniente da Paese extra-UE e su 570 lavoratori ben 250 erano senza regolare contratto di lavoro”.

Da qui la proposta di Fratelli d’Italia di “aprire un tavolo di discussione condiviso tra le forze politiche della città: “Nelle scorse settimane una vertenza sindacale molto aspra, quella Texprint, è divenuta un caso di ordine pubblico. Difatti il picchetto dei lavoratori, che poi si erano accampati in piazza del Comune con le tende, si è risolto con lo sgombero all’alba l’intervento delle forze di Pubblica Sicurezza. C’è il problema dello sblocco dei licenziamenti per il settore tessile-abbigliamento-pelletteria. Occorre, quindi un tavolo dove ascoltare le parti in causa della vicenda Texprint, ma non solo di questa. Riteniamo fondamentale un tavolo che riunisca gli attori politici e le categorie sociali per analizzare la situazione, cercare di prevenire gli effetti e per prospettare una soluzione. La timidezza con la quale sono stati affrontati in città determinati temi non ha portato evidentemente a risultati soddisfacenti. Nello stesso Pd si sono espresse voci diverse voci in merito a questa questione. Su Texprint il sindaco, la giunta e i capigruppo di maggioranza e opposizione devono incontrare in Palazzo Comunale una delegazione degli operai. Le istituzione devono al più presto dare un segnale di unità”.

E ancora più chiaramente, dice Fratelli d’Italia: “È necessario istituzionalizzare una camera di compensazione tra le forze politiche e sociali, al fine di analizzare la situazione esasperata che si è andata a creare, contenere gli effetti della crisi, formulare proposte e sfogare le tensioni all’interno dell’alveo democratico evitando che sia minato l’ordine pubblico ed al contempo dare risposte a chi vive in condizioni di grande debolezza e talvolta di schiavitù”.