Silvia Noferi, consigliere regionale Toscana 5Stelle
COMMENTI E CULTURA, FOCUS

Scorie nucleari a Pienza e a Campagnatico

di SILVIA NOFERI – Il Governo ha scelto la Val d’Orcia per lo smaltimento degli impianti nucleari italiani e i rifiuti radioattivi

Il Ministero dello Sviluppo e quello dell’Ambiente hanno autorizzato in questi giorni il piano di smaltimento degli impianti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, presentato dalla Sogin – la società statale incaricata. Il piano consiste nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) e nel progetto preliminare. Tra le 67 aree individuate c’è anche la Toscana: precisamente, Pienza Trequanda in provincia di Siena e Campagnatico provincia di Grosseto.

Ho apprezzato la dichiarazione del presidente Eugenio Giani dopo la lettera inviata dalle associazioni ambientaliste, è contrario all’uso del territorio della Toscana per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Adesso, però, occorre fare un passo avanti sulla base di un presupposto fondamentale: il territorio della Toscana è prima di tutto, e non solo, dei toscani. Una questione di principio democratico e di metodo.

Dire ‘prima di tutto’ e ‘non solo’ può apparire una contraddizione, ma non lo è. E’ dei toscani, nel senso che la decisione di ospitare sotto casa un deposito di scorie nucleari non può prescindere dai cittadini di Siena e Grosseto; e non è solo dei toscani perché l’ambiente della Toscana costituisce un patrimonio universale che i toscani hanno la responsabilità di proteggere nei confronti del mondo. Chi ha redatto il piano ha tenuto conto della valenza e del pregio paesaggistico dei luoghi, tenendo conto che la Val d’Orcia è patrimonio dell’Unesco?

La prima domanda che sorge, quindi, e alla quale il presidente Giani e l’assessore all’Ambiente devono rispondere è se la Toscana, e in che misura, è stata coinvolta nella decisione presa prima dalla Sogin e poi dai due ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. Senza offesa per nessuno, vorremmo essere sicuri di non trovarci di fronte ad un gioco delle tre carte: vale a dire, che da una parte si dica una cosa mentre dall’altra se ne fa un’altra. Semplifico ulteriormente: prima della formalizzazione della Carta Nazionale, la Giunta Regionale Toscana è stata consultata sulla decisione di Pienza e Campagnatico? Il presidente Giani e l’assessore Monni hanno saputo dalla stampa o sono stati informati prima? Dopo la dichiarazione pubblica di contrarietà al piano, la Giunta Regionale ha formalizzato il diniego della Toscana allo stoccaggio delle scorie nucleari.

Non sono domande polemiche, le risposte sono essenziali per capire di cosa stiamo parlando, e di come la nostra regione sia considerata e partecipe nelle scelte nazionali che riguardano il proprio territorio. La dichiarazione del presidente Giani è stata apprezzata, quindi, ma adesso il ‘passo avanti’ è quello di rendere ufficiale il diniego alla decisione del Governo con un atto formale del Consiglio Regionale.