La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un’asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: Dite alla figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma.
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli! Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». (Mt 21,1-10)
In questa domenica che dà inizio alla Settimana Santa, Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme osannato dalla gente che stende tappeti e muove rami di palme. L’impressione che si ha è che tutti abbiano compreso che lui è il Messia atteso da generazioni e annunciato dai profeti. Ma durerà poco questo clima di accoglienza e acclamazione, perché la stessa gente nel giro di pochi giorni griderà: CROCIFIGGILO! CROCIFIGGILO!
E’ l’atteggiamento che anche noi assumiamo ogni volta che abbiamo bisogno di Lui e con troppa facilità siamo pronti a rinnegarlo o ad accusarlo delle disavventure anche drammatiche della nostra vita. Questi Giorni Santi ci illumineranno per passare da una condizione di solitudine, limite e paura, a sperimentare la vittoria di Gesù sulla morte, che non si limita a consolarci ma a donarci la Vita Eterna che significa la certezza della Resurrezione. Griderà San Paolo che se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra Fede! Proviamo a domandarci quanto la nostra vita sia piena della Luce di Cristo che attraverso la sua Parola penetra nei cuori e illumina le menti.
BUONA SETTIMANA SANTA
IL SIGNORE VI BENEDICA
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Don Luigi Pellegrini è parroco della Chiesa di Santa Rita, a Viareggio, artefice della Casa Famiglia e del Campo della Casa Famiglia, nel 2008 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
